22/01/2006 – T. ORDINARIO – ANNO B – 03 DOMENICA – 2006
Preparazione alla celebrazione della messa.
3ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno B – 22 Gennaio 2006
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso Fil 4,4.5
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra;
splendore e maestà dinanzi a lui,
potenza e bellezza nel suo santuario.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore…
Anno B:
O Padre, che nel tuo Figlio ci hai dato la pienezza della tua parola e del tuo dono, fa’ che sentiamo l’urgenza di convertirci a te e di aderire con tutta l’anima al Vangelo, perché la nostra vita annunzi anche ai dubbiosi e ai lontani l’unico Salvatore, Gesù Cristo nostro Signore. Egli è Dio.. .
Prima Lettura Gio 3, 1-5. 10
I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.
DAL LIBRO DEL PROFETA GIONA
Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: «Alzati, và a Nìnive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò».
Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore. Nìnive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 24
Fammi conoscere, Signore, le tue vie.
Insegnami, Signore, i tuoi sentieri;
guidami nella tua verità e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
in te ho sempre sperato.
Ricordati, Signore, del tuo amore,
della tua fedeltà che è da sempre.
Ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.
Buono e retto è il Signore,
la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia,
insegna ai poveri le sue vie.
Seconda Lettura 1 Cor 7, 29-31
Passa la scena di questo mondo.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!
Canto al Vangelo Cf Ef 1,17-18
ALLELUIA, ALLELUIA.
Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
ci conceda lo spirito di sapienza perché possiamo conoscere
qual è la speranza della nostra chiamata.
ALLELUIA.
Vangelo Mc 1, 14-20
Convertitevi e credete al vangelo.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.
Sulle Offerte
Accogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla Comunione Sal 33,6
Guardate al Signore e sarete raggianti,
e il vostro volto non sarà confuso.
Oppure: Gv 8,12
«Io sono la luce del mondo» dice il Signore;
«chi segue me, non cammina nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita».
Anno B: Mc 1,15
«Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete al Vangelo».
Dopo la Comunione
O Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e col sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (cf. Tempo Ordinario – Anno B – 3ª Domenica – 26/01/2006); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
IL PADRE VI DÀ SAPIENZA E VOI RICONOSCETE ME VERA VITA.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa della vita: formiamo una comunità, prendendo coscienza di essere riuniti e preparati da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia. “Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra”. È un canto il mondo che ci circonda, a cominciare dalla bellezza del nostro corpo. Essere chiamati all’esistenza è un dono inestimabile. Ma se meravigliosamente siamo stati creati, ben più meravigliosamente siamo stati redenti. “Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, ci conceda lo spirito di sapienza perché possiamo conoscere qual è la speranza della nostra chiamata”. Signore Gesù, che ci hai creati per te, abbi pietà di noi. Cristo Gesù, che hai manifestato il regno di Dio nella tua persona, abbi pietà di noi. Signore Gesù, che sempre c’inviti alla conversione e sei il senso del nostro vivere, abbi pietà di noi. “O Padre, che nel tuo Figlio ci hai dato la pienezza della tua parola e del tuo dono, fa’ che sentiamo l’urgenza di convertirci a te e di aderire con tutta l’anima al Vangelo, perché la nostra vita annunzi anche ai dubbiosi e ai lontani l’unico Salvatore, Gesù Cristo nostro Signore”. Egli è Dio e vive e regna con te per sempre. Amen.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che avete udito. – Aderiamo alla sua azione, richiamando la Parola di Gesù, che compie in sé (vangelo) la Profezia (prima lettura) e la attua nella Comunità (salmo responsoriale) descritta dall’Apostolo (seconda lettura).
IL PADRE VI DÀ SAPIENZA E VOI RICONOSCETE CHE È MIA DELIZIA STARE CON VOI.
