15-01-2006-Ordinario-B-dom2

15/01/2006 – T. ORDINARIO – ANNO B – 02 DOMENICA – 2006

Preparazione alla celebrazione della messa.

2ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno B – 15 Gennaio 2006

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE

TESTI

Antifona d’Ingresso Sal 65,4
Tutta la terra ti adori, o Dio,e inneggi a te:
inneggi al tuo nome, o Altissimo.

Colletta
Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Anno B:
O Dio, che riveli i segni della tua presenza nella Chiesa, nella liturgia e nei fratelli, fa’ che non lasciamo cadere a vuoto nessuna tua parola, per riconoscere il tuo progetto di salvezza e divenire apostoli e profeti del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .

Prima Lettura 1 Sam 3, 3b-10. 19
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.

DAL PRIMO LIBRO DI SAMUELE
In quei giorni, Samuele era coricato nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio. Allora il Signore chiamò: «Samuele!» e quegli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuele!» e Samuele, alzatosi, corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quegli rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuele fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuele!» per la terza volta; questi si alzò ancora e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovinetto. Eli disse a Samuele: «Vattene a dormire e, se ti si chiamerà ancora, dirai: Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta». Samuele andò a coricarsi al suo posto.
Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora come le altre volte: «Samuele, Samuele!». Samuele rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuele acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 39
ECCO, IO VENGO, SIGNORE, PER FARE LA TUA VOLONTÀ.

Ho sperato: ho sperato nel Signore
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto.
Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo.

Sul rotolo del libro di me è scritto
che io faccia il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero,
la tua legge è nel profondo del mio cuore» .

Ho annunziato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi, non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

Seconda Lettura 1 Cor 6, 13c-15a. 17-20
I vostri corpi sono membra di Cristo.

DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, il corpo non è per l’impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo.
O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.

Canto al Vangelo 1 Sam 3,9; Gv 6,68c
ALLELUIA, ALLELUIA.
Parla, Signore, che il tuo servo ascolta.
Tu hai parole di vita eterna.
ALLELUIA.

Vangelo Gv 1,35-42
Videro dove abitava e si fermarono presso di lui.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)» .

Sulle Offerte Concedi a noi tuoi fedeli, Signore, di partecipare degnamente ai santi misteri perché, ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio, si compie l’opera della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla Comunione Sal 22,5
Dinnanzi a me hai preparato una mensa
e il mio calice trabocca.

Oppure: 1 Gv 4,16
Abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi
e vi abbiamo creduto.

AnnoB: Gv 1,36-37
Giovanni Battista vide Gesù e disse:
«Ecco l’Agnello di Dio!» .
E i discepoli seguirono Gesù.

Dopo la Comunione
Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore, perché nutrito con l’unico pane di vita formiamo un cuor solo e un’anima sola. Per Cristo nostro Signore.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant. Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (cf. Tempo Ordinario – Anno B – 2ª Domenica – 19/01/2003); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (Cf. Criteri di Meditazione – 15/08/2005).
Messaggio della Parola:

TI ISPIRO A CERCARMI, TI CHIEDO DI RIMANERE IN ME.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.

1°. RITI D’INTRODUZIONE.
Dalla vita alla festa, prendendo coscienza della vita con i vari riti: Canto d’ingresso; Segno di croce e Saluto; Atto penitenziale o Aspersione dell’acqua benedetta; (Gloria), colletta; Amen è l’Adesione dei fedeli. “Scopo di questi riti è che i fedeli formino una comunità”, cosciente di essere riunita e preparata da Gesù ad ascoltare la Parola e a celebrare l’Eucaristia.
“Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te: inneggi al tuo nome, o Altissimo” (ingresso). Con questo canto esprimiamo la nostra gioia di seguire Gesù sotto indicazione della chiesa, come i due discepoli, Giovanni e Andrea, lo seguono sotto indicazione di Giovanni Battista. Esprimiamo così anche il desiderio che tutti abbiano la gioia di seguire Gesù insieme a noi, come Andrea l’ha desiderato per il fratello Simone, dicendogli: “Abbiamo trovato il Messia” e conducendolo da Gesù.
“O Dio, tu riveli i segni della tua presenza nella Chiesa” come in Eli per Samuele, “nella liturgia” come nelle parole indicate da Eli e ripetute da Samuele: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”, “e nei fratelli” come Eli e Samuele insieme nel tempio; concedici di “non lasciar cadere a vuoto nessuna tua parola” che ci rivolgi in questa santa messa. Riconosceremo il tuo progetto di bene per noi tutti. Per questo infatti ci hai creati: perché diveniamo “apostoli e profeti del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen ».

