31/07/2005 – T. ORDINARIO – ANNO A – 18 DOMENICA – 2005
Preparazione alla celebrazione della messa.
18ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 31 Luglio 2005
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…!
Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
TESTI e MEDITAZIONE
Antifona d’Ingresso Sal 69,2.6
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto, in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
Signore, non tardare.
Colletta
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l’opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo…
Anno A:
O Dio, che nella compassione del tuo Figlio verso i poveri e i sofferenti manifesti la tua bontà paterna, fà che il pane moltiplicato dalla tua provvidenza sia spezzato nella carità, e la comunione ai tuoi santi misteri ci apra al dialogo e al servizio verso tutti gli uomini. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Is 55, 1-3
Venite e mangiate.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati venite all’acqua,
chi non ha denaro venga ugualmente;
comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro patrimonio per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e voi vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide».
Salmo Responsoriale Dal Salmo 144
APRI LA TUA MANO, SIGNORE, E SAZIA OGNI VIVENTE.
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.
Tu apri la tua mano
e sazi la fame di ogni vivente.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie,
santo in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a quanti lo invocano,
a quanti lo cercano con cuore sincero.
Seconda Lettura Rm 8, 35. 37-39
Nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.
Canto al Vangelo Cf Mt 11,28
ALLELUIA, ALLELUIA.
Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi
e io vi ristorerò, dice il Signore.
ALLELUIA.
Vangelo Mt 14, 13-21
Tutti mangiarono e furono saziati.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, quando udì della morte di Giovanni Battista, Gesù partì su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città. Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare».
Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare». Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qua».
E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla.
Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Sulle offerte
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Antifona alla Comunione Sap 16,20
Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo,
un pane che porta in sé ogni dolcezza
e soddisfa ogni desiderio.
Oppure: Cf Mt 14,19
Gesù prese i cinque pani e i due pesci,
li diede ai suoi discepoli
e questi li distribuirono alla folla.
Dopo la Comunione
Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell’eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.
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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.) con il dono di se stesso attua in noi il messaggio dei testi biblici (vedi “meditazione” 04/08/2002).
Il messaggio della Parola ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (vedi «criteri di meditazione» 15/08/2005).
Messaggio: DIO SA COME SAZIARCI PIENAMENTE DELLA SUA PASSIONE DI AMORE!
LO VUOLE, E INVITA TUTTI AL SUO BANCHETTO DI FELICITÀ.
NESSUNO GLIELO PUÒ IMPEDIRE, NESSUNO CI PUÒ SEPARARE DAL SUO AMORE PER NOI!
1°. RITI D’INTRODUZIONE:
– Siamo qui riuniti oggi perché Gesù c’invita: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò” (Canto al vang.). – Gesù entra fra noi invitandoci al suo banchetto per bocca di Isaia: “O voi tutti assetati «venite» all’acqua, chi non ha denaro venga ugualmente. Su, ascoltatemi e mangerete cose buone, e gusterete cibi succulenti. Porgete l’orecchio e venite a me. Ascoltate e voi vivrete”. Ripete tre volte l’invito: “Ascoltatemi e mangerete”, “Porgete l’orecchio e venite a me”, “Ascoltate e voi vivrete” (prima lettura). Perché tanta insistenza? Lo spiega Gesù stesso: IO sono per voi un’alleanza eterna, “i favori assicurati a Davide”. – Ora Gesù, nuova ed eterna Alleanza, entra ripetendoci: “Venite a me!”. E noi rispondiamo cantando: “O Dio, vieni a salvarmi; Signore, vieni presto in mio aiuto; sei tu il mio soccorso, la mia salvezza: Signore, non tardare” (Canto d’ingresso). Ci è spontaneo quindi rinnovare la nostra appartenenza a Gesù con il segno di croce; salutarci a vicenda: “Il Signore con voi, con te!”; affidare al cuore di Gesù le nostre «fatiche e oppressioni». Signore, noi sciupiamo un patrimonio per ciò che non sazia: abbi pietà di noi. Cristo, che ci assicuri l’amore del Padre per noi: abbi pietà di noi. Signore, che hai compassione degli affamati e sofferenti: abbi pietà di noi. Signore, venuto a saziare in noi la sete di Dio: abbi pietà di noi. – In questo banchetto sono all’opera il Padre-fonte di amore, il Figlio-Agnello immolato per noi, e lo Spirito Santo-Consolatore. Lodiamo, benediciamo, adoriamo, glorifichiamo, rendiamo grazie per la gloria immensa (gloria) che in questa Eucaristia ci è dato di pregustare, condividendo i doni di compassione e comunione verso tutti. Preghiamo il Padre di realizzarlo in noi per Cristo nello Spirito Santo: “O Padre, che nella compassione del tuo Figlio verso i poveri e i sofferenti manifesti la tua bontà paterna; fà che il pane moltiplicato dalla tua provvidenza sia spezzato nella carità, e la comunione ai tuoi santi misteri ci apra al dialogo e al servizio verso tutti gli uomini. Per il Cristo nostro Signore. Amen”.
