09/10/2005 – T. ORDINARIO – ANNO A – 28 DOMENICA – 2005
Preparazione alla celebrazione della messa.
28ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 9 Ottobre 2005
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso Sal 129,3-4
Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele.
Colletta
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore…
Anno A:
O Padre, che inviti il mondo intero alle nozze del tuo Figlio, donaci la sapienza del tuo Spirito, perché possiamo testimoniare qual è la speranza della nostra chiamata, e nessun uomo abbia mai a rifiutare il banchetto della vita eterna o a entrarvi senza l’abito nuziale. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .
Prima Lettura Is 25,6-10a
Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Il Signore degli eserciti preparerà su questo monte
un banchetto di grasse vivande,
per tutti i popoli,
un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre che copriva tutte le genti.
Eliminerà la morte per sempre;
il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto;
farà scomparire da tutto il paese
la condizione disonorevole del suo popolo,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse;
questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 22
ABITERÒ PER SEMPRE NELLA CASA DEL SIGNORE.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male,
perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
Seconda Lettura Fil 4,12-14.19-20
Tutto posso in colui che mi dà forza.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI
Fratelli, ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza in Cristo Gesù. Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Canto al Vangelo Cf Ef 1,17-18
ALLELUIA, ALLELUIA.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
ci conceda lo spirito di sapienza,
perché possiamo conoscere
qual è la speranza della nostra chiamata.
ALLELUIA.
Vangelo Mt 22,1-14
Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, rispondendo Gesù riprese a parlar in parabole ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio.
Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire.
Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze.
Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.
Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.
Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l’abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Sulle Offerte
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fà che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla Comunione Sal 33,11
I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.
Oppure: 1 Gv 3,2
Quando il Signore si manifesterà,
saremo simili a lui,
perché lo vedremo così come egli è.
Anno A: Mt 22,2
«Il regno dei cieli è simile a un re
che fece un banchetto di nozze
per suo figlio».
Dopo la Comunione
Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
===========================================================
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (vedi “meditazione” 13/10/2002); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (vedi «criteri di meditazione» 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
Il REGNO DI DIO: «ABITUALE» FESTA BELLISSIMA DI NOZZE.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
– Prendiamo coscienza che siamo qui come in una sala nuziale a celebrare le nozze dell’Agnello Gesù. Ci ha chiamati lui stesso dai crocicchi delle strade: Ciascuno, solo,seguiva la propria via insoddisfatto. Ora siamo una comunità, un cuore solo, riuniti in Cristo Gesù. Ci salutiamo l’un l’altro come conquista del Signore, sue membra. Veramente, “se consideri le nostre colpe, Signore, chi potrà resistere? Ma presso di te è il perdono, o Dio di Israele”. E anche se siamo tornati ancora ai crocicchi delle strade, tu, di nuovo qui ci chiami: “Amici”.
Signore, tu c’inviti a celebrare la nuova ed eterna alleanza; siamo incapaci. Liberaci da attaccamenti alle nostre faccende personali, a interessi e comodità, materiali e sociali. Signore, pietà.
Cristo, Sposo regale, che riunisci alle tue nozze tutti i rifiutati, buoni e cattivi; fà che accogliamo il tuo invito e usciamo dal nostro egoismo con atti di dedizione e di amore per tutti. Cristo, pietà.
Signore, tu ci prepari una mensa sotto gli occhi dei nostri nemici; asciuga le lacrime sul nostro volto con la luce della tua presenza luminosa. Signore, pietà.
“Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene”.
“O Padre, che inviti il mondo intero alle nozze del tuo Figlio, donaci la sapienza del tuo Spirito, perché possiamo testimoniare qual è la speranza della nostra chiamata, e nessun uomo abbia mai a rifiutare il banchetto della vita eterna o a starvi dentro senza l’abito nuziale dell’«abitudine» a fare il bene. Per Cristo nostro Signore”.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la Parola. E Gesù dice: Oggi si attua la Scrittura che udite con i vostri orecchi. – Richiamiamo la Parola e aderiamo a quanto oggi lo Spirito attua in noi. “Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo ci conceda lo spirito di sapienza, perché possiamo conoscere qual è la speranza della nostra chiamata” (vers. al vang.).
– Dio invita tutti a vivere la sua vita di felicità in Cristo (vang.: il banchetto di nozze, Mat 22,1-14).
