29/01/2006 – T. ORDINARIO – ANNO B – 04 DOMENICA – 2006
Preparazione alla celebrazione della messa.
4ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno B – 29 Gennaio 2006
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso Sal 105,47
Salvaci, Signore Dio nostro,
e raccoglici da tutti i popoli,
perché proclamiamo il tuo santo nome
e ci gloriamo della tua lode.
Colletta
Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo. Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Anno B:
O Padre, che nel Cristo tuo Figlio ci hai dato l’unico maestro di sapienza e il liberatore dalle potenze del male, rendici forti nella professione della fede, perché in parole e opere proclamiamo la verità e testimoniamo la beatitudine di coloro che a te si affidano. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .
Prima Lettura Dt 18, 15-20
Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole.
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO
Mosè parlò al popolo dicendo: «Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: Che io non oda più la voce del Signore mio Dio e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia.
Il Signore mi rispose: Quello che hanno detto, va bene; io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dei, quel profeta dovrà morire.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 94
FÀ CHE ASCOLTIAMO, SIGNORE, LA TUA VOCE.
Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie.
Venite, prostràti adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio,
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Ascoltate oggi la sua voce:
«Non indurite il cuore, come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere».
Seconda Lettura 1 Cor 7, 32-35
La vergine si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, vorrei che voi foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito. Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni.
Canto al Vangelo Lc 7,16b
ALLELUIA, ALLELUIA.
Un grande profeta è sorto tra noi:
Dio ha visitato il suo popolo.
ALLELUIA.
Vangelo Mc 1, 21-28
Insegnava loro come uno che ha autorità.
DAL VANGELO SECONDO MARCO
A Cafàrnao, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio».
E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
Sulle Offerte
Accogli con bontà, o Signore, questi doni che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull’altare, e trasformali in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla Comunione Sal 30,17-18
Fà risplendere sul tuo servo la luce del tuo volto,
e salvami per la tua misericordia.
Che io non resti confuso, Signore,
perché ti ho invocato.
Anno b: Cf Mc 1,24
«Io so chi tu sei, Gesù Nazareno:
il santo di Dio».
Dopo la Comunione
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa’ che per la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (cf. Tempo Ordinario – Anno B – 4ª Domenica – 02/02/2003); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
TRASFORMATI DALLE SUE PAROLE.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa prendendo coscienza della vita. Siamo una comunità che diviene cosciente di essere riunita e preparata da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia. Gesù ci trasforma ponendoci sulla bocca le sue parole: Salvaci, Signore Dio nostro, e raccoglici da tutti i popoli: siamo dispersi a causa delle nostre divisioni. La tua parola ci illumini con lo splendore dell’unità di famiglia. Guarendo la nostra cecità, rendici capaci di vedere come sei esclusivamente buono. Ci ami prima che noi esistiamo, ci chiami alla vita perché ci ami, ci fai partecipi del tuo amore verso tutti in Cristo. Così ci raduni in questa assemblea per lodarti. Oggi Gesù ci mostra come iniziare a vivere anche noi la sua giornata. Comincia con la celebrazione del sabato che egli trasforma in Domenica: giorno della sua risurrezione. Liberati dal nostro spirito impuro, mediante il tuo Spirito “Santo” proclamiamo il tuo nome “Santo”, e ci gloriamo della tua lode. Padre, tu ci hai mandato Gesù, il grande profeta che ora entra fra noi. In lui tu visiti il tuo popolo. Dio grande e misericordioso, non lasciarci vagare ancora lontano da te, non lasciare che indurisca il nostro cuore, Signore pietà. O Cristo, non nasconderci il tuo volto, non abbandonarci a noi stessi. Cristo, pietà. Signore, ricordati di noi per la tua misericordia. Signore, pietà. Padre, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l’anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo. Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, in eterno. Amen.
O Padre, che nel Cristo tuo Figlio ci hai dato l’unico maestro di sapienza e il liberatore dalle potenze del male, rendici forti nella professione della fede, perché in parole e opere proclamiamo la verità e testimoniamo la beatitudine di coloro che a te si affidano. Per Cristo nostro Signore. Amen.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che avete udito. – Aderiamo all’azione dello Spirito.
Richiamiamo ciò che Gesù ha fatto (Vang.): Insegnava loro come uno che ha autorità (Mc 1,21-28).
GESÙ TRASFORMA LA SINAGOGA DELLA LEGGE IN COMUNITÀ DI CREDENTI IN LUI.
