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21/05/2006 – T. PASQUALE – ANNO B – 6 DOMENICA – 2006

Preparazione alla celebrazione della messa.

6ª DOMENICA DI PASQUA
Anno B – 21 Maggio 2006

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE

TESTI

Antifona d’Ingresso Cf Is 48,20
Con voce di giubilo date il grande annunzio,
fatelo giungere ai confini del mondo:
il Signore ha liberato il suo popolo. Alleluia.

Colletta
Dio onnipotente, fa’ che viviamo con rinnovato impegno questi giorni di letizia in onore del Cristo risorto, per testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede. Per il nostro Signore…

Anno B:
O Dio, che ci hai amati per primo e ci hai donato il tuo Figlio, perché riceviamo la vita per mezzo di lui, fa’ che nel tuo Spirito impariamo ad amarci gli uni agli altri come lui ci ha amati, fino a dare la vita per i fratelli. Per il nostro Signore.. .

Prima Lettura At 10, 25-27. 34-35. 44-48
Anche sui pagani si effonde il dono dello Spirito Santo.

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Alzati: anch’io sono un uomo!». Poi, continuando a conversare con lui, entrò e trovate riunite molte persone disse loro: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto».
Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo scese sopra tutti coloro che ascoltavano il discorso. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l’acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Dopo tutto questo lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 97
IL SIGNORE HA RIVELATO AI POPOLI LA SUA GIUSTIZIA.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.

Seconda Lettura 1 Gv 4, 7-10
Dio è amore.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN GIOVANNI APOSTOLO
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Canto al Vangelo Gv 14,23
ALLELUIA, ALLELUIA.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
ALLELUIA.

Vangelo Gv 15, 9-17
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.
Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri».

Sulle Offerte
Accogli Signore, l’offerta del nostro sacrificio, perché, rinnovati nello Spirito, possiamo rispondere sempre meglio all’opera della tua redenzione. Per Cristo nostro Signore.

Prefazio Pasquale V
Cristo sacerdote e vittima

E’ veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore.
e sopratutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.

Offrendo il suo corpo sulla croce,
diede compimento ai sacrifici antichi,
e donandosi per la nostra redenzione
divenne altare, vittima e sacerdote.

Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo, Santo, Santo .. .

Antifona alla Comunione Gv 15,5
«Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto,
perché senza di me non potete far nulla». Alleluia.

Dopo la Comunione
Dio grande e misericordioso, che nel Signore risorto riporti l’umanità alla speranza eterna, accresci in noi l’efficacia del mistero pasquale con la forza di questo sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi nel massimo modo il messaggio dei testi biblici (cf. Tempo di Pasqua – Anno B – 6ª Domenica – 25/05/2006); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:


COME IL PADRE AMA ME E NE GIOISCO, ANCH’IO AMO VOI.
AMATEVI GLI UNI GLI ALTRI PERCHÉ LA MIA GIAIA IN VOI SIA PIENA.

Messaggio che ispira e attua ora la Celebrazione, centro della Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendiamo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
Fatti voce di ogni creatura chiamata all’esistenza dall’amore acclamiamo: “Con voce di giubilo date il grande annunzio, fatelo giungere ai confini del mondo: il Signore ha liberato il suo popolo”, e lo ha riunito con noi qui a celebrare nella gioia il suo amore, con tutta l’umanità sulla terra, e con tutti gli angeli e i santi della corte celeste. Una grande assemblea. Alleluia. Lodate il Signore.
Tu che ci hai amati per primo; tu che ci hai scelti per essere tuoi amici; tu che non fai differenza fra gli uomini; tu che dài vita a chi rimane attaccato a te: abbi pietà di noi. “O Dio, che ci hai donato il tuo Figlio, perché riceviamo la vita per mezzo di lui, fa’ che nel tuo Spirito ascoltiamo la Parola e impariamo ad amarci gli uni gli altri come lui ci ha amati, fino a dare la vita per i fratelli. Per il nostro Signore. Amen.