Alla fine della sua missione Gesù va a Gerusalemme. Viene a trovarsi a tu per tu con la classe dirigente della nazione eletta: farisei, scribi, sommi sacerdoti. Tutti oppositori dichiarati di Gesù. Ma Gesù li invita ugualmente e vuole avvicinarli, benché lo rifiutino, anzi cerchino di ucciderlo.
Una settimana prima di pasqua Gesù entra a Gerusalemme, umile, su un asinello, non su un cavallo come i grandi conquistatori. Ma tutto il popolo lo acclama. Gesù purifica il tempio, vi caccia venditori e dichiara: È casa di preghiera, non una spelonca di ladri. Ma i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo gli chiedono: con che autorità fai questo? – Domanda trabocchetto. Gesù lo evidenzia, rispondendo: “Vi farò anch’io una domanda e se voi mi rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini? ”. Ed essi riflettono tra sé dicendo: “Se diciamo: “dal Cielo”, ci risponderà: “perché dunque non gli avete creduto? ”; se diciamo “dagli uomini”, abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta”. Rispondendo perciò a Gesù, dicono: “Non lo sappiamo”. Allora anch’egli dice loro: “Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose” (Mt 21,23-27). Ma Gesù cerca di attirare queste persone che «tacciono» e gli si oppongono senza volere capire. Dice: “Che ve ne pane?…” (26ª dom.), “ascoltate un’altra parabola” (27ª dom.), “e riprese a parlare loro in parabole” (28ª dom.). Per tre domeniche Gesù chiama così anche noi come loro alla comunione con lui.
Oggi Gesù ci presenta la sua amicizia come una festa bellissima, di partecipazione al suo banchetto nuziale. Sarà ancora «mutismo»? Ci escluderemmo anche noi dalla sua Vita! Gesù paragona la comunione con lui alle nozze: “Il re di un piccolo paese vuole organizzare una festa bellissima per il matrimonio del figlio. Invita alle nozze le varie personalità. Ma tutti rifiutano: per mostrare che loro non sono da meno. Allora il re pensa: Forse non hanno capito. – E manda altri messaggeri a dire che il re stima la loro amicizia, per questo ha preparato un pranzo. Ma quelli rispondono: Dite al vostro re che abbiamo altro da fare: non abbiamo tempo! – E prendono in giro e maltrattano i messaggeri.
Allora il re dice: Bene, quelli che si ritengono grandi, ricchi e importanti non vogliono venire, sono divisi anche fra loro, si procurano purtroppo la distruzione della città (Gerusalemme è distrutta nel 70 d.C.). Inviterò i piccoli, gente comune, della strada! – E dispone di invitare alle nozze gli abitanti del paese. Li ospita tutti nella sua reggia: buoni e cattivi, ricchi e poveri.
Alcuni però approfittano per mangiare, non sono interessati del rapporto con il re, né come ci si comporta nella casa reale. Il re entra a incontrare personalmente gli invitati uno per uno. Trova un uomo che non indossa la veste nuziale procuratagli dal re stesso. Gli dice con bontà: “Amico, come mai sei qui senza abito nuziale?”, senza le «abitudini» della casa reale! Quegli «ammutolisce», non intende portare scuse, non dà segni di disponibilità a cambiare. Allora viene allontanato. Gli altri invece sanno comportarsi bene, accolgono la veste: ed è una grande festa!
Gesù conclude: Dio fa come quel re: invita tutti alle nozze di suo Figlio. Alcuni però rifiutano perché «non hanno tempo». Altri si sentono «grandi» e maltrattano i suoi messaggeri. Altri «non si comportano bene» e devono essere allontanati. Altri invece sono «umili e felici»: accettano l’invito con gioia. E la loro vita si trasforma in una festa bellissima: “Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione (vivono la loro esistenza uniti alla passione di Gesù come sue membra) e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello” (Apc 7,14).