2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Dio parla a noi in Cristo. Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la sua Parola. Gesù parla e conclude: Oggi si attua la Parola che avete udito. – Aderiamo alla sua azione richiamando la Parola di Gesù.

VI ISPIRO A CERCARMI, AD ACCETTARMI, A RIMANERE IN ME, E A INVITARE ALTRI.
Giovanni il Battista ha testimoniato Gesù come “Uno che viene dopo di me, al quale non sono degno di sciogliere il legaccio del sandalo” (Gv 1,27); ora lo addita ai suoi discepoli come “l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29), e come “Colui che battezza in Spirito Santo” (Gv 1,33). “I due discepoli, sentendo parlare Giovani, seguirono Gesù, videro dove abitava e si fermarono presso di lui” (Giovanni 1,35-42).
È il terzo giorno della settimana iniziale nel vangelo di Giovanni, settima della “nuova creazione”. Gesù, il Messia, è indicato come “l’Agnello di Dio”: il Servo del Signore, l’Agnello pasquale che salva il “mondo”, tutta l’umanità, con il dono di se stesso. Due discepoli di Giovanni Battista l’ascoltano, vanno dietro a Gesù, gli chiedono: “Maestro, dove abiti?”, spinti dal desiderio di conoscere meglio Gesù. E Gesù li attira a sé chiedendo loro: “Che (Chi) cercate?”, e invitandoli: “Venite, e vedrete”. “Andarono dunque e videro dove abitava”: Gesù abita nell’amore del Padre, dove porta tutti gli uomini. “Quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio”. Quanti particolari! Indicano un’esperienza personale indimenticabile. Dopo sessanta anni Giovanni la ricorda bene ripetendo: “…ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita” (1Gv 1,1). Esperienza che spinge Andrea ad esclamare: “Abbiamo trovato il Messia”, divenendo a sua volta testimone di gioia da condividere col fratello Simone. Esperienza che Gesù ha voluto condividere con tutta l’umanità, cominciando con i due discepoli di Giovanni. Per questo Gesù domina eventi e guida persone che incontra nel suo “passare”, e ha un piano che lui solo conosce; lo lascia intuire dando a Pietro un nome nuovo: “Ti chiamerai Cefa, che vuol dire Pietro”, la roccia.

VI ISPIRO A CERCARMI, ACCETTARMI, RIMANERE IN ME, E INVITARE ALTRI:
SEMPRE, MA IN PARTICOLARE INTERVENENDO NELLE NECESSITÀ.
“Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta” (1 Samuele 2,1-3.10).
Israele è invaso da nazioni vicine più organizzate e potenti di lui, ha un sacerdozio “dormiente” e debole nella figura dell’anziano Eli incapace d’imporsi ai figli, non ravviva la Parola di Javè che lo ha fatto uscire dall’Egitto conducendolo in terra promessa. I libri di Samuele allora narrano gli inizi della monarchia: Samuele consacrerà come re Saul, poi Davide, l’antenato del futuro Messia, Gesù.
Samuele nasce dalla sterile Anna (perché “da Dio l’ho impetrato”), è consacrato dalla madre a servizio del santuario in Silo. E qui Samuele vive l’esperienza della vocazione profetica.
Il Signore lo chiama più volte. Il ragazzo impara a riconoscere la voce del Signore istruito da Eli che lo rimanda a dormire dicendo: «Se ti si chiamerà ancora, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Il sacerdote Eli impara per primo a intuire che forse “è il Signore”. In tal caso Eli non intende sostituirsi a Dio, e istruisce il giovinetto come essere disponibile a Dio che chiama. Dio interviene, Samuele risponde: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta!”, e inizia l’autentico atteggiamento sempre in ascolto della parola di Dio che fonda l’autorità del profeta. Samuele non lascia cadere a vuoto una sola delle parole di Dio; e il Signore, fedele, è con lui e lo chiama.