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che udite. – Richiamiamo la Parola, aderiamo all’azione dello Spirito Santo.

Richiamiamo la Parola, cioè persona, messaggio e attività di Gesù.
COME DIO PADRE AMA ME UOMO DIO COSÌ ANCH’IO DIO UOMO AMO VOI UOMINI.
“Vi ho detto questo perché la vostra gioia sia piena” (Vangelo: Giovanni 15,9-17). L’amore del Padre mio riempie di gioia me, suo Figlio; l’amore del Padre e di me, suo Figlio, verso di voi, riempie di gioia voi tutti che siete in me. Non ne sono geloso, anzi io vi dico: Fate anche voi l’esperienza di gioia vera e completa. Voi fate quest’esperienza di gioia «rimanendo», accogliendo l’amore, cioè amando di essere amati. Tutti si accorgono subito della vostra gioia di sapervi amati infinitamente da Dio. Se ne accorgono da un vostro atteggiamento di gioiosa apertura verso tutti, di condivisione. C’è più gioia nel dare, nel condividere, che nell’essere chiusi in se stessi. L’amore si diffonde per natura, è diffusivo di se stesso. Proprio questa è la gioia di Dio Padre e Figlio nei vostri riguardi: Condividere tutta la sua vita con voi, da sempre. Io e il Padre siamo una cosa sola. Non siete mai stati lontani da Dio e non potrete mai esserlo. Siete parte di Dio. Con gioia quindi vi dico: Voi siete in me? State in me! Gioite con me! “Amatevi anche voi gli uni gli altri” e rimarrete in me.
Tutto questo io sono venuto a mostrarvi! E ve lo dico proprio mentre sono consegnato alla morte: l’amore è più forte della morte! Si mostra dando tutto se stesso: do la mia vita per le mie membra, gli amici che siete voi tutti, parte mia, miei familiari, e non stranieri! Consegnato, io stesso mi consegno a chi mi consegna. Avrete quindi lo stesso mio Spirito, il mio amore che è «causa e forza» di amore. Infatti potete comprenderlo e sperimentarlo voi stessi: tutto ciò che ho ricevuto dal Padre ho dato a voi. Fa parte della vostra costituzione: potete verificare voi stessi che siete parte mia, miei “Amici”. Condividete infatti i miei ideali, il mio stile di vita, vivete come me, amate come io amo, fino a dare la vita. Questo è segno concreto che io continuo a vivere in voi e voi siete miei. Se no, tutto questo cadrebbe come un tralcio cade dalla vite e si secca.
“Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. Venite da Dio che vi vuole come lui. Venite all’esistenza dal suo amore. È un dono. Un dono unico e gratuito, totale e infinito. Più non si può immaginare. È la vita di Dio in voi. Dura sempre. È la vostra eredità. Io sono l’erede e voi in me siete coeredi. Vi dico “tutto ciò che ha udito dal Padre”. “Sono uscito dal Padre”. Io sono la «Parola del Padre» e vi rivelo la mia intimità di amore più preziosa che è anche la vostra: partecipare alle sofferenze e alla gloria dell’Amore verso tutti, come Dio, come me (cf Romani 8,17). Questo è il frutto missionario che il Padre Vignaiolo esaudisce e realizza in chiunque glielo chiede.

Richiamiamo la Profezia, portata a compimento in Gesù.
TUTTI, SENZA DIFFERENZA DI PERSONE, IO AMO COME IL PADRE AMA ME .
Che “Dio non fa differenze di persone” (Prima lettura: Atti 10,25ss.34s.44-48) la prima comunità cristiana lo scopre a Cesarea, in casa di Cornelio. Lo Spirito predispone luogo e persone per rivelare a Pietro che la salvezza offerta da Gesù non conosce confini. Pietro e compagni assistono a una Pentecoste dei Pagani: a una conversione che coinvolge e cambia tutta la Chiesa nascente. Lo Spirito dona loro il timore di Dio, prepara il cuore di tutti a praticare la giustizia, suscita il desiderio di ascoltare la Parola di Dio, poi guida Pietro a vedere profondamente nei pensieri di Dio. Scopre cheDio non fa differenza di persone, ma versa in ogni cuore umano lo Spirito del suo amore, la capacità di consolare, confortare ed esprimere la propria fede con chiarezza e animo pieno di gioia.

