02/10/2005 – T. ORDINARIO – ANNO A – 27 DOMENICA – 2005
Preparazione alla celebrazione della messa.
27ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 2 Ottobre 2005
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso Est 13,9.10-11
Tutte le cose sono in tuo potere, Signore,
e nessuno può resistere al tuo volere.
Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la terra
e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse;
tu sei il Signore di tutto l’universo.
Colletta
O Dio, fonte di ogni bene, che esaudisci le preghiere del tuo popolo al di là di ogni desiderio e di ogni merito, effondi su di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza teme e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare. Per il nostro Signore…
Anno A
Padre giusto e misericordioso, che vegli incessantemente sulla tua Chiesa, non abbandonare la vigna che la tua destra ha piantato: continua a coltivarla e ad arricchirla di scelti germogli, perché innestata in Cristo, vera vite, porti frutti abbondanti di vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .
Prima Lettura Is 5,1-7
La vigna del Signore à la casa d’Israele.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Canterò per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle.
Egli l’aveva vangata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato scelte viti;
vi aveva costruito in mezzo una torre e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva, ma essa fece uva selvatica.
Or dunque, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha fatto uva selvatica?
Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata.
La renderò un deserto, non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa di Israele;
gli abitanti di Giuda la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 79
LA VIGNA DEL SIGNORE È IL SUO POPOLO.
Hai divelto una vite dall’Egitto,
per trapiantarla hai espulso i popoli.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare
e arrivavano al fiume i suoi germogli.
Perché hai abbattuto la sua cinta
e ogni viandante ne fa vendemmia?
La devasta il cinghiale del bosco
e se ne pasce l’animale selvatico.
Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato,
il germoglio che ti sei coltivato.
Da te più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.
Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti,
fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Seconda Lettura Fil 4,6-9
Il Dio della Pace sarà con voi.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI
Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri. Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare.
E il Dio della pace sarà con voi!
Canto al Vangelo Gv 15,5a
ALLELUIA, ALLELUIA.
Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto.
ALLELUIA.
Vangelo Mt 21,33-43
Il padrone darà la sua vigna ad altri vignaioli.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù disse ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò.
Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono.
Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero.
Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?». Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”?
Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare».
Sulle Offerte
Accogli, Signore, il sacrificio che tu stesso ci hai comandato d’offrirti e,mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdotale, compi in noi la tua opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla Comunione Lam 3,25
Il Signore è buono con chi spera in lui,
con l’anima che lo cerca.
Oppure: Cf 1 Cor 10,17
Un solo è il pane,
e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo,
perché partecipiamo tutti
dell’unico pane e dell’unico calice.
Anno A Mt 21,42
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d’angolo.
Dopo la Comunione
La comunione a questo sacramento sazi la nostra fame e sete di te, o Padre, e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna, nei secoli dei secoli.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.), con il dono di se stesso, attua in noi il messaggio dei testi biblici (vedi “meditazione” 06/10/2002); messaggio che ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (vedi «criteri di meditazione» 15/08/2005).
Messaggio della Parola:
OGNUNO DI VOI,
GERMOGLIO SCELTO, INNESTATO IN ME, VERA VITE,
PORTA FRUTTI ABBONDANTI DI VITA.
Messaggio che ispira e attua Celebrazione e Vita.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
– “Tutte le cose sono in tuo potere, Signore” (ingresso). Noi ora lo riconosciamo. “Tu sei il Signore di tutto l’universo”, e di noi tutti, come di Israele che ti sei coltivato: “Hai divelto una vite dall’Egitto, per trapiantarla hai espulso i popoli. Ha esteso i suoi tralci fino al mare e arrivavano al fiume i suoi germogli”: l’hai estesa in tutto il mondo, che per questo hai creato.
Ora lo riconosciamo: è la nostra storia con cui ci hai condotti fino a questa celebrazione; e lo acclamiamo. Ma non sempre lo abbiamo riconosciuto: Signore, pietà.
Abbiamo devastato e sciupato la tua eredità come cinghiali e animali selvatici: Cristo, pietà.
Allora, “Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo, vedi e visita questa vigna, proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivato: Signore, pietà.
”Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome”: Cristo, pietà.
”Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti, fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi”: Signore, pietà.
“O Dio, fonte di ogni bene, che esaudisci le preghiere del tuo popolo al di là di ogni desiderio e di ogni merito, effondi su di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza teme e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare”.