COME SONO DISPONIBILE IO, COSÌ È IL MIO SERVO: L’ASSEMBLEA CELEBRANTE.
“Ecco, io vengo, Signore, per fare la tua volontà” (Salmo 39).
Il Signore non chiede all’uomo il sacrificio di animali, ma il sacrificio di compiere il suo volere. Questo sacrificio gradito a Dio Padre compie per primo e completamente Gesù. “Entrando nel mondo Cristo dice: …Ecco io vengo… per fare, o Dio, la tua volontà” (Ebrei 10,5).
Questo sacrificio chiede a Dio l’assemblea di potergli offrire e l’ottiene: “Ho sperato nel Signore ed egli su di me si è chinato, ha dato ascolto al mio grido. Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, lode al nostro Dio”. Lo stesso sacrificio di Gesù risuona nelle membra della sua comunità: “Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto. Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. Allora ho detto: Ecco, io vengo” a fare il tuo volere. “Mio Dio, questo io desidero, nel profondo del mio cuore. Signore, tu lo sai”.

COME GESÙ È TUTTO DEL PADRE, COSÌ SONO LE SUE MEMBRA.
“I vostri corpi sono membra di Cristo” (1Corinzi 6,13-15.17-20).
L’apostolo si rivolge alla giovane comunità che è in Corinto e ogni comunità che è nel mondo, tentata di dare spazio al costume morale pagano. Talvolta Paolo è frainteso quando parla di libertà. La libertà in Cristo (Galati 5) non vuol dire che tutto è lecito. E precisa: Assecondare l’istinto è divenirne schiavi; il corpo del cristiano appartiene al Signore; il nostro corpo è tempio dello Spirito Santo. In altri passi aggiunge: “I vostri corpi sono membra di Cristo” (1Cor 6,15s); e “…voi siete corpo di Cristo e sue membra”.. (cf 1Cor 12). Il credente è incorporato in Cristo e gli appartiene totalmente dal battesimo, anche nella sua dimensione fisica, compresa la sessualità. Il fedele perciò vive totalmente riservato al Signore, in lui abita lo Spirito Santo, è parte viva del corpo di Cristo.

3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
Nelle due parti liturgiche (Parola e Eucaristia) l’assemblea è ferma: partecipa in silenzio. Nei Tre Riti invece l’assemblea si muove e opera. Ora, per esempio, dichiara la propria adesione alla Parola con la Professione di fede (Credo); con la Preghiera dei Fedeli, suo ministero sacerdotale, prega per tutti; con la Presentazione dei Doni provvede al corpo di Cristo e alle necessità degli altri; canta di gioia mentre vengono incensati offerte, croce, altare, ministri e l’assemblea stessa; dalla comunità riunita, dilatata verso tutti, specie i bisognosi, Gesù prende pane e calice, offerti per essere consacrati; prega con le parole dell’Orazione sulle Offerte: “Concedi a noi tuoi fedeli, Signore, di partecipare degnamente ai santi misteri perché, ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio, si compie l’opera della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore”. “Celebriamo il sacrificio del tuo Figlio” e non nostro, come ciascuno dell’assemblea ha proclamato nel salmo e ripete nell’intimo: “Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto. Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. Allora ho detto: Ecco, io vengo”. – Insieme quindi tutti i membri dell’assemblea esprimono la propria adesione acclamando: “Amen”, come alla fine della colletta e della Preghiera dopo Comunione.

4°. LITURGIA EUCARISTICA..
In Cristo rispondiamo al Padre: Grazie e benedizioni a te in Gesù, pane, offerta, intercessione, lode.

Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
Grazie, Padre, per il tuo Figlio: presente nella tua chiesa, nella liturgia e nei fratelli. “Abbiamo trovato il Messia”, esclama Andrea al fratello Simone. E noi ci diciamo l’un l’altro: Abbiamo con noi il Messia all’appuntamento di questa santa messa. E stiamo con lui, e condividiamo la sua amicizia, come i primi cristiani. E aggiungiamo con gratitudine: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta” in questa Eucaristia, momento privilegiato di ascolto efficace, nel frastuono convulso della nostra giornata, come nell’andirivieni notturno di Samuele.