In una sua “giornata tipo” Gesù entra proprio di sabato nella sinagoga, non per partecipare al culto degli ebrei ma per insegnare. Dio non chiede agli uomini un culto per sé, chiede il dono della propria vita in lui per gli altri (cf Rom 12). Gesù entra tre volte nella sinagoga, ed è sempre occasione di conflitto: la prima volta Gesù sostituisce la religione con la fede. La seconda decidono di ucciderlo. L’ultima volta, a Nazaret, Gesù si meraviglia della loro incredulità. Persone religiose sono le più refrattarie alla parola di Dio. Questa prima volta Gesù stupisce per il suo insegnare “con autorità” che esprime la volontà di Dio, riassumibile in questi punti: si è graditi a Dio accogliendo il suo amore e trasmettendolo agli altri; non regole da osservare, ma uno Spirito da accogliere e tradurre in atteggiamenti simili a quelli di Dio, che ama indipendentemente dai meriti dell’uomo. Risposta al nuovo insegnamento: Tutti sono stupiti e attratti da Gesù che “insegna con autorità e non come gli scribi”. «Infatti, non diceva: “Così dice il Signore”, né: “Così dice Colui che mi ha inviato”; parlava a nome suo, lui che originariamente aveva parlato per mezzo dei profeti. Vi è una sfumatura fra le espressioni: “Sta scritto” e “Così dice il Signore”; ma è ancora diverso dal dire: “In verità, io vi dico”… Nessuno è autorizzato a cambiare la legge, tranne il re in persona» (Girolamo).
Lo stupore iniziale è di meraviglia mista a contestazione. «Nella “loro” sinagoga (cf traduzione del ’79: ‘loro’ perché Gesù prende le distanze) vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro» (“Impuro” è opposto di “santo”; linguaggio di riti, non di sesso). In un luogo di culto con tanta gente viene menzionato solo “un uomo”, senza nome, con lo “spirito impuro”. Sono accostati intenzionalmente “sinagoga” e “spirito impuro”, per dire che la sinagoga con il suo insegnamento non avvicina a Dio, ma allontana da Dio, il “Santo”: l’impurità sta all’interno della sinagoga ed è frutto del suo insegnamento. Su Gesù al battesimo è sceso lo Spirito Santo, Forza del Padre, Santo perché dà la forza di santificare, cioè separare l’uomo dalla sfera del peccato per introdurlo sempre più nella comunione con Dio. “Impuro” è lo spirito dell’uomo che non proviene da Dio, e tiene l’uomo lontano da Dio. Nella sinagoga “c’era un uomo con lo spirito impuro” e nessuno se n’era accorto prima. Solo la predicazione di Gesù ora lo fa venire subito allo scoperto: immediatamente Gesù si mette a insegnare e immediatamente quest’uomo si mette a gridare.
Quest’uomo anonimo rappresenta lo stupore di tutti nella sinagoga: come nella nostra assemblea. Quest’uomo con lo spirito impuro richiama un individuo che ha aderito volontariamente a un sistema di valori religiosi, nazionali ostile all’insegnamento di Gesù, ed esplode, gridando: “Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci!”. Quanti ascoltano Gesù con “stupore” sono rappresentati da quest’uomo che parla al plurale: “Che c’entri con noi? … venuto a rovinarci!”. Si sentono rovinati, vedono minati alla base i propri valori: insegnamento, tradizione, interessi e tutta l’esistenza: che “strazio” dovrebbe comportare separarcene! L’insegnamento di Gesù apre gli occhi alla gente che si attende un Messia tradizionale, liberatore politico della nazione. Ma Gesù si rivela diverso; e l’uomo immondo grida: “Io so chi tu sei: il Santo di Dio” (“il” = “ciò che noi sappiamo”). Come dire: Torna ad essere quello che devi essere secondo la tradizione che noi conosciamo, senza queste tue novità. – Gesù non accetta colloqui o dibattiti con simili persone. Dice semplicemente: “Taci! Esci da quest’uomo”. “E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui”.
Gesù trasforma lo stupore di chi si meraviglia e contesta, in stupore di chi accoglie e aderisce. Nello scontro tra l’uomo anonimo con lo spirito impuro, e Gesù con lo Spirito Santo, Gesù esce vincitore e lo libera. Liberazione con sofferenza e strazio, perché libera da tutto ciò che si è accettato con totale adesione acritica, e perché fa vedere come tante pratiche religiose e costanti possono essere non solo inutili, ma addirittura nocive, come dice Paolo: Tutte queste cose hanno una parvenza di religiosità, ma non servono, se non che a ingrandire il vostro egocentrismo (cf Colossesi). Tutti liberi come quell’uomo, resi capaci di vedere se stessi, tutti ora sono meravigliati, riconoscono la propria rinascita e si chiedono: “Che è mai questo? Un insegnamento nuovo” che elimina tutto il precedente; “dato con autorità” propria di chi “è uscito dal seno del Padre”, precisa l’evangelista Giovanni (cf 1,18). “Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!”. Prima c’era un solo spirito immondo, cioè spirito di persona che aderisce in modo incondizionato a qualcuno o qualcosa senza poter ragionare, e da irresponsabile dice: Ah, io la penso come il tale… – Ora sono tanti spiriti immondi, persone che si scoprono tali ascoltando Gesù, e che accogliendo Gesù si sentono rinascere e guarire dalla propria cecità, come quell’uomo, acclamando: Comanda persino ai nostri spiriti immondi e gli obbediamo! – La Parola di Gesù trasforma e si diffonde in tutta la Galilea, fin qui ora da noi. Veramente Questi è il Figlio prediletto che il Padre “dalle nubi” della trasfigurazione ci ha comandato di ascoltare e accogliere. È il grande profeta sorto tra noi: è Dio che visita il suo popolo.