Messa a tacere la Voce, cioè il Battista, comincia a parlare la Parola, cioè Gesù, che proclama: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (Marco 1,14-20). Stesso annunzio del Battista, diverso il contenuto. Il Battista presagisce la presenza del regno; Gesù ne rende presente la realtà. Mentre la gente andava da Giovanni nel deserto; ora è Dio stesso in Gesù che viene fra la gente lungo il mare (male). Gesù dice: “Il tempo è compiuto” perché ora il Signore adempie le sue promesse riguardanti tutta l’umanità (Mc 16,15), e si realizza il progetto che Dio ha sulla storia degli uomini di tutti i tempi. “Il regno di Dio è vicino” perché Dio stesso in Gesù entra nella storia degli uomini: Dio stesso perché “È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità” (Col 2,9). Aggiunge poi: “Convertitevi” perché l’annunzio di Gesù suscita in tutti risposta di attenzione, e l’uomo “si converte”, si volge tutto proteso non verso una serie di norme, ma verso il suo Signore. E infine dice: “Credete al Vangelo” cioè a Gesù, “Bella Notizia”, perché l’annunzio di Gesù suscita anche risposta di adesione, e l’uomo “crede al vangelo”, prende sul serio Persona, gesti e parole di Gesù. Questo evento del regno di Dio in Gesù, e la sua efficacia nel suscitare conversione e fede negli uomini, vengono dal Padre che al battesimo nel Giordano dice a Gesù: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”, e vengono da Gesù stesso, rimasto fedele all’identità di Figlio nelle tentazioni. Riguardo al tempo poi è necessario precisare:
Il tempo è fatto per il regno di Dio, e non il regno di Dio per il tempo degli uomini. Il tempo che trascorre attimo per attimo cronologicamente uguale per tutti è ricoperto di un piano preesistente che si realizza in Gesù. Venendo nel mondo, fatto per questo da Gesù, Gesù stesso dona a tutto un senso superiore, infinito, divino. Per questo Gesù può assicurare: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Non è Gesù che entra nel tempo preconfezionato da altri, ma anche il tempo è fatto per mezzo di Cristo in previsione poi di entrare lui stesso dove ha posto gli uomini suoi fratelli. Come si è fatto la Mamma Maria in cui prendere la nostra carne. Gesù sta al centro del tempo e ne è il fine: “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Col 1,16). I cristiani lo riconoscono, dicendo: “Gesù Cristo è lo stesso ieri” in principio presso il Padre, “oggi” nel mondo, “e sempre” di nuovo presso il Padre (Ebr 13,8). E Gesù si meraviglia che ci siano ancora di quelli che non lo sappiano riconoscere: “Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo (fatto da Gesù) non sapete giudicarlo?” (Lc 12,56). Il tempo di Gesù ha per centro la pasqua: “Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli” (Mt 26,18s). Agli stessi discepoli poi Gesù comanda: “Fate questo in memoria di me!”. Il mio tempo quindi ricopre tutto il passato, costruito in vista di me; tutto il presente, che io vengo compio; e tutto il futuro, che faccio per stare con voi e realizzarmi in ognuno. La storia che mi appartiene non si riduce quindi a una cronaca degli avvenimenti passati, e nemmeno si presenta come un racconto per difendere qualcosa o qualcuno. Introduce invece un nuovo genere di tempo e di espressione che scaturisce dalla coscienza che io, il Signore, con la mia vita e le mie parole, sono vivo, e quel che di me si narra, riguarda anche voi e tutti coloro che vengono dopo di noi. Ogni lettore del vangelo è mio contemporaneo, la mia è sua storia personale.
La Parola di Gesù si spiega con i Fatti. Regno di Dio che riempie il tempo, Gesù stesso, “vide”, cioè raggiunge con il suo sguardo e penetra nel cuore di quattro persone (quattro è segno di tutti e di ognuno) come quando risorto nel cenacolo “venne” a porte chiuse “e si fermò in mezzo a loro”. Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni sono due coppie di fratelli, a significare che l’unità nella comunione raggiunge tutto l’universo nelle sue quattro direzioni. Tutti e quattro sono intenti al loro mestiere di pescatori. Gesù li “chiamò”, come Dio chiama i profeti e li prende dalla loro vita ordinaria per trasferirli nella sua missione, come suoi discepoli, con la sua autorità. “Seguitemi”, aggiunge Gesù: “Vi farò diventare pescatori di uomini”, vi tiro fuori da una realtà limitata e quindi negativa che sfocia nella morte, per farvi entrare con me nella mia vita, in grado di comunicarla anche voi ad altri. Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni “subito, lasciate le reti, lo seguirono”: Gesù, il regno di Dio che riempie il tempo, suscita conversione e fede. Inizia la Bellavventura dell’uomo assunto dal Cristo, la Bellavventura di ogni persona che diventa spazio riservato a Gesù, dona la vita per Cristo e per il Vangelo.
