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24/12/2006 – AVVENTO – ANNO C – 4 DOMENICA – 2006

Preparazione alla celebrazione della messa.

4ª DOMENICA DI AVVENTO
Anno C – 24 Dicembre 2006 (cfr HomePage: «Approfondimenti» – AVVENTO)

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE.

TESTI

Antifona d’Ingresso Is 45,8
Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada
e dalle nubi scenda a noi il Giusto;
si apra la terra e germogli il Salvatore.

Colletta
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Anno C:
O Dio, che hai scelto l’umile figlia di Israele per farne la tua dimora, dona alla Chiesa una totale adesione al tuo volere, perché imitando l’obbedienza del Verbo venuto nel mondo per servire, esulti con Maria per la tua salvezza e si offra a te in perenne cantico di lode. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .

Prima Lettura Mic 5,1-4a
Da te uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele

DAL LIBRO DEL PROFETA MICHEA
Così dice il Signore: E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti. Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele.
Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio.
Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra e tale sarà la pace.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 79
FÀ SPLENDERE IL TUO VOLTO E SALVACI, SIGNORE
Tu, pastore d’Israele, ascolta, / assiso sui cherubini rifulgi
Risveglia la tua potenza / e vieni in nostro soccorso. R/
Dio degli eserciti, volgiti, / guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, / il germoglio che ti sei coltivato. R/
Sia la tua mano sull’uomo della tua destra, / sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te più non ci allontaneremo, / ci farai vivere e invocheremo il tuo nome. R/

Seconda Lettura Eb 10,5-10
Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.

DALLA LETTERA AGLI EBREI
Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo — poiché di me sta scritto nel rotolo del libro — per fare, o Dio, la tua volontà».
Dopo aver detto prima “non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato”, cose tutte che vengono offerte secondo la legge, soggiunge: “Ecco, io vengo a fare la tua volontà”. Con ciò stesso egli abolisce il primo sacrificio per stabilirne uno nuovo.
Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre.

Canto al Vangelo Lc 1,38
ALLELUIA, ALLELUIA.
Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto.
ALLELUIA.

Vangelo Lc 1,39-48a
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

DAL VANGELO SECONDO LUCA
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore».
Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva».

Sulle Offerte
Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all’altare, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, che santificò il grembo della Vergine Maria. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio dell’Avvento II
L’attesa gioiosa del Cristo.
E’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode,
Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Egli fu annunziato da tutti i profeti, la Vergine Madre l’attese e lo portò in grembo con ineffabile amore, Giovanni proclamò la sua venuta e lo indicò presente nel mondo.
Lo stesso Signore, che ci invita a preparare il suo Natale, ci trovi vigilanti nella preghiera, esultanti nella lode.
Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode: Santo, Santo, Santo .. .

Antifona alla Comunione Is 7,14
Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi.

AnnoC: Cf Lc 1,45
Beata sei tu, Vergine Maria, perché hai creduto al compimento delle parole del Signore.

Dopo la Comunione
O Dio, che ci hai dato il pegno della vita eterna, ascolta la nostra preghiera: quanto più si avvicina il gran giorno della nostra salvezza, tanto più cresca il nostro fervore, per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. Avvento – Anno C – 4ª Domenica – 21/12/2006); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:

SEGNI DI COMUNIONE.
Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
“Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore”. Il nostro Capo, il giusto Signore Gesù che ci qui riunisce, ha due origini, una dal cielo e una dalla terra; e noi formiamo un’assemblea divino umana, con le qualità di Dio in vasi di creta. Preghiamo allora il Signore: “Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Tu hai scelto l’umile figlia di Israele, segno di tutti noi, per farne la tua dimora, l’arca della Parola, del Sacerdote e dell’Eucaristia; dona alla Chiesa una gioiosa adesione al tuo volere, come Davide che danza davanti all’arca, e come Giovanni che esulta di gioia in grembo a Elisabetta, perché ammessi alla tua presenza a compiere il culto sacerdotale del Verbo venuto nel mondo per servire, esulti con Maria per la tua salvezza e si offra a te in perenne cantico di lode. Per Cristo nostro Signore. Amen.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo la Parola, aderiamo quindi all’azione dello Spirito Santo.

Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
SEGNI DI COMUNIONE FRA MARIA ED ELISABETTA, TIPO DI OGNI INCONTRO.
“In quei giorni Maria in fretta si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse una città di Giuda”.
Una donna che attende un bambino ed è già al sesto mese ha certo bisogno di aiuto. Ma l’Angelo aveva detto a Maria che Elisabetta era al sesto mese, come segno che a Dio niente è impossibile. Maria va e verifica questo segno, tocca con mano di persona questo segno straordinario: la parente, sterile e anche oltre l’età per dare alla luce una bambino, sta aspettando proprio un bambino. Dio offre ai credenti molti segni a livello personale perché possano accedere e maturare nella propria fede. Questo segno dato da Dio a Maria diventa un criterio, un parametro di misura, un emblema per tutti gli incontri di ogni credente: tutto ciò che accade nella vita, non accade per caso. Esiste una provvidenza di Dio che semina questi momenti particolari a beneficio delle persone. Importante è che l’uomo li sappia cogliere. Maria va dunque da Elisabetta per cogliere il segno che l’Angelo le aveva affidato. Portando nel cuore un segreto che lei solo sa, sente come un dono straordinario da Dio l’indicazione di una persona che possa capirla nell’intimo. C’è in ognuno l’esigenza di capire e comunicare, crescere e lodare, condividere gioie e sofferenze. Dio soddisfa tale esigenza che viene da lui.
“Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo”. Ecco un segno anche in Elisabetta: «il bambino le sussultò nel grembo». Qualcosa di straordinario si crea fra queste due donne, che ricevono un chiaro segno: una diventa così rivelazione per l’altra. Maria vede in Elisabetta il segno che l’Angelo le aveva annunziato, e quindi Maria coglie tutto quello che l’Angelo le aveva detto come una realtà enorme, più grande di lei. Da qui sgorga il «Magnificat», che è lode, ringraziamento per la maternità messianica. Anche Elisabetta riceve da Maria una rivelazione ed esclama: “Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo”. Anche Elisabetta capisce di trovarsi quindi di fronte ad una realtà immensamente più grande di lei. Luca precisa che «Elisabetta fu piena di Spirito Santo». Lo stesso Spirito Santo che ha agito in Maria generando in lei il Verbo, agisce in Elisabetta che funge in qualche modo da «profeta» e indica in Maria la Madre del Signore o Kürios.
Per la seconda volta Elisabetta dichiara Maria «Madre del Signore = Kürios». Dicendo infatti: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?”, Elisabetta allude al bambino Gesù che sta formandosi nel grembo materno della Vergine. Poi dicendo: «E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore», Elisabetta si riferisce al Dio delle promesse, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. Lo stesso titolo è dato al Dio delle promesse e a Gesù. In maniera sottile, delicata ma chiara, Maria è dichiarata Madre del Messia e Madre di Dio. Gesù è Dio, è Javè.
«Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva». Il Magnificat è accennato solo nella sua prima strofa. Salmo di lode, benedizione e ringraziamento a Dio che «ha guardato l’umiliazione (non sta scritto «l’umiltà») della sua serva». Non è riportato tutto il resto del Magnificat, perché la chiesa intende sottolineare solo questo segno: la propria «umiliazione» che Dio ha guardato e sollevato in Maria, come segno rappresentativo di tutta l’umanità: umiliata con la morte fisica e spirituale, liberata ed esaltata con la risurrezione ed esaltazione nel Verbo, fattosi bambino in vista della pasqua per tutti.

Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
BETLEMME, PICCOLO TERRITORIO, SEGNO DEL MONDO, ELEVATO A CASA DI DIO.
Betlemme = casa del pane: piccola «casa» «del Pane» che nutre il mondo, da sempre e per sempre. Colui che deve essere il Dominatore, e ha le sue origini dai giorni più remoti, libererà il più piccolo capoluogo come tutta l’umanità, che è in potere altrui fino a un tempo stabilito. Fino a quanto? Segno del tempo: fino a quando una donna, che deve partorire, partorirà. Questa donna è Maria, piccolo segno della realtà più grande: è la Madre del grande Pastore. Madre di un bambino, piccolo, segno di stabilità: «Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio».
Betlemme, segno del luogo: di tutto l’universo. Tempo stabilito, segno che tutto il tempo è previsto. Una persona, Maria, segno di tutta l’assemblea, tutta l’umanità creata in vista della salvezza. Sotto la guida di un bambino, segno del Dio Pastore in Gesù: il Grande, unico su tutta la terra, come unica è la pace, quella che Gesù porta, non come guerriero, ma precisamente come Pastore.

Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
L’ASSEMBLEA, SEGNO DELL’ORANTE GESÙ CHE PREGA IN NOI E PREGA PER NOI.
Gesù dice al Padre per mezzo del suo corpo che siamo noi, sua chiesa: Fa splendere il tuo volto e salvaci, Signore. L’assemblea riconosce Gesù suo Capo e Pastore, dicendo: “Tu, pastore d’Israele, ascolta, assiso sui cherubini rifulgi, risveglia la tua potenza e vieni in nostro soccorso”. Poi in persona di Gesù prega il Padre, Vignaiolo che cura la sua Vigna: “Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivato”. E parlando di se stesso al Padre, Gesù dice per bocca nostra: “Sia la tua mano sull’uomo della tua destra, sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte”. Parlando poi per tutti noi sua umanità Gesù dice: “Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome”. Siamo piccola assemblea ma segno di Grande preghiera efficace, in persona di Gesù, per tutti.

Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
INCONTRO DI COMUNIONE DI DIO CON L’UOMO IN CRISTO.
La seconda lettura riporta la lettera agli Ebrei (10,5-10), che dona alla celebrazione del Natale il suo vero senso profondo e maturo. Il Natale cioè non è solo il miracolo di un Dio che entra nella storia attraverso la Vergine Maria, ma è un Dio che facendosi uomo accetta di fare totalmente la volontà del Padre e di morire in croce per arrivare fino in fondo al suo «sì»: «Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice: “Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo — poiché di me sta scritto nel rotolo del libro — per fare, o Dio, la tua volontà”». Presentazione sintetica di tutto il progetto che il Padre ha affidato a quel bambino Dio Uomo fin dal momento dell’incarnazione. Non è solo poesia ma fatica e sacrificio tipico dell’amore o della vera poesia cristiana. Gesù aderisce al progetto del Padre in modo pieno, e non solo con la volontà ma anche con la vita quando il Padre gliela chiederà. In lui immersi (battezzati) noi offriamo il culto pieno al Padre. E lo esprimiamo nelle singole celebrazioni come questa: «Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre». E siamo resi capaci di offrire lo stesso culto di Cristo al Padre. Quella vita che Gesù ha ricevuto in dono dallo Spirito e dalla Vergine Madre, questa vita viene offerta alla volontà del Padre per la salvezza degli uomini e poi per mezzo degli stessi uomini salvati. Siamo aiutati a contemplare il bambino del Natale con gli occhi dell’adulto, con l’occhio della fede matura e consapevole che il Salvatore non solo morirà in croce, ma risorgerà per noi e poi anche noi con lui: da piccoli diveniamo così grandi!

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all’altare: sono segno della nostra disponibilità ad accogliere la tua volontà, e ad essere luogo riservato a Cristo nostro capo, tutto rivolto al tuo progetto di bene. “Consacra questi nostri doni con la potenza del tuo Spirito, che santificò il grembo della Vergine Maria. Per Cristo nostro Signore”. Amen.

4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:

«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio, nato da donna, egli ha preso la nostra carne per trasformarla in umanità tutta dedita al culto di Dio, nella volontà interiore di bene verso tutti, nella preghiera, e ogni opera di misericordia corporale e spirituale negli incontri con le persone che tu ci doni di conoscere.

Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: egli ci trasforma in Cristo come il pane e il vino, e così siamo resi capaci di compere in Cristo tutte le opere che il nostro Capo si aspetta da noi sue membra.

Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù, ci rende offerta a te gradita: perenne cantico di lode, culto perfetto che si manifesta nei tempi stabiliti come quelli della passione morte risurrezione di Cristo operante in noi.

Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo. Nato da Maria Vergine per essere tutto in tutti, ci santifica perché siamo strumenti o sacramenti adatti alla sua opera visibile in questo mondo.

«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dalla nuova umanità ricreata in Cristo per lo Spirito Santo: la nostra santificazione è a lode e gloria della sua grazia che ci ha dato nel suo Figlio diletto fin dalla sua venuta da bambino nel mondo.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Padre, che in Cristo, ci fai passare dal peccato al perdono, ponendo sulle spalle del tuo Figlio tutti i nostri castighi, fa’ che sappiamo cogliere nella bontà dei nostri incontri umani il segno della tua benevolenza. In persona di tutta l’assemblea, di tutta l’umanità, Maria dice: “Eccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai detto”. Serva del Signore si riteneva la chiesa nascente, che intendeva dedicarsi al bene degli altri in persona di Gesù, Servo del Signore. Anche sulle nostre labbra sono messe le parole riferite a Maria: “Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi”, così per lo stesso Spirito Santo avvenga in ognuno di noi che comunichiamo al corpo e sangue di Cristo: avvenga che concepiamo nel cuore e diamo alla luce Gesù amando come egli stesso ha amato e intende continuare ad amare in noi. Il mondo conoscerà per esperienza che Dio è con noi, l’Emmanuele.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).