2°. LITURGIA DELLA PAROLA:
– Riguardo alla Parola che ascoltiamo, Gesù dice: “Oggi si attua questa Scrittura che avete udita con i vostri orecchi”. Ci parla di ristoro per le nostre anime, e di piena sazietà! (vers vang). Vuole che la condividiamo tutti (I lett). Di fatto noi partecipiamo e ne siamo entusiasti (sal resp). Nessuno può fare conto di niente, perché nulla ci può separare dall’amore che Dio ha per noi (II lett). Richiamiamo allora questa scrittura: riconosciamo e accogliamo la compassione che Dio ha per noi, e che pone in noi verso verso tutti.
– Vangelo: tutti mangiano e sono saziati.
Gesù ha sentito della morte di Giovanni Battista per mano di Erode. Si ritira in luoghi solitari per pregare. Gesù è sempre in rapporto con il Padre che lo ha mandato. Nel suo cuore di Figlio c’è lo stesso amore sconfinato del Padre, passione per noi uomini, da sempre conosciuti e predestinati a essere conformi all’immagine del suo Figlio, primogenito fra una moltitudine di fratelli. La compassione è quindi una passione di Dio da sempre. La partecipazione interiore alla passione del Padre muove il Figlio alla partecipazione esterna, fisica: all’incarnazione. La passione del Dio invisibile è tutta presente corporalmente nell’uomo Gesù di Nazaret davanti alla gente: dalla passione alla partecipazione piena di passione, dalla partecipazione alla comunione, dalla comunione alla condivisione: la gente lo cerca e Gesù si prende carico di ogni bisognoso, guarisce i malati, provvede al bene di tutti. Lo muove la pietà per il genere umano: la stessa pietà che lo ha mosso a venire sulla terra, lo muove a condividere pienamente la nostra condizione umana. Ha partecipato ai nostri dolori tutto l’arco della sua vita: dalla nascita alla morte in croce, che gli procuriamo e che accetta pur di stare con noi. Dal principio alla fine. Sempre. Gesù rivela come Dio soffre con noi: partecipa alla nostra sofferenza, da quando ci ha conosciuti e voluti e chiamati alla vita, con una passione immensa di amore. Dio non mette da parte nulla, ma ci prende su di sé così come siamo. Ed ecco, ora la prova davanti a una folla: si sente rovesciare le viscere. Il pensiero che Erode ha ucciso l’amico Giovanni, il suo Precursore, non chiude Gesù in se stesso, occupato con i propri sentimenti. Giovanni il Precursore gli richiama piuttosto il progetto di passione del Padre fino alla morte. E ora tocca a lui. Ed eccolo all’opera: muore a se stesso, ai propri pensieri, si dedica alla passione di Dio verso la folla, verso di noi. La nostra assemblea prolunga quella folla: percepiamo chiaramente la sua compassione, e ci lasciamo ammaestrare da lui.
