21/02/2007 – QUARESIMA – CENERI – 2007
Testo :
Preparazione alla celebrazione della messa.
MERCOLEDÌ DELLE CENERI
Anno C – 21 Febbraio 2007
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE.
TESTI
Antifona d’Ingresso Sap 11,24-25.27
Tu ami tutte le creature, Signore, e nulla disprezzi di ciò che hai creato; tu dimentichi i peccati di quanti si convertono e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio.
Colletta
O Dio, nostro Padre, concedi, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per il nostro Signore.. .
Prima Lettura Gl 2,12-18
Laceratevi il cuore e non le vesti.
DAL LIBRO DEL PROFETA GIOELE
Così dice il Signore: « Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, Non pianti e lamenti ». Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno, tardo all’ira e ricco di benevolenza e si impietosisce riguardo alla ventura. Chi sa che non cambi e si plachi e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libazione per il Signore vostro Dio. Suonate la tromba in Sion, proclamate un digiuno, convocate un’adunanza solenne. Radunate il popolo, indite un’assemblea, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini Lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo tàlamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre La tua eredità al vituperio e alla derisione delle genti ». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: « Dov’è il loro Dio? ».
Il Signore si mostri geloso per la sua terra e si muova a compassione del suo popolo.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 50
PERDONACI, SIGNORE: ABBIAMO PECCATO.
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; / nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe, / mondami dal mio peccato. R/
Riconosco la mia colpa, / il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato, / quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R/
Crea in me, o Dio, un cuore puro, / rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza / e non privarmi del tuo santo spirito. R/
Rendimi la gioia di essere salvato,/ sostieni in me un animo generoso.
Signore, apri le mie labbra / e la mia bocca proclami la tua lode. R/
Seconda Lettura 2 Cor 5,20-6,2
Riconciliatevi con Dio… Ecco il momento favorevole.
DALLA SECONDA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, noi fungiamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.
E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: “Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso”.
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
Canto al Vangelo Cf Sal 94,8
LODE A TE, O CRISTO, RE DI ETERNA GLORIA!
Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore.
LODE A TE, O CRISTO, RE DI ETERNA GLORIA!
Vangelo Mt 6,1-6.16-18
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Terminata l’omelia, il sacerdote benedice le ceneri:
Raccogliamoci, fratelli carissimi, in umile preghiera, davanti a Dio nostro Padre, perché faccia scendere su di noi la sua benedizione e accolga l’atto penitenziale che stiamo per compiere.
Tutti si raccolgono, per alcuni istanti, in preghiera silenziosa; e il sacerdote prosegue:
O Dio, che hai pietà di chi si pente e doni la tua pace a chi si converte, accogli con paterna bontà la preghiera del tuo popolo e benedici questi tuoi figli, che riceveranno l’austero simbolo delle ceneri, perché, attraverso l’itinerario spirituale della Quaresima, giungano completamente rinnovati a celebrare la Pasqua del tuo Figlio, il Cristo nostro Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Oppure:
O Dio, che non vuoi la morte ma la conversione dei peccatori, ascolta benigno la nostra preghiera: benedici queste ceneri, che stiamo per imporre al nostro capo, riconoscendo che il prezioso corpo tornerà in polvere; l’esercizio della penitenza quaresimale ci ottenga il perdono dei peccati e una vita rinnovata a immagine del Signore risorto. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
I fedeli processionalmente, si presentano al celebrante, il quale impone a ciascuno le ceneri, dicendo:
Convertitevi, e credete al Vangelo.
Oppure:
Ricòrdati che sei polvere, e in polvere tornerai.
Sulle Offerte
Accogli, Signore, questo sacrificio, col quale iniziamo solennemente la Quaresima, e fa’ che mediante le opere di carità e penitenza vinciamo i nostri vizi e liberi dal peccato possiamo celebrare la Pasqua del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio di Quaresima IV
I frutti del digiuno.
E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Con il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elèvi lo spirito, infondi la forza e doni il premio, per Cristo nostro Signore.
Per questo mistero si allietano gli angeli e per l’eternità adorano la gloria del tuo volto. Al loro canto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre voci nell’inno di lode: Santo, Santo, Santo il Signore….
Antifona alla Comunione Sal 1,2-3
Chi medita giorno e notte sulla legge del Signore al tempo opportuno porterà il suo frutto.
Oppure: Mt 6,6
Prega il Padre tuo nel segreto ed egli ti ricompenserà.
Dopo la Comunione
Questo sacramento che abbiamo ricevuto, o Padre, ci sostenga nel cammino quaresimale, santifichi il nostro digiuno e lo renda efficace per la guarigione del nostro spirito.
Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. Mercoledì delle Ceneri – 09/02/2005); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
L’APPARIRE «COMMEDIANTE» È DISDICEVOLE ALL’«ESSERE» DEL FIGLIO DI DIO.
Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
Ingresso delle ceneri è ingresso a tutto il tempo pasquale con due verità: Dio ama tutte le sue creature, Dio perdona quanti si convertono a lui. L’assemblea le canta: “Tu ami tutte le creature, Signore, e nulla disprezzi di ciò che hai creato; tu dimentichi i peccati di quanti si convertono e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio”. Spinti da tale amore che ci fa e ci converte, chiediamo a Dio di iniziare un cammino di vera conversione: “O Dio, nostro Padre, concedi, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per il nostro Signore. Amen”. Desideriamo infatti iniziare un cammino di vera conversione, consapevoli che ci sarà possibile solo con l’aiuto di Dio.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo quindi la Parola, e aderiamo all’azione dello Spirito Santo.
Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
IL PADRE RICOMPENSA IL FIGLIO CHE ACCOGLIE LA SUA INTIMITÀ NEL SEGRETO.
“Il Padre tuo che vede nel segreto, ti ricompensa”: il cammino del cristiano si scandisce nel silenzio e nel nascondimento (Mt 6,1?6.16?18). Gesù riconosce il valore dell’elemosina, della preghiera e del digiuno; ma mette in guardia dall’ostentazione delle pratiche. Esse possono ingannare gli uomini, ma non ingannano Dio che vede le intenzioni del cuore. È un richiamo sempre attuale. Anche le migliori pratiche religiose infatti possono essere compiute per ostentazione ieri come oggi.
Il testo è la parte centrale del discorso di Gesù sulla montagna secondo Matteo. La frase «Gesù disse ai suoi discepoli» sostituisce l’introduzione biblica: «Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo». Inizia con il principio: Non praticate le buone opere per essere ammirati, altrimenti non avrete la ricompensa presso il Padre. – Seguono tre esemplificazioni: per l’elemosina per la preghiera e per il digiuno. Esse sono costruite allo stesso modo: comportamento degli «ipocriti» = commedianti; ciò che invece deve fare il discepolo di Gesù; conclusione come un ritornello: «Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Elemosina, preghiera, digiuno coprono tutta l’attività spirituale del giudeo divenuto cristiano nella comunità di Matteo: in tutto ciò che fa il discepolo di Gesù crede nell’opera buona che compie come figlio di Dio nell’unico Figlio Gesù, più che «per essere lodati dagli uomini», «per essere visti dagli uomini», «per farsi vedere agli uomini». Il discepolo di Gesù vive un intimo rapporto con Dio suo Padre «nel segreto», dove il Padre vede e incontra il suo figlio a tu per tu, nel profondo del cuore, luogo sacro per un incontro sacro in ogni persona, destinataria dell’infinito amore del suo Creatore, in un’autentica intimità, unica a sentire la voce dello Spirito del Padre che parla fortissimo senza che nessuno senta se non la persona interessata. Vero giudeo divenuto vero cristiano reso in grado di vivere con intensità e verità la circoncisione del cuore e la gloria che non viene dagli uomini ma da Dio (cfr Rom 2,28s). Iniziamo un cammino di vera conversione del cuore: una pasqua, un passaggio da un comportamento di commedianti a una vita sapiente secondo l’essere dei figli di Dio.
La cenere che ci viene posta sul capo ricorda che non siamo solo terra, ma esseri viventi, attraversati dallo Spirito di Dio; eppure dimentichi di questa grandezza del nostro essere. Ne chiediamo perdono al nostro Padre che vede nel segreto, fiduciosi nella sua efficace misericordia. Lo chiediamo per noi e per tutti i fratelli, desiderando passare con Gesù dalla morte alla vita eterna.
Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
IL PADRE SI ASPETTA UN’ATTIVITÀ SPIRITUALE
“Laceratevi il cuore e non le vesti” (Gl 2, 12-18). Il male è nel cuore prima di tradursi in atti. Le pratiche di penitenza devono quindi esprimere la conversione del cuore. Le ipocrisie possono ingannare gli uomini; non ingannano Dio. Le nostre azioni sono segni di conversione interiore. Lo stesso digiuno che il Signore ci chiede è per un impegno di carità: mettere da parte il denaro corrispondente come segno che ci s’impegna ad aiutare gli altri. È questo il vero sacrificio gradito a Dio. E va fatto con impegno individuale e comunitario: “Suonate la tromba, proclamate un digiuno, convocate un’adunanza solenne. Radunate il popolo, indite un’assemblea, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini Lattanti”. S’innalza la preghiera: Il Signore si mostri geloso per la sua terra e si muova a compassione del suo popolo.
Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
PERDONACI, SIGNORE: ABBIAMO PECCATO (50, 3-4; 5-6a; 12- 13; 14.17)
La Legge della misericordia di Dio ci permette di aprire a lui con fiducia il nostro cuore bisognoso di perdono, dicendo con Davide: “Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato”.
Quanto più grande è il condono di Dio che noi accogliamo, tanta più luce c’illumina il cuore e noi vediamo con serenità quanto siamo piccoli: “Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto”.
Conoscere la misericordia di Dio non porta solo a riconoscere in confronto a lui la nostra miseria, ma a chiedere anche un cuore e uno spirito nuovo: “Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito”.