Padre giusto e misericordioso, che vegli incessantemente sulla tua Chiesa, non abbandonare la vigna che la tua destra ha piantato: continua a coltivarla e ad arricchirla di scelti germogli, perché innestata in Cristo, vera vite, porti frutti abbondanti di vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
Lo Spirito ci dispone ad ascoltare la Parola. E Gesù dice al riguardo: Oggi si attua la Scrittura che udite con i vostri orecchi. – Richiamiamo la Parola, aderiamo a quanto oggi lo Spirito attua in noi.
– Dio si procura un popolo e gli affida la sua stessa vita nell’immagine di una vigna.
Per tre domeniche il Signore ci parla di vigna, vino e festa in questo tempo di vendemmia, e rivela ai prìncipi dei sacerdoti, agli anziani del popolo e a noi la storia d’Israele, la nostra stessa storia (Vangelo, la parabola della vigna, Matteo 21,33-43). Ed ecco il senso della nostra storia: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto” (vers. al vang.). Gesù e noi siamo in rapporto, in un rapporto analogo a quello della vite e dei tralci, usciti dalla stessa vite. Riguardo a Gesù: in Gesù di Nazaret è presente corporalmente tutta l’Autorità di Dio all’opera (21,23). Riguardo a noi: uniti a lui come tralci alla vite noi beneficiamo della vita di Dio presente in Gesù.
«Ma quei vignaioli» non aderiscono a questo progetto di Dio: «Quando fu il tempo dei frutti, (il padrone della vigna) mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto», e i vignaioli li eliminarono. Il raccolto è assicurato in Gesù, e anche per noi che gli aderiamo. Ma se non aderiamo alla Vite-Gesù, anche tutta l’attività di Dio-Vignaiolo è resa inutile, vana. Gesù con tutti i suoi «servi», i profeti, è bastonato, lapidato, cacciato fuori della vigna e ucciso, in tutta la storia. «Fuori della vigna» sua proprietà è buttata l’unica vera vite con tutto il suo raccolto assicurato di piena obbedienza alla volontà del Padre: dono di Dio agli uomini buttato via. Cacciato Gesù, unica vite e unico frutto, a noi rimane il terreno della vigna senza vite e senza frutto: in questo terreno figura della terra in cui viviamo, noi rimaniamo soli come morti da gran tempo, mentre Gesù, ucciso come pietra scartata, è risorto, vive glorioso, come fondamento della chiesa, suo nuovo edificio.
«Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”? – Quest’opera di Dio desideriamo accogliere noi, persone d’ogni estrazione sociale, popolo della nuova eterna alleanza. E chiediamo a Dio il dono di appartenere al suo regno, il dono di portare «frutto» come tralci della Vite-Gesù, rendere a Dio i frutti dovuti: le opere che realizzano la volontà del Padre (cf Mt 7,15ss).
– Siamo come tralci invitati a rimanere nella Vite-Gesù per la gioia di vivere.
In mezzo alle viti durante la vendemmia, tra i cantori dell’amore, c’è un profeta di Dio, Isaia (Is 5,1-7: Prima lettura). Dice: Canterò anch’io il mio cantico di amore. Sono amico dello Sposo, amico di Dio, e canterò l’amore del mio Diletto per la sua vigna, Israele, noi qui riuniti, tutta l’umanità.
Il mio diletto possiede una vigna stupenda sopra un fertile colle. Se l’è creata lui stesso con immenso amore a immagine del suo Figlio amatissimo. L’ha vangata e sgombrata dai sassi lui stesso. Vi ha piantato viti scelte, speciali. Per starle sempre vicino e custodirla giorno e notte, per proteggerla da invasori, vi ha costruito in mezzo una torre. Sicuro dell’ottimo raccolto, da trattare come si deve, vi ha scavato un tino, che è anche un abbellimento per la vigna. E attende il raccolto. Da questa vigna si aspetta infatti uva gustosa e abbondante! Ma, ecco: è uva selvatica!
Dio è sorpreso. Si domanda: “Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto?”.
Lo chiede agli stessi interessati: “Or dunque, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna”. Perché, mentre mi attendo uva speciale, la mia vigna mi fa uva selvatica? – Anche l’azione straordinaria di Dio può essere impedita dalla libera volontà dell’uomo!
Se non dipende da me, dice Dio, quest’uva selvatica allora dipende dal fatto che i miei doni non sono accolti, non sono apprezzati e favorirti, quindi sono impediti. L’impedimento al mio agire è tale da ridurre la mia vigna a incuria e devastazione: un deserto di rovi e pruni, che annientano la mio opera di amore. Ma è pur sempre la mia vigna, e io ne soffro. Vorrei scongiurare questo male che il mio popolo si procura, per questo gliene parlo, e spiego:
”Vigna del Signore è la casa di Israele, gli abitanti di Giuda”; mia piantagione preferita siete voi.