Scende la sera, i discepoli vorrebbero che Gesù congeda la folla accorsa, la inviti a procurarsi il cibo. Di fronte alla passione di Gesù, la nostra compassione umana si rivela puro sentimento di calcolo. Gesù risponde con umorismo: “Date loro «voi stessi» da mangiare”. Comunica la sua passione ai discepoli. Hanno poche risorse: solo cinque pani e due pesci, un semplice pasto, dei poveri. Ma con Gesù diventano nutrimento senza fine: per tutti. Gesù prende l’iniziativa: raduna la folla e la fa sedere in ordine sull’erba (è dunque primavera, tempo di Pasqua). Poi compie gesti che richiamano il dono di se stesso nell’Eucaristia: “prende” pani e pesci, alza gli occhi al cielo, “benedice” il Padre, “spezza” i pani, li consegna ai discepoli, perché dalle loro mani siano distribuiti ai presenti. Non hanno un mucchio di pane davanti a sé. Hanno un solo Pane: Gesù. A lui si affidano, non al rapporto pani-uomini.
Il Signore ordina di raccogliere il pane spezzato che rimane: dodici ceste. Il cibo donato da Gesù a nutrimento di tutto il popolo di Dio. Tutti mangiano e si saziano. Il numero simbolico delle persone è cinquemila uomini, oltre le mogli e i figli. Gesù è il vero Mosè del pentateuco (5 libri): è Dio (= mille). Nel deserto, a Pasqua, in Gesù, Dio nutre il suo popolo. Questo banchetto è immagine del convito eucaristico: in ogni Eucaristia il Signore continua a nutrire le moltitudini con il pane della Sapienza nella parola e con il cibo divino del suo Corpo.
– Prima lettura: Venite a me, voi che siete assetati (Isaia 55,1-3)
Per voi, assetati e affamati di Dio, semplici cibi e bevande materiali non bastano: non saziano e non dissetano. Ognuno venga a me. Nel vostro cuore è stata posta la sete della passione di amore divino. In comunione con il Padre, io comunico a voi tutti la passione di Dio, nutrimento e bevanda che sazia mentre rende inquieti per amore, come Dio: sazia il pane e il pesce «della Carità». È l’alleanza eterna ed universale, promessa a Davide, realizzata oggi per mezzo di me, aggiunge Gesù.
Questa «Passione» eterna di Dio per il suo popolo preannunzia Isaia invitando tutti a un banchetto speciale: “Ascoltate e vivrete”. Gesù mostra di portare a compimento questo banchetto con le parole: “Venite a me e io vi ristorerò” con la Passione dell’Amore di Dio. È il ristoro della Carità in ogni situazione. Rende più attivi secondo Dio. I santi, esempio di “ascolto e vita in Cristo”, sono più attivi di prima, come Pietro e compagni che tornano a pescare: portano l’Amore in ogni situazione umana. Sanno discernere il progetto di Dio. Vedono l’essenziale, gustano l’intimità: il riposo di Dio all’inizio, come nella pienezza dell’opera, quando Dio riposa il settimo giorno del compimento. Ma la passione dell’amore di Dio si rivela perfetta in Cristo risorto che appare ai discepoli riempiendoli di gioia. Il riposo definitivo di Dio e degli uomini però sarà quando in tutti si realizzerà la passione dell’amore di Dio: la condivisione degli interessi di tutti. Un «riposo» per l’opera compiuta, per la pienezza del progetto, per la vera pace che attraversa tutte le cose, e rivela il senso, lo splendore nascosto: rivela la «passione» di Dio che tocca i cuori degli uomini, li converte al suo splendore.
Prima lettura, AT (nel Tempo Pasquale: Atti degli Apostoli).
– Salmo responsoriale: Tu sazi la fame di ogni vivente (Sal 144,8-9.15-16.17-18). In persona di Gesù l’assemblea acclama il Padre: Pieno di misericordia e ricco di grazia, o Dio, tu espandi la tua bontà su tutte le creature. Tutti sperano in te, ed tu nutre tutti con generosità al momento giusto. – Il Signore è vicino a quanti lo cercano con cuore sincero.
– Seconda lettura: l’Apostolo descrive il nuovo cristiano. È cosciente che niente può separarlo dall’amore di Dio. San Paolo ha avuto il dono di provare la passione di Dio. Dice allora per l’esperienza di tutta la sua vita: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Né le forze delle altezze né quelle della profondità, né il bene né il male, né alcuna creatura”. Niente può separarci dall’amore del Signore. Nonostante ogni genere di avversità, noi siamo già vincitori perché uniti a Colui che ha vinto la morte. Nessuna creatura, per quanto superiore e potente, nessun evento al mondo è in grado di sottrarci all’amore di Dio verso di noi, quale si è manifestato in Cristo Gesù Signore nostro.