Infine la misericordia di Dio che perdona, rinnova e porta gioia, rende generosi e pieni di fiducia, fa sperimentare la felicità e dar lode al Signore: “Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso. Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode”.
Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
ECCO ORA IL MOMENTO FAVOREVOLE, ECCO ORA IL GIORNO DELLA SALVEZZA!
“Vi esortiamo in nome di Cristo:lasciatevi riconciliare con Dio” (2Cor 5,20?6,2). La Legge della misericordia che rende Dio giusto con se stesso nell’amore, si manifesta pienamente in Cristo e spinge Paolo a supplicare in nome di Cristo: “Lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio”, cioè giusti davanti a Dio per grazia di Dio. Lasciarsi riconciliare da Dio, aprirsi alla grazia del perdono meritato dal Cristo, che ha preso su di sé il peccato del mondo, “perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia”, santità di Dio: Ecco l’importanza dell’attuale “momento favorevole” della Quaresima.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove.
Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri. Mentre ci camminiamo per portare doni da presentare al Signore come segni di un altro cammino, oggi non vogliamo indurire il nostro cuore, ma ascoltare la voce del Signore: fare un altro cammino, quello spirituale, un passaggio dall’apparire all’essere. Al dono noi aggiungiamo quindi il desiderio di non indurire il cuore e ascoltare il Signore. Il Signore accoglie il nostro desiderio che lui stesso ci ha ispirato, e lo trasforma, offrendolo al Padre per noi, ne fa una realtà sacra, un «sacri-ficio». È l’inizio della nostra quaresima che a sua volta è segno, mezzo, strumento o sacramento, della nostra vita, da vivere non per noi stessi, ma in lui. È un inizio ufficiale, solenne; è un passare da noi stessi alle opere di carità, l’elemosina, la preghiera, il digiuno: fatti nell’intimità di Dio, opere esterne che scaturiscono dell’interno; è celebrare la pasqua del tuo Figlio, con il tuo Figlio, nel tuo Figlio, mediante il tuo agire in noi, che invochiamo: “Accogli, Signore, questo sacrificio, col quale iniziamo solennemente la Quaresima, e fa’ che mediante le opere di carità e penitenza vinciamo i nostri vizi e liberi dal peccato possiamo celebrare la Pasqua del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, che è ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:
«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio. Innocente, diviene peccato, maledizione, perché noi diventiamo giustizia di Dio. Infatti, con il digiuno quaresimale tu vinci le nostre passioni, elèvi lo spirito, infondi la forza e doni il premio, per Cristo nostro Signore.
Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: con Gesù fra noi, affrontiamo e vinciamo il combattimento contro il male.
Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù, che opera in noi con amore e costanza, supera vizi e peccati, ci fa partecipi della sua Pasqua.
Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo; purificati nella nostra vita, nutriti del corpo e sangue di Cristo, contempliamo il tuo volto di giustizia per la tua misericordia. Il digiuno, per esempio, non va fatto per se stesso, come anche tutto il resto, ma come segno di amore per gli altri: va messo da parte il corrispondente del cibo e va dato agli altri.
«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità ricreata per l’opera del tuo Spirito di riconciliazione: è il nostro miglioramento che da’ corpo alla gloria di Dio che pronunziamo a parole.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Chi medita giorno e notte sulla legge del Signore, che è misericordia, al tempo opportuno porterà il suo frutto; perché stando vicino alla fonte, si crea l’osmosi di un dialogo fra Padre e Figlio capo e membra, una preghiera nel segreto, che ha per dono la ricompensa della comunione di vita divina. Gesti e parole nella celebrazione rituale, con riferimento a gesti e parole nell’esistenza quotidiana, diventano veicolo dello stesso dialogo con Dio Padre nell’intimo del cuore durante tutta la vita, dialogo che ci guarisce nello spirito, rendendoci misericordiosi come il Padre nostro celeste.
Chi prega il Padre nel segreto può unirsi ad altri che lo pregano nel segreto, dicendo insieme: Padre nostro, donaci di essere unanimi nel pregarti, fa’ che andiamo oltre noi stessi, vincendo ogni ostacolo del nostro io.
Ecco l’Agnello di Dio, che non ha conosciuto peccato, e che Dio ha fatto peccato, facendo ricadere su di lui tutte le colpe per liberare il mondo da ogni male.
Rendiamo grazie a Dio Padre che ci ha provveduto il «Redentore» e ha riversato nei nostri cuori lo Spirito perché in Cristo possiamo essere sempre con lui nel segreto, incontrando agli altri nella pace.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La ricompensa:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la ricompensa, come salario del lavoro umano;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: la ricompensa, è Dio che si dona all’uomo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la ricompensa, è Cristo, puro dono del Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la ricompensa, è Gesù che ci prende su di sé;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. la ricompensa, è il Padre nel segreto della stanza.
Preghiamo:
O Padre, che ci inviti a non indurire il nostro cuore, ma ascoltare la voce del Signore; perdona il nostro peccato. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).