Il Signore si aspetta giustizia ed ecco spargimento di sangue, si attende rettitudine ed ecco “grida di oppressi”. Tutta l’attività di Dio mira alla pace e alla gioia per il suo popolo, non all’oppressione. Ma di fatto c’è oppressione. È la storia d’ogni nazione, d’ogni famiglia, d’ogni persona: amore non accolto è dolore procurato. Ma Dio prende su di sé anche questo dolore. Da ultimo manda il proprio Figlio (cfr vang.): qui ora chiediamo di «rimanere» nel Signore Gesù, e partecipare al suo frutto.
– Rimaniamo nel Signore Gesù e acclamiamo: “Visita, Signore, la tua vigna” che noi siamo (Salmo responsoriale 79,9.12-16.19-20). Ciò che lo Spirito ci mette sulle labbra penetra nel cuore: Signore, noi siamo tralci tuoi, e tu sei la nostra vite: siamo usciti da te. Padre, tu ci hai piantato con tanto amore, ci hai scelti per te, introdotti alla tua presenza. Ma poi siamo diventati un pascolo arido e secco! Tu ci hai chiamati di nuovo alla tua presenza. Ecco, noi ora siamo qui davanti a te. Ti preghiamo: Per la tua bontà, Signore degli eserciti, torna a coltivarci e noi torneremo a produrre frutti buoni. Nel Signore Gesù, che ci hai donato, o Padre, noi ti saremo fedeli!
– Ogni necessità della vita vi richiama che siete di Cristo e che voi siete ricchi della sua pace in Dio.
Quindi “non angustiatevi per nulla”, ma celebrate la messa nella vita: cioè “esponete a Dio Padre le vostre richieste”, come figli amatissimi, in Cristo Gesù, “con preghiere, suppliche e ringraziamenti” (che richiamano l’Eucaristia), sicuri che in Cristo siete già stati esauditi. Questa è una realtà che precede e va oltre ogni umana conoscenza: è la sorpresa di Dio per i suoi figli. Dio Padre vi dà la sua pace come a Cristo Gesù: vi dona infatti il suo Figlio amatissimo e vi fa rimanere in lui, “custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù”, cioè vi fa provare i sentimenti di Gesù in situazioni analoghe alle sue, pensando a lui in ogni vostra necessità.
Così avviene che proprio le vostre situazioni di “necessità” vi fanno pensare a tutto quello che in esse necèssita, cioè “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode”, e che vi viene solo dal vostro essere in Cristo.
Ebbene, fratelli, conclude Paolo, “non angustiatevi per nulla”, al contrario, “tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri”, come è avvenuto a me, respinto, oltraggiato, percosso dai miei correligionari: “Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare”.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI. (Parentesi poi da togliere – Doni per la celebrazione e per le necessità di altri.
Ora «Gesù prende pane e calice» dalla comunità riunita e dilatata verso tutti, specie i bisognosi).
– “Benedetto sei tu, Signore, Dio dell’universo. Dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, questo vino, frutto della terra e del lavoro dell’uomo”. Non lo teniamo per noi, né lo vogliamo rubare a te come quei vignaioli, ma “lo presentiamo a te perché diventi per noi cibo e bevanda di salvezza”. Riconosciamo Cristo Gesù la nostra vite e noi i suoi tralci. Desideriamo rimanere in lui, e lui rimanga in noi perché portiamo molto frutto.
Tu stesso, o Padre, ci chiedi di presentarti quanto siamo e abbiamo da te, perché immersi in Cristo noi ci possiamo offrire in sacrificio a te gradito, condividendo i nostri beni con gli altri, e tu compia in noi la tua opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Quanto desideriamo e chiediamo per noi te lo chiediamo per tutti. Per questo ti preghiamo. Ascoltaci, o Dio, Padre fonte di amore, Figlio Grazia dal Padre, Spirito Santo Comunione fra noi.
4°. LITURGIA EUCARISTICA..
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
– Grazie, Padre, per il tuo Figlio. Egli è la vite vera che «da ultimo» hai mandato a rinnovare il mondo, dicendo: «Avranno rispetto di mio figlio!». Sapevi che non avremo avuto rispetto di tuo Figlio, come quei vignaioli, ma sapevi anche che proprio il sacrificio del tuo Figlio ci avrebbe ottenuto la grazia della comunione con te e fra noi. Così per l’uccisione di Gesù abbiamo ottenuto l’eredità non di un terreno, ma della tua stessa vita. Da te, o Padre, è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri. Per questo mistero della tua misericordia cielo e terra canta la tua lode.
