28/08/2005 – T. ORDINARIO – ANNO A – 22 DOMENICA – 2005
Preparazione alla celebrazione della messa.
22ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 28 Agosto 2005
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti
(Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
TESTI
Antifona d’Ingresso Sal 85,3.5
Abbi pietà di me, Signore,
perché ti invoco tutto il giorno:
tu sei buono e pronto al perdono,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.
Colletta
O Dio, nostro Padre, unica fonte di ogni dono perfetto, suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede, perché si sviluppi in noi il germe del bene e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio..
Oppure:
Rinnovaci con il tuo Spirito di verità, o Padre, perché non ci lasciamo deviare dalle seduzioni del mondo, ma come veri discepoli, convocati dalla tua parola, sappiamo discernere ciò che è buono e a te gradito, per portare ogni giorno la croce sulle orme di Cristo nostra speranza. Egli è Dio.. .
Prima Lettura Ger 20, 7-9
La parola del Signore è diventata per me motivo di obbrobrio.
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto forza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno;
ognuno si fa beffe di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo proclamare: «Violenza! Oppressione!».
Così la parola del Signore è diventata per me
motivo di obbrobrio e di scherno ogni giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più in suo nome!».
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
chiuso nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 62
HA SETE DU TE, SIGNORE, L’ANIMA MIA.
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco,
di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne,
come terra deserta, arida, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho cercato,
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva,
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito,
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia
e la forza della tua destra mi sostiene.
Seconda Lettura Rm 12, 1-2
Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI.
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.
Canto al Vangelo Cf Ef 1,17-18
ALLELUIA, ALLELUIA.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
ci conceda lo spirito di sapienza, perché possiamo conoscere
qual è la speranza della nostra chiamata.
ALLELUIA.
Vangelo Mt 16, 21-27
Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno.
Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima?
Poiché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Sulle Offerte
Santifica, Signore, l’offerta che ti presentiamo, e compi in noi con la potenza del tuo Spirito la redenzione che si attua nel mistero. Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla Comunione Sal 30,20
Quant’è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per quelli che ti temono.
Oppure: Mt 5,9-10
Beati gli operatori di pace:
saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia:
di essi è il regno dei cieli.
Oppure: Mt 16,27
«Il Figlio dell’uomo verrà
nella gloria del Padre suo con i suoi angeli
e renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Dopo la Comunione
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fà che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore e ci spinga a servirti nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.) con il dono di se stesso attua in noi il messaggio dei testi biblici (vedi “meditazione” 01/09/2002).
Il messaggio della Parola ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (vedi «criteri di meditazione» 15/08/2005).
Messaggio: SULLA CROCE PER VOLARE CON DIO FINO A DIO!
LA PASSIONE DELL’AMORE DI DIO CI HA RICONCILIATI CON SE STESSO.
E HA DATO A NOI LA PAROLA DELLA RICONCILIAZIONE.
1°. RITI D’INTRODUZIONE.
– Gesù prepara nell’intimo ogni persona ad accogliere il suo amore, il suo sorriso verso ciascuno di noi, fino all’estremo. Con canto, con segno di croce o adesione al battesimo, con saluto e ricorso alla potenza della misericordia di Dio, diciamo: Signore, pietà. Ciascuno può guardare in giro ogni persona e riconoscerla in quanto amata incondizionatamente dal Signore Gesù, condizione per entrare nell’ascolto della sua Parola e capire il senso della vita, e accettare lo scambio sereno cioè il dialogo fra persone. È «il germe del bene» che «sorge, si sviluppa e matura fino alla sua pienezza», come lo Spirito ci fa pregare: “O Dio, nostro Padre, unica fonte di ogni dono perfetto, suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede, perché si sviluppi in noi il «germe del bene» e con il tuo aiuto «maturi fino alla sua pienezza». Per Cristo nostro Signore. Amen”.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA.
“Oggi si attua la Scrittura che udite con i vostri orecchi”, dice Gesù. Richiamiamo questa scrittura, per riconoscere e accogliere con stupore ciò che si attua in noi: IL GERME DEL BENE.
– Vangelo. Gesù procura una storia a ciascun suo membro posto da lui in un dato tempo e luogo, per rendersi presente con il suo amore. Noi possiamo non comprendere lì per lì, ma poi lo vediamo, come Pietro: assolutamente impotente, egli sarà capo della Chiesa soltanto per la potenza di Dio. Una serie di constatazioni mettono di fatto Gesù al centro. Pietro, capo, è segno di tutti: dato che ognuno vuol venire dietro a me, non bada più a se stesso, ma mi segue, per la mia causa. Un discepolo non saprà trovare una via migliore del Maestro di vita. Chi sta con Gesù è come lui, come i chicchi dal chicco di grano. Ciascuno trova la chiamata all’assoluto, gli viene da Dio, che si rivolge al cuore di ognuno. È l’assoluto dell’amore. Rinuncia, sacrificio, morte non rappresentano un fine, bensì un cammino che si alimento d’incontro definitivo con “il Figlio dell’Uomo che viene nella gloria del Padre suo”.