Richiamiamo la Profezia compiuta in Gesù (prima lettura):
INSEGNO CON AUTORITÀ, DICE GESÙ, PERCHÉ DICO CIÒ CHE ASCOLTO DAL PADRE.
“Susciterò un profeta e gli porrò in bocca le mie parole” (Deuteronomio 18,15-20). Gesù mostra di essere quel profeta suscitato da Dio “per il suo popolo in mezzo al suo popolo”, per dire le parole di Dio, quando agendo e parlando liberamente di fronte a tutti nella sinagoga, Gesù subito evidenzia la presenza di spiriti immondi che subito rispondono, sono messi a tacere da Gesù e vengono guariti da Gesù. Tutti riconoscono Gesù come il profeta mandato da Dio quando si chiedono a vicenda pieni di meraviglia: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità! Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». “Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto”: dono di Dio impegnativo per il profeta e per il popolo.
Richiamiamo ciò che Gesù attua ora in noi, sua Comunità (salmo responsoriale: sal 94 ebr. 95).
GESÙ TRASFORMA L’ASSEMBLEA PONENDOCI IN BOCCA LE SUE PAROLE.
Parola di supplica: “Fà che ascoltiamo, Signore, la tua voce”. – Parole d’invito ad adorare e lodare il Signore, unico Dio: “Venite, applaudiamo al Signore, acclamiamo alla roccia della nostra salvezza,
accostiamoci a lui per rendergli grazie. Prostràti adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati. Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce”. – Parole di ammonimento a non ripetere l’errore dei padri, che nel deserto misero alla prova il Signore protestando e ribellandosi a Mosè (Esodo 17; Numeri 20): “Mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere». – Chi non ascolta il Signore è escluso dalla terra promessa (cf. 1Cor E10; brei T 3).
Richiamiamo la parola dell’Apostolo che ci descrive come nuovi discepoli di Gesù (II lettura):
GESÙ CI TRASFORMA CON LA PAROLA: OGNUNO NEL SUO STATO GLI APPARTEINE.
“La vergine si preoccupa delle cose del Signore” (1Cor 7,32-35). Ognuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato (1Cor 7,20), perché non una istituzione, ma la parola di Dio ci fa “vergini”. Lo Spirito di Gesù indirizza ogni persona, indipendentemente dalla sua vocazione e condizione di vita, “a ciò che è degno, e la tiene unita al Signore senza distrazioni”. Gesù rende buono e santo il matrimonio come la verginità, perché il suo Spirito dona di poterci dedicare al suo servizio, preoccupandoci delle “cose del Signore” e tendendo sempre alla santità: non esiste situazione che ci escluda dall’amore di Dio per noi. Il Signore Gesù ci aprirà gli occhi e ci libererà anche dalle nostre abitudini negative, come quell’ “uomo immondo” nella sinagoga. Sempre lo Spirito Santo muove, e ognuno può dire in ogni momento: “Signore Gesù” nello Spirito Santo.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle due parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma, in ascolto. Nei Riti si muove. Ora, per esempio, presenta doni per l’Eucaristia e le necessità degli altri, con i sentimenti espressi nella preghiera per tutti: Invia ancora oggi, Signore, profeti alla tua chiesa. Proclamino la Parola con la tua Forza, trovino ascolto con stupore e meraviglia di chi guarisce. Pur facendoci straziare e gridando forte esca da noi lo spirito immondo che usa cose sante per interessi propri, o che aderisce a tante cose senza responsabilità. Liberaci dalla potenza del demonio e del male, dona a tutti di appartenere a te senza divisioni. E con la preghiera sui doni concludiamo: Accogli con bontà, o Signore, questi doni che noi, tuo popolo santo, cioè liberato da Gesù come quell’uomo immondo da tutto ciò che ci tiene lontani da Dio, deponiamo sull’altare; trasformali in sacramento o mezzo e strumento di salvezza: cioè in stupore e meraviglia per il bene che tu hai compiuto e ora attui in noi, in tutti. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen. Risuonano nel nostro intimo le parole del Gloria: “Perché tu solo il santo, Gesù Cristo”; e le parole del Credo: “Credo nello Spirito Santo, la santa chiesa cattolica, la comunione dei santi”, mentre inizia l’Eucaristia.