Gesù diviene il vero Pane.
– Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: Lo Spirito rende presente il Cristo e ci trasforma in lui indirmi al pane e al vino. Il Signore Gesù, cacciato fuori della vigna per essere ucciso, si offre liberamente alla sua passione, e da pietra scartata diventa testata d’angolo. Frutto della vite è il sangue di Cristo, versato per noi vignaioli omicidi. E proprio questo sangue ci abbevera, ci inebria e ci riconcilia con te, o Padre. «Da te è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri». Da servi malvagi siamo fatti «altri vignaioli». A nostra volta consegniamo i frutti del dono di noi stessi in Cristo, e acclamiamo: “Annunziamo la tua morte, Signore; proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta”.
Gesù offre se stesso.
– Gradito a te, o Padre, nello Spirito Santo, Gesù è vittima immacolata che si associa l’umanità: In noi, Padre, si offre a te Gesù, coltiva e arricchisce noi, suoi tralci, tua vigna di scelti germogli, ammessi alla tua presenza a compiere il servizio di Gesù verso tutti gli uomini.
Per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito santo ci riunisce in un solo corpo, ci rende perfetti nell’amore, in unione con il nostro Papa, il nostro Vescovo e tutto il popolo che hai redento.
Gesù intercede.
– Nella persona del sacerdote, che presiede l’assemblea, Cristo intercede, e con Cristo siamo intercessori per tutta l’umanità: vivi, defunti, celebranti.. Tutti, Padre, accogli in Cristo: tu vegli incessantemente su tutta la tua vigna, l’umanità. L’uva acerba della nostra vita diventa in Cristo, nuova testata d’angolo, cibo squisito di giustizia e rettitudine.
Gesù loda.
– Per Cristo, con Cristo, in Cristo, vera vite, a te, Padre, ogni onore e gloria, da tutti noi suoi tralci, tuoi figli, abbondanti di frutti di vita eterna: pace che sorpassa ogni intelligenza, cuori e pensieri custoditi in Cristo Gesù, con tutto ciò che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato e lodevole.
5°. RITI DI COMUNIONE.
– Ecco l’Agnello di Dio, il Figlio prediletto che toglie il peccato del mondo, e condivide con noi la sua eredità. Gesù, pietra scartata, tu sei il nostro fondamento. Un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo, partecipiamo dell’unico pane e dell’unico calice.
Liberaci, o Padre, da ogni male, dona al nostro tempo quella pace che sorpassa ogni intelligenza, per il tuo Figlio Gesù che, consegnato, si consegna, si carica delle nostre sofferenze, si addossa i nostri dolori: ricade su di lui l’iniquità di noi tutti, per le sue piaghe noi siamo guariti.
Ecco l’Agnello di Dio: Maltrattato, si lascia umiliare e non apre la sua bocca; come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori. Percosso a morte, sepolto con gli empi, lui, senza violenza né inganno. Offre se stesso in espiazione, vede una discendenza, vive a lungo, compie la volontà del Padre. Dopo il suo intimo tormento vede la luce, vive intercedendo per i peccatori (Cfr Is 53).
“La comunione a questo sacramento sazi la nostra fame e sete di te, o Padre, e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna, nei secoli dei secoli. Amen”. Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna, nei secoli dei secoli. Amen”. – Il Signore per bocca del sacerdote ci congeda, dicendo: Ciò che avete imparato e ricevuto, ciò che avete ascoltato, mettetelo in pratica. E il Dio della pace sarà con voi.– Il Signore parla e tutto e fatto in chi l’ha accolto.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il Frutto:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il frutto, della vigna ben coltivata: fruttuosa, scelta, preferita;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza il frutto, della vigna, Israele, ben coltivata; infruttuosa, abbandonata;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il frutto, della vera vite, Gesù: scartato, diviene salvezza del mondo;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il frutto, della nuova vigna, i fedeli, innestata nella vera vite feconda, Gesù;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. il frutto, di un’umanità trasformata in Cristo Gesù: saziata di vita eterna.
Preghiamo:
O Padre, che ci hai donato Gesù, vera vite, e ci hai fatti tralci a sua immagine, perché rimanendo in lui portiamo molto frutto, di vita eterna; fa’ che il tuo popolo riconosca di essere la tua vigna preferita e ti corrisponda. Per Cristo nostro Signore. Amen. Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna, nei secoli dei secoli. Amen”. – Il Signore per bocca del sacerdote ci congeda: Ciò che avete imparato e ricevuto, ciò che avete ascoltato, mettetelo in pratica. E il Dio della pace sarà con voi.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).