MIA DELIZIA È STARE E COMUNICARE CON TUTTI GLI UOMINI, NESSUN ESCLUSO.
“I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia” (Giona 3,1-5.10). Convertito Giona, rappresentante d’Israele, con un secondo intervento, e ottenuta la sua adesione, Dio lo manda in suo nome a Ninive, capitale d’un grande impero: «Alzati, và a Nìnive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò». Il Signore vuole salvi tutti gli uomini, nessuno perisca (cf. 1Timoteo 2,4), e dice a Giona quanto deve dire: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta». Parla il profeta, ma i Nìniviti “credettero a Dio”; si convertono: sono salvi. La predicazione di Giona prefigura quella di Gesù.
HANNO LA MIA DELIZIA QUANTI MI PRESTANO VOCE PER CANTARE LA MIA LODE.
“Insegnami, Signore, i tuoi sentieri” (Salmo 24). Echeggia nell’assemblea la Parola di Gesù e di ogni uomo in Gesù; è una supplica piena di fiducia e di abbandono in Dio Salvatore: “Insegnami, Signore, i tuoi sentieri; guidami nella tua verità e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza, in te ho sempre sperato”.
In Gesù l’assemblea si rivolge al Padre e canta: “Ricordati del tuo amore, della tua fedeltà che è da sempre. Ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore”.
L’assemblea riconosce che Dio appaga le sue esigenze più profonde in Gesù suo Figlio, dicendo: “Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori” come ai Niniviti.
Nel ritornello: “Fammi conoscere, Signore, le tue vie”, l’assemblea esprime il suo atteggiamento di fede e di fiducia nella certezza dell’amore di Dio, il santo, cioè il tutt’alto nella giustizia, nella bontà e nella misericordia. Come i Niniviti, segue la voce di Dio in Gesù, e ottiene salvezza.
CANTATE LA DELIZIA DEL MIO AMORE CHE È STATO RIVERSTO IN VOI.
“Il tempo si è breve; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno” (1Cor 7,29-31).
L’apostolo parla del matrimonio. Lo vede, come ogni realtà, alla luce della nuova vita in Cristo, ed esclama: “Il tempo si è fatto breve”, perché il mondo nuovo, inaugurato dalla risurrezione di Cristo, è di fronte a noi, su tutto manda una luce nuova, e la “figura di questo mondo” risulta transitoria: per quanto lunga, la vita presente non è quella definitiva, è infinitamente limitata, come una casa bella ma senza abitanti, vuota. Tutte le realtà proprie di questo mondo hanno un valore relativo. Sono semplici strumenti a disposizione del fedele, per una realtà infinitamente più grande: Dio che regna. Come il mestiere della pesca per i quattro discepoli è occasione d’incontro con Gesù che passa; come il pane e il vino in questa Eucaristia, d’immenso valore per la consacrazione.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea partecipa ferma, in ascolto. Nei Riti si muove. Ora, per esempio, presenta doni per la presenza di Cristo e per le necessità degli altri. Tutto quanto è creato passa, come il tempo, con la figura di questo mondo. Rimane ciò che mediante tutti questi beni si fa per il regno, cioè in Cristo e per Cristo nei fratelli: anche un solo bicchiere d’acqua allo acquista valore. “Accogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi” e per tutti sacramento o mezzo e strumento di salvezza, e la creazione non soffra in attesa della redenzione dei figli di Dio. Per Cristo nostro Signore. Amen.
4°. LITURGIA EUCARISTICA..