Il Signore prepara per «tutti i popoli» una vita di felicità (cfr Isaia 25,6-10a: prima lettura). Banchetto che sazia pienamente, banchetto che celebra la vittoria sul male e la comunione rinnovata con il Creatore. Accettiamo con gioia il suo invito a mensa: la comunione che unisce colui che ospita e i suoi commensali. “In quel giorno” infatti Dio “eliminerà la morte per sempre” e noi entreremo in possesso della salvezza sperata. Il Signore infatti asciuga le lacrime su ogni volto. Ci toglie il velo della sofferenza che impedisce di vedere il bene e di riconoscere l’azione di Dio nella nostra storia. Questi è il nostro Dio! In lui abbiamo sperato: non ci ha delusi! Ci rallegriamo ed esultiamo per la sua salvezza: la mano del Signore è su di noi.
Noi non vogliamo «ammutolire». Acclamiamo il nostro Dio. Lasciamo echeggiare in noi le parole di Gesù che ci associa alla sua lode. Cantiamo: “Abiterò per sempre nella casa del Signore. Davanti a me tu prepari una mensa” (salmo responsoriale: Sal 22,1-6 ). Mio Dio, tu sei il mio Pastore ed io la tua pecorella: sei accanto a ciascuno di noi, tuoi fedeli. Con te mi sento al sicuro. Tu mi inviti al tuo banchetto: mi nutri e mi sazi. Mi accogli nella tua casa e mi fai riposare: non mi fai mancare niente. Anche se dovessi trovarmi in un bosco, di notte, o al Getsemani nell’orto degli ulivi con Gesù: con te non ho paura. Tu sei con me: la mia vita è una festa bellissima!
Con l’invito Gesù ci dà la forza di aderire a lui. Possiamo dire anche noi con s. Paolo (seconda lettura, Filippesi 4,12-14.19-20): Tutto posso in Gesù che mi dà forza. Cari amici, cercate di essere sempre contenti di quello che avete. Fate come me, che ho imparato ad essere ricco e ad essere povero: ad accettare con gioia ogni situazione. Accettare l’aiuto dagli altri, ma con libertà, senza dipendenze. Se avete bisogno, comunque, chiedete pure al Signore, e riceverete molto più di quanto avete chiesto. La mia libertà interiore nasce dalla certezza che il Signore Gesù mi sostiene: Cristo, “potenza di Dio”, ci fa partecipi della sua vita di festa, bellissima!
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
– Rinnoviamo con il Credo la nostra fede nel gran Re, Dio Padre che fa un banchetto per il Figlio Gesù. Nell’uomo Dio Gesù di Nazaret riconosciamo il Signore che ha “sposato” l’umanità, assumendo la nostra carne mortale, glorificata nella risurrezione e nel suo trionfo celeste, lo Sposo che ci ama come sua Sposa nell’amore del Padre. Rinnoviamo la fede nello Spirito Santo che prepara le nozze della nostra comunione per sempre con il Figlio.
Accogliamo l’invito al banchetto, lasciandoci fare luoghi riservati a Dio, non tenendo nulla in proprio, condividendo tutto con gli altri, in modo che non ci sia alcun bisognoso nella comunità di Gesù. In segno di tutto questo, presentiamo piccoli doni come pane, vino, acqua per l’Eucaristia: per divenire Cristo che dona se stesso.Tutti siamo chiamati a divenire Cristo, come tutti siamo chiamati all’esistenza: fuori di Cristo la nostra esistenza non sussiste; in Cristo non solo esistiamo e ci muoviamo, ma anche viviamo per gli altri.
Lo stato d’animo interiore è una supplica permanente a Dio che realizzi in tutti il suo progetto: con la sua forza pieghi i nostri animi ostili alla vita piena con lui. Formuliamo la nostra preghiera:
Signore, che sei buon Pastore; fa che non manchiamo di nulla. Cristo, che sei la via; guidaci per il giusto cammino, su pascoli erbosi, ad acque tranquille ci fai riposare, per amore del tuo nome.
Signore, che sei sempre con noi; fa che non temiamo alcun male, ma godiamo la tua sicurezza, mentre partecipiamo alla mensa che tu ci prepari con gioia traboccante.
Signore della vita, che ci fai abitare nella tua casa e ci doni felicità e grazia tutti i giorni della nostra vita, accogli le nostre offerte e preghiere, e fà che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
4°. LITURGIA EUCARISTICA..
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
– Grazie, Padre, per il tuo Figlio: tu ci fai suoi commensali nel banchetto del regno, ci prepari questa mensa, c’inviti alla cena delle nozze dell’Agnello, Cristo Gesù, togli il velo che c’impedisce di vedere il bene e di riconoscere la tua azione nella storia. Uniti a tutti i santi, cantiamo l’inno dei redenti ringraziando il “Pastore d’Israele”, che guida il suo popolo nella pace.
