16/10/2005 – T. ORDINARIO – ANNO A – 29 DOMENICA – 2005
Preparazione alla celebrazione della messa.
29ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 16 Ottobre 2005
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso Sal 16,6.8
Io t’invoco, mio Dio: dammi risposta,
rivolgi a me l’orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all’ombra delle tue ali.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore…
Anno A:
O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini; fà che nessuno di noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l’umanità intera riconosca te solo come unico Dio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Filuca.vittadello@virgilio.itglio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Prima Lettura Is 45,1.4-6
Ho preso Ciro per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte,
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe mio servo e di Israele mio eletto
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non v’è alcun altro;
fuori di me non c’è dio;
ti renderò spedito nell’agire, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente fino all’occidente
che non esiste dio fuori di me.
Io sono il Signore e non v’è alcun altro».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 95
A TE, SIGNORE, LA POTENZA E LA GLORIA.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra.
In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dei.
Tutti gli dei delle nazioni sono un nulla,
ma il Signore ha fatto i cieli.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra i popoli: «Il Signore regna!» .
Sorregge il mondo, perché non vacilli;
giudica le nazioni con rettitudine.
Seconda Lettura 1 Ts 1,1-5b
Memori della vostra fede, della carità e della speranza.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICESI
Paolo, Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: grazia a voi e pace!
Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo.
Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da lui. Il nostro vangelo, infatti, non si è diffuso fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con potenza e con Spirito Santo e con profonda convinzione.
Canto al Vangelo Fil 2,15d-16a
ALLELUIA, ALLELUIA.
Splendente come astri nel mondo tenendo alta la parola di vita.
ALLELUIA.
Vangelo Mt 22,15-21
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva ridotto al silenzio i sadducei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Sulle Offerte
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla Comunione Sal 32,18-19
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono,
su quanti sperano nella sua grazia,
per salvare la loro vita dalla morte,
per farli sopravvivere in tempo di fame.
Anno A: Mt 22,21
«Rendete a Cesare quello che è di Cesare,
e a Dio quello che è di Dio».
Dopo la Comunione
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci hai fatto pregustare la realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (vedi TEMPO ORDINARIO – ANNO A – 29ª DOMENICA 2002); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (vedi «criteri di meditazione» 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
IL CRISTIANO È COME CRISTO: UMANO-DIVINO,
CON L’IMMAGINE DELL’UOMO L’IMMAGINE DI DIO.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
– “Io t’invoco, mio Dio: dammi risposta, rivolgi a me l’orecchio e ascolta la mia preghiera” (ingesso). Non sono venuto per coglierti in fallo nei tuoi discorsi. Sì, ho fatto anche questo, ma tu mi hai accolto come fratello: hai rimesso la malizia del mio peccato. E ora mi attiri, Signore: la tua parola mi illumina. Proclamo la tua misericordia e ti prego: “Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all’ombra delle tue ali”, perché io non mi allontani più da te.
Quando non comprendiamo il senso degli avvenimenti, quando siamo impazienti di veder trionfare il bene, quando ci scoraggiamo di fronte all’insuccesso: Signore, pietà di noi, e gloria al tuo nome. Tu solo il Santo, tu solo il Signore dalla Persia di Ciro alla Palestina dei farisei ed erodiani e a tutto il mondo, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.
E preghiamo: “O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini; fà che nessuno di noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l’umanità intera riconosca te solo come unico Dio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen”.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la Parola. E Gesù dice al riguardo: Oggi si attua la Scrittura che udite con i vostri orecchi. – Richiamiamo la Parola, aderiamo a quanto oggi lo Spirito attua in noi.
– DATE A CESARE QUELLO CHE È DI CESARE, E A DIO QUELLO CHE È DI DIO (Vangelo: Matteo 22,15,21). Una moneta in mano, con l’effigie di Cesare, suggerisce un rapporto politico con l’imperatore romano, ed è evidente la conclusione: “Rendete a Cesare quel che è di Cesare”. Ma dov’è l’evidenza di «quel che va reso a Dio»? L’evidenza sta in un’altra immagine, quella di Dio in noi; sta nella somiglianza che Gesù ci mostra con il suo comportamento verso quei farisei e erodiani che ci rappresentano, perché anche noi conosciamo il tributo che il Padre si aspetta da noi mediante Gesù. Gesù infatti è «l’Immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura», ed «è anche il Capo del Corpo, cioè della Chiesa» (Ef 1,15.18). È una nuova rivelazione di Dio in Cristo Gesù.