– Prima lettura. Mi sono lasciato sedurre, Signore: partecipo alla tua passione di amore, e dolore per amore. Sei tu che continui in noi il tuo mistero di gloria o segno della presenza del Padre. Grazie. (Noi, mai l’avremmo pensato un evento così bello ! Geremia ancora non capiva, ma tu sei ben più di Geremia e continui a vivere in noi, Signore Gesù. Un nostro semplice desiderio di «Bene» per ogni persona davanti e intorno a noi o che ci fai venire in mente, espresso nell’intimo per esempio con le parole verso ciascuna persona: “Che tu sia te stessa/o secondo le esigenze più profonde in te, e voglia tu questo per gli altri!”, è Gesù che parla e opera in noi, è la realtà più piccola e più grande in cielo e in terra, è il fondamento specifico del regno di Dio, è possibile ad ogni essere umano, è il «germe divino del bene» (Gaudium et Spes, n. 3, del Conc. Vat. II) che si sviluppa di momento in momento, di giorno in giorno, nel nostro cuore «fino all’età matura del Cristo» in noi, possibile mediante Cristo che parla e fa ciò che dice in questa come in ogni Messa).
– Salmo responsoriale. A te si stringe l’anima mia: Signore, a te aderisco con tutto il cuore. L’Amore tuo, germe divino che hai posto in me, è come la sete di terra arida che attende la pioggia; è Amore che si ricorda degli incontri passati; è Amore che spinge a promettere d’impegnare tutta la propria vita, con sicurezza di piena felicità; è Amore che mi spinge a rimettermi con fiducia a Te che mi ami per primo; è Amore che si aspetta tutto da Te, Sorgente dell’Amore.
– Seconda lettura. Grazie, Signore Gesù, che unisci la nostra esistenza alla tua, come quella di una sposa che risplende unita allo sposo, cioè al tuo unico sacrificio, che è il tuo desiderio di «Bene» posto in atto da te in noi e accolto da noi, immensamente gradito al Padre. È opera del tuo Spirito che agisce in noi dal battesimo, dalla Cresima e «porta a compimento la tua opera nel mondo».Canto al Vangelo e Vangelo: Gesù, compimento di ogni promessa.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI.
– Riconosciamo in noi stessi una nuova disponibilità alla «condivisione» divina, suscitata dalla Parola di Gesù che ascoltiamo; e mostriamo di accoglierla nel segno di piccoli doni stabiliti (pane, vino, acqua) per l’Eucaristia, e nel segno di altri piccoli doni inventati dall’Amore per le persone bisognose (segno di attenzione verso gli altri, da trovare di volta in volta).
4°. LITURGIA EUCARISTICA..
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
È importante. Gesù stesso invita l’assemblea a ringraziare con lui il Padre: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli”. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: Pastore e Sposo, si fa “Figlio dell’uomo, Sofferente”, e rivela il tuo amore.
Gesù diviene il vero Pane.
“Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione”. Gesù, presente in mezzo a noi, ci rinnova in lui
Gesù offre se stesso, capo e membra al Padre, per mezzo di noi.
Per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito santo ci riunisca in un solo corpo. Così “In noi, o Padre, Gesù si offre a te, al tuo amore per tutti: c’insegna a portare ogni giorno la croce della risurrezione”.
Gesù intercede.
E la sua intercessione per i vivi, per i defunti, per i celebranti, per tutta l’umanità è efficace: Tutti, Padre, accogli in Cristo, come veri discepoli convocati dalla tua parola.
Gesù loda.
In persona di Gesù il sacerdote con il popolo da’ «piena glorificazione» al Padre. Canta con il cuore: A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità ammaestrata da te e dal Figlio tuo Gesù, in cui noi tutti siamo figli.- È l’esplosione di tutti i sentimenti. L’assemblea conferma, acclamando: “Amen!”, “Come un boato nello stadio” (Tertulliano)..
5°. RITI DI COMUNIONE.
– «Dopo aver preso il pane e rese grazie, Gesù spezza il pane e lo distribuisce». Siamo invitati a “salire più in alto”, “fino al trono della Grazia”: facciamo la Comunione. «In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti». Usciamo dalla messa con il Signore Gesù che dice: “Date loro da mangiare voi stessi”, del vostro tempo, ascolto, aiuto secondo le possibilità: Lasciate che in voi io continui a donare me stesso. Non c’è modo migliore d’impegnare l’umanità che avete ricevuto.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Croce:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
la croce, amorosa in chi si fa carico delle sofferenze altrui;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
la croce, amorosa in Geremia che parla per il bene d’Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
la croce, amorosa in Gesù che va, è ucciso e risorge.
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
la croce, amorosa nei discepoli che lasciano tutto e seguono Gesù.
completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
la croce, amorosa nell’umanità: è investimento di risurrezione.
Preghiamo:
O Padre, che ci concedi lo spirito di sapienza, perché possiamo conoscere qual è la speranza della nostra chiamata; fa che abbia sempre sete di te l’anima nostra. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).