3°. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI: per la celebrazione e per le necessità di altri.
Ora «Gesù prende pane e calice» dalla comunità riunita e dilatata verso tutti, specie i bisognosi.
– Rispondiamo alla parola con la Professione di fede (Credo), e con la Preghiera dei fedeli: esercitiamo il nostro ministero sacerdotale, pregando per tutti. Ci hai detto: “Porgete l’orecchio, ascoltate e voi vivrete”. Aprici cuore e mente perché siamo comunità attenta al tuo volere, partecipe della tua passione di amore verso tutti. Ci hai detto: “Nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio”. Rendici forti in ogni situazione perché nulla ci sia più caro di Cristo, rivelatore del tuo amore. Ci hai detto: “Date loro voi stessi da mangiare”. Fa che annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell’attenzione e nel servizio degli altri. Ci hai detto: “Tutti mangiarono e furono saziati”. Sazia tu, o Dio, le profonde esigenze divine che hai posto in tutti gli uomini.
La presentazione dei doni esprime la nostra disponibilità ad essere luogo riservato a te con il tuo aiuto: “Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
4°. LITURGIA EUCARISTICA. Noi in Cristo rispondiamo al Padre:
– lo «ringraziamo e benediciamo» in Gesù, – che diviene vero Pane, – si offre, – intercede, – loda..
Ringraziamo e benediciamo in Gesù.
– Ringraziamo per la storia di compassione di Dio Padre che Gesù ci ha rivelato in tutta la sua vita terrena, e continua a rivelarci nella nostra esistenza. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: nella sua compassione manifesti la tua straordinaria bontà paterna. Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa e tu provvedi loro il cibo a suo tempo. Tu apri la tua mano e sazi la fame materiale e spirituale di ogni vivente: benedizione che scende da te, o Dio, alle tue creature, in Cristo. Ogni vivente ti benedice, ti rende grazie e ti dà gloria: benedizione che sale dalle creature a te, loro Creatore, in Cristo, o Padre.
Gesù diviene il vero Pane.
– In un contesto di sofferenza Gesù in comunione con il Padre manifesta e comunica con gioia in gesti e parole la sua compassione per noi. La solitudine di Gesù lo avvicina alla solitudine e alla miseria della folla. Ne ha profonda compassione. Ora si rende presente e ha compassione di noi. Il sacerdote in persona di Gesù «invoca» («Epiclesi» = invocazione) lo Spirito Santo sui doni, offerti da noi perché vengano consacrati: trasformati da beni materiali in beni Spirituali, cioè in corpo di Cristo donato, in cambio del nostro tradimento, per le sue «viscere di misericordia». Al centro della messa Gesù parla e agisce, come quella sera, tramite te rappresentato dal sacerdote celebrante: “Questo è il mio corpo donato e il mio sangue versato”, “fate questo in memoria di me”, “chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha in sé la vita”, e come io amo voi, così ora puoi amare anche tu: puoi dare te stesso da mangiare, sei coinvolto nel mistero della mia Passione. La liturgia celeste diventa in te liturgia feriale: il Padre rende fecondo il minimo gesto della tua esistenza quotidiana vissuta in me. Con tutto te stesso vieni da me, io so valutare l’obolo della vedova più che le tante monete d’oro dei ricchi. Prendo il tuo poco, chiesto in prestito, alzo gli occhi al Padre, rendo grazie, ti ridòno me stesso. Alla messa tu presenti a me il tuo umano, e io ti do il mio divino: scambio mirabile di amore! Il Padre ha la precedenza. Io lo manifesto. – Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare l’opera di Gesù nel mondo e compiere ogni santificazione: in mezzo a noi è Gesù che rivela la tua compassione, o Padre, tramite noi, tuoi figli, suoi fratelli.
Gesù offre se stesso.