Sono gli ultimi giorni di Gesù a Gerusalemme. Si completa l’opera di Gesù: rivelare Dio all’uomo e rappacificare gli uomini con Dio. Gesù va verso il compimento di questa sua opera. Continua il dibattito con i farisei sull’autorità di Gesù. Dopo tre parabole di brutta figura per i farisei (Vedi le ultime tre domeniche scorse), questi ultimi spostano il confronto con Gesù in campo politico, e il dibattito si prolunga in una serie di controversie. La prima di queste riguarda il tributo a Cesare: “È lecito o no pagare il tributo a Cesare?”. È una domanda tranello, fatta da discepoli dei farisei con gli erodiani (difensori di Cesare); acerrimi nemici fra loro, ma ora amici per andare contro Gesù. Il vangelo di oggi anticipa qui un versetto che si trova più avanti nel vangelo di Matteo, allo scopo di evidenziare che è una domanda tranello: “I farisei, avendo udito che Gesù aveva ridotto al silenzio i sadducei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: “È lecito o no pagare il tributo a Cesare?”: «Per vedere di coglierlo in fallo» e poi accusarlo davanti alle autorità romane e quindi eliminarlo. Tutta la vita di Gesù è croce e martirio: “Proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, Gesù è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova” (Ebr 2,18). Come sta scritto del Figlio dell’uomo, Gesù? “Che deve soffrire molto ed essere disprezzato” (Mt 9,13).
Ma Gesù prende anche questo come occasione per rivelare il Padre, con gesti e parole. Il gesto: un male ricambiato con il bene, il muro eretto dall’ipocrisia abbattuto dall’amore. Gli avversari infatti gli si accostano e pongono la domanda tranello, con parole di verità per nascondere la loro malizia. Dicono: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque…”. – E Gesù mostra di conoscere la loro malizia, rispondendo: “Ipocriti, perché mi tentate?”. Ma senza dare spazio a risentimenti Gesù aggiunge subito: “Mostratemi la moneta del tributo”. «Gli presentarono un denaro. Gesù domandò loro: “Di chi è questa immagine e l’iscrizione?”. Risposero: “Di Cesare”. – Intorno all’immagine c’era la scritta: «Divus Pontifex Maximus: divino pontefice massimo», che suona bestemmia per i farisei. – Allora Gesù, «oltraggiato che non risponde con oltraggi», esprime il senso di questo suo comportamento, dicendo: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e “a Dio quello che è di Dio”». Cioè: Di Cesare è questa immagine nella moneta, come segno che con lui c’è il debito di un tributo, e io con Pietro non esito a pagarlo (cfr Mt 17,24s). Ma di Dio è l’immagine che vedete in me, simile a Dio: l’immagine che vedete nel mio comportamento di «oltraggiato che non risponde con oltraggi»; immagine di Dio descritta da voi con le vostre parole che mi avete rivolto: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno”. –
Pagare il tributo a Cesare è un fatto relativo, civile. Gesù non vi si oppone, anzi lo approva. I cristiani riconoscono il potere civile costituito: “Non c’è autorità se non da Dio” (Romani 13,1). Ma Gesù insegna anche il “Padre nostro” con fatti e parole. Ciò che importa di più– dice Gesù – è che “si renda a Dio ciò che è di Dio”. Dove c’è una persona umana, là c’è l’immagine di Dio, la sua Signoria. A lui il suo tributo: somigliare a lui, l’Altissimo, misericordioso verso tutti, come Gesù, tenere alto Gesù, la Parola, e splendere con lui, il Risorto, come astri nel cielo (cfr vers. al vangelo).