Richiamiamo la Realtà, che ora Gesù attua in noi come in se stesso.
LA VOSTRA GIOIA È PIENA COME LA MIA, PERCHÉ VI AMO COME IL PADRE MI AMA.
“Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia”, la sua vita di gioia che corrisponde giusta al piano di Dio (Salmo responsoriale: salmo 97/98). L’ha rivelata a tutti come a noi: “Tutti i confini della terra hanno veduto la salvezza del nostro Dio”. Riconoscenti diciamo: “Acclami al Signore tutta la terra, gridate, esultate con canti di gioia”. Canti di Gioia sempre nuovi perché sempre compie prodigi: con il suo amore trionfa su tutti i nemici, compresa la morte; ci introduce nella sua vita e ci riempie di gioia. Moventi dell’agire di Dio nella vita di ogni persona sono quindi: amore fedele, salvezza totale, gioia piena.

Richiamiamo l’Apostolo, che descrive il discepolo di Gesù.
GIOVANNI È TIPO DEL DISCEPOLO CHE SPERIMENTA AMORE E PIENEZZA DI GIOIA.
È Dio l’origine dell’amore e della gioia (Seconda lettura: Prima lettera di Giovanni 4,7-10). Chi presenta segni di amore, mostra da dove viene, manifesta che la sua vita viene da Dio. Donando infatti al mondo il proprio Figlio, il Padre ha dato tutto se stesso, misura dell’amore supremo, e donando lo stesso suo amore Spirito Santo, ha offerto agli uomini, con la riconciliazione e la vita, anche la capacità del dono supremo della propria esistenza in Cristo con la gioia di chi la condivide.
L’apostolo Giovanni ha sperimentato tale amore la sera dell’ultima cena. Allora «Gesù si commosse profondamente e dichiarò: “In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà”. I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: “Dì, chi è colui a cui si riferisce? ”. Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: “Signore, chi è? ”. Rispose allora Gesù: “È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò”. E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone” (Gv 13,21-26). Giovanni ora sa che Gesù parlava di Giuda. Ma non lo rivela a nessuno, neanche a Pietro. Da quel momento Giovanni ha da Gesù il dono di amare Giuda come Gesù lo ama: Gesù unisce Giovanni e ogni persona al suo amore per gli altri come per Giuda. Giovanni, e ciascuno di noi, ne sperimenta l’ebbrezza: apprende da Gesù direttamente quanto l’amore sia centrale nella vita dei discepoli. Ne possiamo gustare la tenerezza, constatarne la radicalità e l’ampiezza, vedere come si può giungere fino all’amore per i nemici, fino al dono della stessa vita per avere la Gioia della sua Vita.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola ed Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto, seduta o in piedi; nei Tre Riti – d’introduzione, presentazione dei doni, comunione – si muove. Ora, per esempio, ci muoviamo e offriamo doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri.
I nostri doni sono segno della nostra disponibilità che la parola di amore divino ha suscitato in noi. Solo Dio che ci ama per primo li può trasformare in bene efficace per tutti. Questo Dio fa di certo, perché corrisponde giusto al suo progetto di amore che si diffonde. Così «il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia», e continua a suscitare grida di esultanza con canti di gioia. Dato che ognuno
di voi mi ama, dice il Signore, osserva la mia parola: condivide ciò che riceve per il bene comune, si costruisce la comunità gioiosa dove nessuno è bisognoso, il Padre mio ama tale comunità, segno della sua presenza, e l’amore degli uni verso gli altri è segno che noi facciamo dimore presso di voi.
O Dio, che come ci hai chiamati all’esistenza, ci consenti di passare dall’iniquità alla giustizia e dalla miseria della colpa alla vera gioia; non abbandonare l’opera della tua grazia, ma a quanti hai chiamato alla santità della vita di fede per amore dona la forza di perseverare. Per Cristo nostro Signore. Amen (cf Lit. Ambros.).