Gesù diviene il vero Pane.
– Il Signore conduce il suo gregge, gli procura il nutrimento, lo disseta, lo difende dai nemici. Cibo succulento, vino raffinato ed eccellente che fa scomparire da tutto il paese la condizione servile e disonorevole, che strappa il velo della sofferenza da tutti i popoli, che elimina la morte e asciuga le lacrime su ogni volto è Cristo Gesù che parla e si rende presente in atto di offrirsi liberamente alla sua passione di amore e sofferenza per noi. Una “moltitudine immensa di ogni nazione, razza, popolo e lingua” (Ap 7,9), celebra le nozze dell’Agnello (Ap 19), in questa Eucaristia.
Gesù offre se stesso.
– Gradito a Te, o Padre, nello Spirito Santo, Gesù, vittima immacolata, si associa l’umanità. In noi, Padre, si offre a te Gesù; egli ci fa partecipi della sua unione con te nel nostro quotidiano. Tutto possiamo in lui che ci dà forza. Siamo fatti imitatori di Cristo (cfr 1Cor 11,1). Padre, ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tua presenza, rivestiti della tua grazia. Ora gioiamo pienamente in te, Signore, la nostra anima esulta nel nostro Dio, perché ci hai rivestito delle vesti di salvezza, ci hai avvolto con il manto della giustizia, come uno sposo che si cinge il diadema e come una sposa che si adorna di gioielli (cfr Is 61,10).
Gesù intercede.
– Intercede per tutta l’umanità: vivi, defunti, celebranti. Tutti, Padre, accogli in Cristo, alle sue nozze tu inviti il mondo intero: questo è il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvi. Tu invii i tuoi servi ai crocicchi delle strade per ricongiungere a te, Padre misericordioso, tutti i tuoi figli ovunque dispersi.
Gesù loda.
– A te, Padre, ogni onore e gloria, da tutti gli invitati, rivestiti di Cristo tuo Figlio. La tua mano si posa su di noi. Ci rallegriamo ed esultiamo per la tua salvezza. Uniti alla voce potente di una folla immensa nel cielo acclamiamo: “Alleluia! Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio” (Ap 19,1). Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli, per Cristo nello Spirito Santo. Amen.
5°. RITI DI COMUNIONE.
– Attenti all’invito del Signore, possiamo dire in Gesù: “Padre nostro”, liberaci dal peccato, asciuga le lacrime su ogni volto e fa’ scomparire da tutta la terra la condizione disonorevole del tuo popolo. Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello. Hai preparato il vino e hai imbandito la tavola. A chi è privo di senno, a quanti non vogliono o non si curano di venire e si occupano di altre faccende o insultano e uccidono o rimangono muti la Sapienza dice: “Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via dell’intelligenza” (Pr 9,1-6). Ognuno esamini se stesso (cfr 1Cor 11,28-29) e si faccia trovare rivestito dell’abito nuziale quando viene il Signore a “vedere i commensali”. I figli del regno sono chiamati per primi a incontrare il loro Re: molti poi verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli. Fate di non rimanere esclusi o di non essere cacciati fuori! (Mt 8,11-12). Alla comunione la Parola si realizza pienamente! E a quanti si accostano, si nutrono di lui, Gesù dice: “Andate ora ai crocicchi delle strade, invitate tutti quelli che vi troverete, chiamateli a condividere la pace e l’amore di Cristo”. – Usciti nelle strade, quei servi raccolgono quanti ne trovano, buoni e cattivi, e la sala si riempie di commensali. Immensa è la gioia di quanti godono e pregano per il bene in sé e negli altri,: “Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Le Nozze:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: le nozze, di un re per il suo figlio;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza le nozze, di Dio per il suo popolo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: le nozze, dell’umanità e divinità unite in Gesù;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: le nozze, di Gesù con la Chiesa;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. le nozze, di un’umanità con Dio Padre in Cristo.
Preghiamo:
O Padre, che ci doni lo spirito di sapienza, perché sappiamo conoscere qual è la speranza della nostra chiamata; concedici di abitare sempre nella tua casa. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).