Gesù, preso il pane e rese grazie, si dona vero cibo e bevanda, ci trasforma in se stesso.
Ora, Padre, manda lo Spirito che perfeziona l’opera di Gesù nel mondo e compie ogni santificazione: Gesù è sempre presente tra noi, in particolare ora che di sua iniziativa prende pane e vino per ridonarli a tutti, come corpo e sangue di Cristo, doni maggiorati di capacità nutritive sovrasostanziali, e prolungati da noi per suo comando di fare questo in sua memoria.

Gesù in noi continua a donare se stesso.
In noi, Padre, si offre a te Gesù, ci rende capaci dello stesso suo amore verso gli altri: c’insegna a vivere da veri uomini completi, disponibili anima e corpo al dono di Gesù che tramite noi continua a donare se stesso agli altri. I due discepoli “andarono e videro dove abitava e quel giorno rimasero presso di lui”, come ora noi in questa celebrazione, momento di placida dimora nel Signore, e di gioiosa unità fra di noi.

Gesù intercede per noi, e ci fa con lui intercessori per tutti.
Tutti, Padre, vivi, defunti, celebranti, accogli in Cristo: divenuti apostoli e profeti del tuo regno. Chiamati e fermati da Gesù per stare nel suo amore presso il Padre, ci troviamo a seguire con amore l’Agnello che va presso tutti gli uomini, vivi e defunti, intercedendo in modo efficace in persona di Gesù per tutti, quanti il Signore ci fa incontrare nello spirito e nel corpo, mentre egli cammina con noi ovunque ci fa andare. Sono incontri profondi, legati a tempi precisi, che suscitano forze nuove.

Gesù glorifica perfettamente il Padre mediante la santificazione degli uomini.
A te, Padre, ogni onore e gloria dall’umanità realizzata in Cristo per opera dello Spirito Santo e nutrita dell’unico pane. Mediante la partecipazione al corpo e sangue del Risorto, noi, sue membra, diveniamo vero suo corpo nella chiesa che tutti insieme formiamo. Comprati a caro prezzo, insieme glorifichiamo Dio con la nostra corporeità, nella corporeità della chiesa, percependo come cresce la la nostra identità nella comunione.

5°. RITI DI COMUNIONE.
Preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo dà a noi, suoi discepoli, perché lo distribuiamo.
In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti: viviamo per lui che è morto e risorto per noi.
Padre nostro, liberaci dall’individualismo, donaci unità e pace, più che fra Samuele ed Eli, come fra Giovanni, Andrea e Gesù: la pace che è la somma di tutti i beni, Dio stesso presente corporalmente in Cristo, ora, alla comunione, passi attraverso tutti noi, mentre ci scambiamo il segno di pace. Alla Frazione del Pane preghiamo quindi: “Agnello di Dio…, dona a noi la pace”. Siamo sicuri che tu ci esaudisci, mentre ti preghiamo per noi e per tutti.
Invitati a salire più in alto, fin’al trono della grazia, in Processione verso di lui cantiamo, mangiamo, poi seduti in Silenzio ringraziamo: Signore, ora alla comunione la tua Parola si realizza pienamente!
Preghiamo con il sacerdote in persona di Gesù: “Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore, perché nutriti con l’unico pane di vita, formiamo un cuor solo e un’anima sola. Per Cristo nostro Signore”. Rispondiamo: “Amen!”. Con il cuore rivolto ai fratelli, facciamo loro scoprire dove abita Gesù: nell’amore del Padre. Al Saluto e Benedizione con l’orazione sul popolo rispondiamo gioiosi: “Rendiamo grazie a Dio”. Usciamo dalla Celebrazione Eucaristica in comunione con tutti nel Padre e nel Signore Gesù Cristo. Impariamo a distinguere la voce di Dio presente nella nostra vita. Con la prontezza di Samuele rispondiamo alla chiamata di Dio che ci parla con la sua Parola e con i fratelli.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Vocazione:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: vocazione, dell’uomo all’esistenza;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza vocazione, di Samuele a profeta di Dio;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: vocazione, di Gesù Figlio di Dio a Figlio dell’Uomo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: vocazione, dell’uomo ad essere uomo ben riuscito;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. vocazione, d’ogni uomo all’età matura del Risorto.

Preghiamo:
O Padre, che hai parole di Vita eterna e ci disponi ad ascoltarti; concedici di esistere per fare in Cristo la tua volontà. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).