– Gradito al Padre nello Spirito Santo, Gesù è vittima immacolata per la compassione che associa a sé l’umanità. Possiamo dire quindi: In noi, Padre, si offre a te Gesù; egli trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita. Per questo preghiamo ancora il Padre, e invochiamo lo Spirito Santo sull’assemblea. “Noi ti preghiamo umilmente: per la comunione al corpo e sangue di Cristo, lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo”. È la seconda «invocazione» dello Spirito Santo o «Epiclesi», che scenda e trasformi l’assemblea, come ha trasformato pane e vino in Cristo. I cristiani “dalle città” seguono Gesù, vanno per tempo alla messa, vanno cioè dal Signore con fame di lui, bramosi di saziarsi, non di pane umano, ma di ogni parola che esce dalla sua bocca, portano a lui la fame e la sofferenza della gente incontrata nel vivere feriale della settimana: portano quanti cercano vita, senso, gioia e speranza di sopravvivere; i cristiani presentano al Signore questa folla e sono inviati dal Signore alla stessa folla con la sua divina Compassione che coinvolge e rende ciascuno responsabile verso tutti.
Gesù intercede.
– «Intercessioni»: per tutti. Nella persona del sacerdote che presiede l’assemblea, Gesù intercede per tutta l’umanità. Tutti, Padre, accogli in Cristo: egli ha compassione e sazia tutti i «cinquemila» uomini, con le loro donne e bambini. Gesù non rimanda nessuno a mani vuote. Provvede a tutto per tutti. I suoi fedeli imparano ad andare da lui, che rende i nostri pensieri di bene per gli altri sempre efficaci: Gesù prende noi con i nostri piccoli doni e si pone fra il Padre e la folla. Senza di noi Gesù non fa nulla; con i nostri piccoli doni, per esempio con un pasto di poveri condiviso, cioè con i doni fatti nella carità, Gesù interviene e sazia le folle, non solo nel corpo ma anche nello spirito: non solo i vivi, ma anche di defunti. Impariamo con i discepoli a superare i nostri sentimenti, a cercare gli autentici valori della vita; in particolare impariamo a presentarci a Gesù che ci fa strumenti della sua compassione.
Gesù loda.
– Dossologia finale. È l’esplosione di tutti i sentimenti. In persona di Gesù il sacerdote con il popolo da’ «piena glorificazione» al Padre. Tutti acclamiamo: Amen! Con piena adesione all’amore, alla lode, al dono che Gesù fa di se stesso unendo a sé noi tutti. A te, Padre, ogni onore e gloria, dalle folle fatte degne dell’eredità eterna dalla tua bontà.
5°. RITI DI COMUNIONE. In Cristo siamo un solo corpo, un pane di vita per tutti.
– Insieme a Gesù diciamo: “Padre nostro”! Quale padre può ignorare la supplica di clemenza dei suoi figli? Tu ci esaudirai prontamente! «Liberaci, o Signore», in particolare dal male di non sentirci sicuramente amati da te. Il tuo condono ci spinge a vivere e a far vivere felici. Solo il tuo saluto, Gesù: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, ci dà pace e ci muove a scambiarci reciprocamente la tua pace. Tu rompo ogni tuo particolare interesse per essere a mio, a nostro servizio, come una mamma, un papà che prende su di sé ogni affanno del figlio, del fratello (Frazione del pane). “Agnello di Dio, abbi pietà di noi, dona a noi la pace” della passione di Dio.
Alla fine della messa tu ci mandi in pace: a glorificare il Signore, a diventare segno della tua presenza, distribuendo la tua Passione alla folla che ci sta intorno. Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente, per mezzo nostro: “Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo e rendilo degno dell’eredità eterna. Per Cristo nostro Signore”.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La Compassione:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
compassione, dei discepoli per la folla affamata;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
compassione, di Dio per Israele bisognoso;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
compassione, di Gesù in disparte con il Padre.
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
compassione, di Gesù donata ai suoi discepoli.
completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
compassione, del Padre in Gesù per tutta l’umanità.
Preghiamo:
O Padre, che nel Signore Gesù ci rivolgi l’invito: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò”; apri la tua mano e sazia ogni vivente. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).