– “IO SONO IL SIGNORE E NON C’È ALCUN ALTRO”, dice Dio di se stesso (Prima lettura: Isaia 45,1.4-6). Ogni uomo ha ricevuto da Dio tutto ciò che ha, e a Dio rende tutta la sua esistenza, conformata al suo amore, come Dio dona tutto se stesso in Gesù. Ogni uomo, anche Ciro, pagano, che dà il tributo del suo amore. Dio suscita in Ciro un comportamento di amore, e Ciro lo attua: “Per amore di Giacobbe mio servo e di Israele mio eletto io ti ho chiamato per nome – dice il Signore – ti ho dato un titolo sebbene tu non mi conosca”. «Per amore di Giacobbe mio servo e di Israele mio eletto», e «sebbene tu non mi conosca». Gesù è compimento dell’immagine di Ciro, mosso dall’amore di Dio ad agire per il bene d’Israele. Ma anche coloro che ora dicono di non conoscere Dio, come Ciro, un giorno diranno: “Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?” – Rispondendo, il re dirà loro: “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,38ss). In tutti c’è lo Spirito di Dio che opera il bene.
Ciro, re pagano, re di Persia, terra pagana, è l’ “Unto”, il Consacrato di Dio. Non conosce Javè, eppure compie la missione che gli è stata affidata da Dio: la divina provvidenza mostra di governare non solo Israele, ma tutte le nazioni. Il Dio di Israele è “il Signore”: al di fuori di lui non c’è altro. È il Signore della storia: agisce per amore verso tutti. Anche Ciro è a immagine di Dio. Tutto riceve da Dio: «Dice Ciro re di Persia: “Il Signore, Dio dei cieli, mi ha consegnato tutti i regni della terra, e mi ha comandato di costruirgli un tempio a Gerusalemme che è in Giuda». E Ciro rende a Dio ciò che è di Dio: “Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il suo Dio sia con lui e parta” (2Cr 36,23). Ciro, pagano, mostra di essere immagine di Gesù anche per la sua bontà verso nazioni straniere.
– “CANTATE AL SIGNORE DA TUTTA LA TERRA”. L’assemblea riconosce il suo Signore cantando: “Dite a Dio: A te, Signore, la potenza e la gloria” (Salmo resp.: 96,1.3s.5-10). “Il Signore regna”, è il grido festoso non solo del popolo di Dio, ma di tutte le “famiglie dei popoli”. Israele che canta è immagine di questa assemblea che narra i prodigi di Dio, e canta la sua gloria. Gli dèi delle genti sono nulla. Il Dio creatore suscita il bene in tutti. Egli è anche il giudice universale che governa il mondo. Tutta la terra, l’intera umanità “si prostri davanti a lui, dia gloria al suo nome”.
– “RENDO GRAZIE A DIO PER TUTTI VOI”, può dire ciascuno di noi in questa assemblea. In Cristo infatti formiamo una chiesa veramente fraterna. Paolo lo dice ai tessalonicesi, fin dall’inizio delle comunità cristiane: (Seconda lettura, 1Tessalonicesi 1,1-5b: il più antico degli scritti del N.T.). Paolo saluta i fedeli di Tessalonica dicendo: “Grazia e pace” a tutti voi. Poi ringrazia il Signore per l’accoglienza che ha ricevuto nella città greca e per la condotta dei nuovi cristiani. Ricorda la sua missione a Tessalonica, e sottolinea l’azione dello Spirito che accompagna l’annuncio del vangelo. La vita cristiana, dice Paolo, è dono dell’amore di Dio; si caratterizza per un triplice atteggiamento di fede, speranza e amore; virtù interiori, che però si esprimono in manifestazioni concrete. E’ proprio vero che Dio dà forza a tutti: ama e sostiene tutti i popoli! Grazia a voi, e grazie a Dio!
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
– Dopo averti ascoltato, Signore Gesù, non cercheremo di coglierti in fallo, né staremo in silenzio, ma spinti da te crediamo, adoriamo e proclamiamo un solo Dio, Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti (Ef 4,6); un solo Signore Gesù Cristo, Compimento del mistero nascosto da secoli nella mente di Dio creatore dell’universo, Sapienza multiforme di Dio e attuazione del suo disegno, Coraggio per noi di avvicinarci in piena fiducia a Dio per la fede in lui (cfr Ef 3,5-13); un solo Spirito Santo, primo dono ai credenti, perfezionatore dell’opera di Gesù nel mondo, e compimento di ogni santificazione (cfr Preghiera Eucaristica IV).
In questo globo terrestre di cinque continenti, come in un appartamento di cinque stanze, non vivremo in una stanza da ricchi opulenti ignorando le grida strazianti di fratelli che soffrono e muoiono nelle altre quattro stanze vicine; ma presentiamo doni perché Gesù ci trasformi e continui a condividere con tutti tramite noi la ricchezza della sua grazia non solo spirituale ma anche materiale. E preghiamo il Padre in persona di Gesù, dicendo: Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare rendendo il giusto tributo materiale ai quanti necessitano, perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore. Amen.