In Cristo rispondiamo al Padre: Grazie e benedizioni a te in Gesù, pane, offerta, intercessione, lode.
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: in lui ci hai dato la pienezza della tua parola e del tuo dono; egli è il compimento di tutte le tue promesse. Ti benediciamo, o Padre, ricordando il tuo amore, la tua fedeltà che è da sempre. Ti ringraziamo perché ti ricordi di noi nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore.
Gesù, preso il pane e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda, ci trasforma in se stesso.
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo e compie ogni perfezione. Gesù ora passa in mezzo a noi come lungo il mare della Galilea, ci vede come vide Simone e Andrea, nel nostro ambiente di lavoro. Gesù dice anche a noi come a loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito anche noi proclamiamo: “Annunciamo la tua morte, Signore; proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta”. Sentiamo sorgere in noi l’urgenza di convertirci a te, o Padre, e aderire con tutta l’anima a Cristo che è il Vangelo, la Buona Notizia. Il tempo è compiuto, è pieno del regno di Dio fattosi vicino a noi in Cristo Gesù.
Gesù in noi continua a donare se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù, ci rende capaci dello stesso suo amore verso gli altri: egli usa appieno i beni del mondo, come strumenti della sua grazia; continua ad offrirsi nella nostra vita, ci rende graditi a te, segni della tua gloria, usano del mondo, come se non ne usassimo appieno: perché passa la scena di questo mondo, ma resta Gesù operante in mezzo a noi con i strumenti del creato!
Gesù intercede per noi, e ci fa con lui intercessori per tutti.
Tutti, Padre: vivi, defunti e celebranti, accogli in Cristo: chiamàti a seguirlo, partecipiamo alla ricchezza della sua grazia, versata abbondantemente su di noi secondo il tuo volere. “Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: «Alzati, và a Nìnive!”. Così prima converti noi, come Giona, chiamandoci più volte, e poi ci fai intercessori in tuo nome verso tutti, anche quelli che noi considereremmo gli incorreggibili, come erano considerati i Niniviti.
Gesù glorifica perfettamente il Padre mediante la santificazione degli uomini.
A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità realizzata in Cristo per opera dello Spirito Santo: Buono e retto, o Padre, additi ai peccatori la giusta via, guidi gli umili secondo giustizia, insegni ai poveri le tue vie. La piena realizzazione delle persone umane dà gloria al tuo nome.
5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane, lo dà ai discepoli perché lo distribuiscano alla folla. In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi. Padre nostro, fà che usiamo bene di questo mondo in Cristo secondo il tuo volere. Donaci unità e pace proprie di coloro che nulla antepongono a Cristo. Ci ottenga la tua amicizia, ci faccia simili a te l’Agnello tuo Servo Gesù, che si è consegnato per la nostra comunione con te e fra noi.
Ora, o Padre, alla comunione, la tua Parola si realizza pienamente. Guardiamo a te, o Signore, e siamo raggianti, il nostro volto non è confuso, perché tu sei la luce del mondo, e chi segue te ha la luce della vita, entra nel tuo regno con Cristo. “O Dio, che in questi santi misteri” ci nutri con il corpo e sangue del tuo Figlio, fa’ che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova, e ti rendiamo grazie per questa Eucaristica che accresce la nostra comunione con gli uomini e con te, o Padre, nel Signore Gesù. Amen,
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2). Contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Vita piena:
nella chiesa prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
vita piena, per la Galilea, lungo il mare, per Ninive e nella città;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
vita piena, della pietà di Dio nella fede e conversione dei niniviti;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
vita piena, Gesù, presenza definitiva della Signoria di Dio nella storia.
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
vita piena, negli apostoli e in tutti i fedeli chiamati: pescati, e fatti pescatori di altri.
completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
vita piena, progetto di Dio che riempie il tempo: si compie in ciascuno come in Gesù.
Preghiamo:
O Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci concedi lo spirito di sapienza, perché possiamo conoscere qual è la speranza della nostra chiamata; fa’ conoscere al tuo popolo le tue vie. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).