4°. LITURGIA EUCARISTICA.
In Cristo rispondiamo al Padre: Grazie e benedizioni a te in Gesù, pane, offerta, intercessione, lode.
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: il Profeta che hai promesso, l’unico maestro di sapienza e liberatore dalle potenze di male, in mezzo al tuo popolo per il tuo popolo. Con la sola parola egli ci restituisce a te e a noi stessi, nella dignità e nella verità, nel progredire di questa celebrazione eucaristica.
Gesù, preso il pane e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda, ci trasforma in se stesso.
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo, compie ogni santificazione. Come quell’uomo con lo spirito immondo ciascuno di noi sta in questa assemblea. Il Cristo tuo Figlio ci trasforma con la potenza della sua Parola, e noi usciremo forti nella professione della fede: proclameremo la verità in parole e opere, testimonieremo la beatitudine di chi a te si affida.
Gesù in noi continua a donare se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù, che fa risuonare sulle nostre labbra la sua parola pronunciata nei confronti dell’uomo posseduto dallo spirito immondo. “Taci! Esci da quell’uomo!”, gli ha detto Gesù. Così imbavagliati, anche la nostra bocca non sarà più serva della forza del male, ma solo della tua Parola. Pronunciata su di noi sin dal battesimo, ci apre l’orecchio, ci dona la potenza dello Spirito e ci trasforma in testimoni delle meraviglie divine nell’assemblea dei fratelli nella fede.
Gesù intercede per noi, e ci fa intercessori con lui per tutti.
Tutti, Padre, vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo: il suo “parlare con autorità”, in comunione con te, scaturisce dal comune Amore del Padre e del Figlio. Le piaghe impresse nell’umanità del Cristo tuo Figlio diletto presso di te lo testimoniano e lo gridano in favore di ogni persona.
Gesù glorifica perfettamente il Padre mediante la santificazione degli uomini.
A te, Padre, ogni onore e gloria: dall’umanità unita nella pace per lo Spirito che trasforma i cuori nell’ascolto della tua parola. Insegnamento di Gesù fatto con autorità, in noi è l’unità, segno della comunione fra noi, frutto dell’azione santificatrice dello Spirito, vittoria sul demonio disgregatore, vittoria che si diffonde mediante la condivisione, a lode e gloria del Padre. Così trasformati, passiamo in questa Eucaristia dall’impurità alla santità, alla gloria tua in Cristo per lo Spirito Santo.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà ai suoi discepoli perché lo distribuiscano.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Padre nostro, liberaci dal maligno, fa che usciamo vincitori nella lotta contro il male, nelle sue molteplici forme. Ci chiami a salire presso il trono della Grazia. Non siamo degni, ma dì una sola parola: “Taci!”, e tutta la nostra vita passa sotto il tuo servizio. Nel nome di Cristo che riceviamo nell’Eucaristia, avremo Forza, il nostro agire sarà coerente con il nostro dire. Concedi unità e pace: sono la dottrina nuova di Gesù in noi. Saremo testimoni dell’autorità di Cristo. Fà risplendere su noi, tuoi servi, la luce del tuo volto e salvaci per la tua misericordia. Ciascuno ti prega: “Che io non resti confuso”, schiavo dello spirito immondo, Signore, “perché ti ho invocato”. Anch’io grido: “Io so chi tu sei, Gesù Nazareno: il santo di Dio”; ma non secondo quello che io so di te, bensì secondo quello che tu dici e riveli di te donandoci te stesso. O Dio, che ci nutri e ci trasformi, fa’ che per la forza di questo sacramento o strumento di unità, sorgente inesauribile di potenza salvifica, la vera fede in Cristo Signore che ci riunisce, si estenda sino ai confini della terra. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2). Contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, L’autorità della Parola:
nella chiesa prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
autorità della parola, che aiuta il fratello in ogni situazione;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
autorità della parola, proclamata in nome di Dio, che uccide chi non l’ascolta;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
autorità della parola, Gesù in persona, che parla e satana tace, con grande stupore di tutti;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
autorità della parola, che guarisce e rende testimoni del Medico Cristo Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
autorità della parola, sorgente inesauribile di salvezza, sino ai confini della terra.
Preghiamo:
O Padre, che hai visitato il tuo popolo, facendo sorgere un grande profeta tra noi, tuo Figlio Gesù Nazareno; fa’ che ascoltiamo la tua voce. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).