4°. LITURGIA EUCARISTICA.
Aderendo all’agire dello Spirito, per mezzo di Cristo, ringraziamento, pane, offerta, intercessione, lode:

«Ringraziamo» e benediciamo il Padre in Cristo Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: l’hai donato a noi, segno del tuo immenso e gratuito amore. A te egli ancora si offre e come nostro avvocato intercede per noi; sacrificato sulla croce, più non muore, ma con i segni della passione vive immortale.

Siamo trasformati in Cristo, che, preso il «pane» e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda di salvezza.
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo: compie ogni santificazione. Gesù in mezzo a noi ci dona vita di amore che è da te per mezzo suo. Noi possiamo annunziare la sua morte e proclamare la sua risurrezione in un mondo che senza di te non può sussistere e decade.

Diveniamo luogo riservato a Gesù che in noi continua a «donare» se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù: completa in noi il suo amore, continuando a donarsi in noi per tutti.
Come Giovanni siamo fatti partecipi del tuo amore da Gesù che in noi continua ad amare anche i nemici fino al dono della vita a lode e gloria del tuo nome.

Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo. Per tuo amore vivano tutti in te, redenti dal sangue del tuo Figlio.

Intercediamo per tutti in Cristo che «intercede» per noi e ci fa intercessori con lui per gli altri.
Tutti, Padre: vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo. Per tuo amore vivano in te, redenti dal sangue del tuo Figlio. Tu esaudisci le nostre preghiere in Cristo perché tutto il mondo gioisca in te.

«Glorifichiamo» perfettamente il Padre per Cristo, con Cristo, in Cristo nello Spirito Santo che ci fa santi.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità: da ogni singola persona in Cristo, nello Spirito Santo Amore, che ci insegna e attua in noi l’amore degli uni verso gli altri, fonte di gioia.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Il Padre ci ha donato il suo Figlio; da questo abbiamo conosciuto l’amore; riconosciamo che egli è Padre per ciascuno di noi. Lo possiamo pregare con fiducia: Liberaci, o Signore, da tutti i mali; tu vuoi radunare tutti gli uomini nell’unità; concedi la pace ai nostri giorni: liberaci dal peccato che spezza la comunione fra noi; fortificaci nelle prove in ogni settore della nostra esistenza. “. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. Ecco l’Agnello di Dio, che ha dato la propria vita per tutti gli uomini. O Signore, vieni e fa che rimaniamo in te e tu in noi, con te porteremo molto frutto di amore reciproco. Senza di te non possiamo far nulla. Alleluia: lodate il Signore che compie meraviglie. Dio grande e misericordioso, nel Signore risorto tu riporti l’umanità alla speranza eterna; accresci in noi l’efficacia del Signore Gesù morto e risorto, con la forza di questo sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen. Andando nella pace di Cristo portiamo in mezzo agli altri l’amore dei figli di Dio.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2);
contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio,
Il Frutto:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il frutto, dei tralci uniti alla vite;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il frutto, dell’unione fra persone nell’amore di Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il frutto, dell’umanità nuova di Gesù risorto, Figlio amato dal Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il frutto, della Chiesa, che dimora nell’amore del Figlio e del Padre;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. il frutto, dell’umanità nuova: figlia nel Figlio, in piena comunione trinitaria.

Preghiamo:
O Padre, il Figlio tuo Gesù ha promesso: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui”; fa che tutti i popoli conoscano il tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).