4°. LITURGIA EUCARISTICA..
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
– Grazie, Padre, per il tuo Figlio: egli non abusa del suo potere; la sua Autorità serve al bene di tutti. Con Paolo ringraziamo Dio per la fede, la speranza e la carità che fondano la chiesa di Cristo. Ringraziamo per l’accoglienza di questi doni divini, ringraziamo per il beneficio nei destinatari di tutte queste opere in Cristo. Immagine della tua bontà ed effigie che esprime il tuo essere (cf Eb 1,3), il tuo Figlio ci mostra come possiamo essere anche noi simili a lui, noi che tu, o Padre, conosci in anticipo e destini ad essere sua immagine (cf Rm 8,29).
Gesù diviene il vero Pane.
– Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: Gesù in mezzo a noi con la sua persona divina, con la sua parola di verità, con il suo agire di condono, consegnato si consegna a coloro che lo consegnano, per la loro salvezza. Viene tra i suoi e i suoi non l’accolgono: decidono di eliminarlo; ma a quanti l’accolgono, come i tessalonicesi e noi che, convertendoci, celebriamo il suo nome, dà il potere di diventare in lui figli tuoi, o Padre. Trasformati dalla sua bontà, Gesù continua in noi la sua opera. A lui acclamiamo: “Annunziamo la tua morte, Signore; proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta”.
Gesù offre se stesso.
– Offerta a te gradita, in noi ora, Padre, si offre a te Gesù e opera perché diveniamo anche noi graditi a te: nell’intreccio delle nostre libere volontà egli ci aiuta a non abusare dei suoi doni, ma farli tornare a beneficio di tutti.
Gesù intercede.
– Tutti, Padre, accogli in Cristo, chiamati ad operare per il bene dei fratelli. Direttamente e tramite noi che egli si sceglie, Gesù intercede per tutti, così che anche chi non crede, ma opera il bene, come Ciro, è accetto a Dio: senza saperlo compie il tuo disegno, o Padre, che i Gentili cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo (cf Ef 3,5ss).
Gesù loda.
– A te, Padre, ogni onore e potenza e gloria, dall’umanità intera che in Cristo riconosce te solo come unico Dio. Grande è il Signore e degno di ogni lode. Date al Signore gloria e potenza, date al Signore la gloria del suo nome. Dite tra i popoli: «Il Signore regna!». Sorregge il mondo, perché non vacilli, accoglie con bontà chiunque a lui si avvicina, sia pure per vedere di coglierlo in fallo: nessuno viene a te, o Dio, sentendosi respinto, ma attratto e mutato. A te ogni onore e gloria. Amen.
5°. RITI DI COMUNIONE.
– Nell’incertezza degli avvenimenti che ci superano, ci affidiamo al Padre di Gesù e lo preghiamo con Gesù, dicendo: “Padre nostro”. I tuoi occhi, Signore, sono su quanti ti temono, su quanti sperano nella tua grazia, per salvare la nostra vita dalla morte, per farci sopravvivere in tempo di fame. Tu operi, Signore, mediante chi rende a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio. Noi t’invochiamo, tu volgi a noi l’orecchio e ascolta la nostra preghiera: Questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare la realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente, con il soccorso a tutti i bisognosi, e ci confermi nella speranza dei beni futuri, che riservi a quanti ti accolgono nei bisognosi. Custodiscici, o Padre, come la pupilla degli occhi, proteggici all’ombra delle tue ali. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Sicuri che il regno di Dio abbraccia l’universo, andiamo nella pace di Cristo. “Rendiamo grazie a Dio”.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., L’immagine:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: l’immagine, dell’uomo fatto simile a Dio;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza l’immagine, di Ciro fatto per il bene del popolo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: l’immagine, di Gesù che rispecchia il Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: l’immagine, di uomini che sono “chiesa” in Cristo;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. l’immagine, dell’umanità con Cristo in Dio Padre.
Preghiamo:
O Padre, che ci fai a immagine del tuo Figlio perché splendiamo come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita; fa’ che diciamo tra i popoli: “Il Signore regna”, e tutte le genti cantino: “A te, Signore, la potenza e la gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).