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17/07/2005 – T. ORDINARIO – ANNO A – 16 DOMENICA – 2005

Preparazione alla celebrazione della messa.

16ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno A – 17 Luglio 2005

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome].
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).

TESTI e MEDITAZIONE

Antifona d’IngressoSal 53,6.8
Ecco, Dio viene in mio aiuto,
il Signore sostiene l’anima mia.
A te con gioia offrirò sacrifici
e loderò il tuo nome, Signore, perché sei buono.

Colletta
Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore, e donaci i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Anno A:
Ci sostenga sempre, o Padre, la forza e la pazienza del tuo amore; fruttifichi in noi la tua parola, seme e lievito della tua Chiesa, perché si ravvivi la speranza di veder crescere l’umanità nuova, che il Signore al suo ritorno farà splendere come il sole nel tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo.. .

Prima Lettura Sap 12, 13. 16-19
Tu concedi la possibilità di pentirsi dei peccati.

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA
Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose,
perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto.
La tua forza infatti è principio di giustizia;
il tuo dominio universale ti rende indulgente con tutti.
Mostri la forza se non si crede nella tua onnipotenza
e reprimi l’insolenza in coloro che la conoscono.
Tu, padrone della forza, giudichi con mitezza;
ci governi con molta indulgenza,
perché il potere lo eserciti quando vuoi.
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
che il giusto deve amare gli uomini;
inoltre hai reso i tuoi figli pieni di dolce speranza
perché tu concedi dopo i peccati la possibilità di pentirsi.

Salmo Responsoriale Dal Salmo 85
TU SEI BUONO, SIGNORE, E CI PERDONI.

Pietà di me, Signore, a te grido tutto il giorno.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce della mia supplica.

Tutti i popoli che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, o Signore,
per dare gloria al tuo nome;
grande tu sei e compi meraviglie: tu solo sei Dio.

Signore, Dio di pietà, compassionevole
lento all’ira e pieno di amore, Dio fedele,
volgiti a me e abbi misericordia.

Seconda Lettura Rm 8, 26-27
Lo Spirito intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.

Canto al Vangelo Cf Mt 11,25
ALLELUIA, ALLELUIA.
Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli.
ALLELUIA.

Vangelo Mt 13, 24-43
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.

DAL VNAGELO SECONDO MATTEO
[ In quel tempo, Gesù espose alla folla una parabola: «Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio». ]
Un’altra parabola espose loro: «Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami». Un’altra parabola disse loro: «Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti».
Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole, perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: “Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste” fin dalla fondazione del mondo.
Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno, e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda.

Sulle Offerte
O Dio, che nell’unico e perfetto sacrificio del Cristo hai dato valore e compimento alle tante vittime della legge antica, accogli e santifica questa nostra offerta come un giorno benedicesti i doni di Abele, e ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla Comunione Sal 110,4-5
Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
buono è il Signore e misericordioso,
egli dà cibo a coloro che lo temono.

Oppure: Ap 3,20
«Ecco, sto alla porta e busso» dice il Signore.
«Se uno ascolta la mia voce e mi apre,
io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me».

Oppure: Cf Mt 13,38.43
Il buon seme sono i figli del regno,
che alla fine splenderanno come il sole.

Dopo la Comunione
Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fà che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

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MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
La sua Parola alla Comunione (Ant.Com.) attua il messaggio dei testi biblici (vedi “meditazione” del 21/07/2002).
Il messaggio della Parola ispira e attua i vari momenti della Celebrazione e della vita (vedi «criteri di meditazione» 15/08/2005).

Messaggio: LA ZIZZANIA CRESCE CON IL GRANO BUONO, E PUÒ DIVENTARE GRANO BUONO
PER L’AMORE E LA PAZIENZA DELLO STESSO GRANO BUONO,
LE È DATO ANCHE DI TRASFORMARE ALTRA ZIZZANIA IN GRANO BUONO.
LO SPIRITO PREGA IN NOI E FA TUTTO QUESTO.

1°. RITI D’INTRODUZIONE:
– Siamo un’assemblea di persone ex-zizzania coscienti di essere passate dalla decadenza del peccato alla vita nuova per merito di Gesù Cristo e di tutte le sue membra con lui, già divenute «grano buono». Ora cantiamo al Signore tutta la nostra gioia e fiducia di giungere alla «pienezza» della vita nuova celebrando l’eucaristia, e ciascuno vi partecipa dicendo: Ecco, Dio viene in mio aiuto, il Signore sostiene l’anima mia nel proseguire il mio cammino di perfezionamento. A te, Padre, con gioia offrirò sacrifici, unito al mio Signore Gesù tuo Figlio che mi associa al suo sacrificio in questa messa e loderò il tuo nome, Signore, perché sei buono.
– Segno di croce e Saluto. Slancio a rinnovare il battesimo, che ci ha fatti buon grano, e il saluto fra persone riunite dalla grazia battesimale, si ripetono spontanei, consapevoli della bontà inalterata di Dio e del nostro limite.
– Atto penitenziale o Aspersione dell’acqua benedetta. Sgorga spontanea allora anche la supplica: Signore, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza; così c’insegni ad amare gli uomini, e ci riempi di dolce speranza, perché dopo i peccati ci concedi la possibilità di pentirci. Abbi pietà di noi, aumenta in noi mitezza, indulgenza, amore, speranza, pentimento. Signore, pietà.
– (Gloria), colletta, con l’Amen della partecipazione dei fedeli: Ci sostenga sempre, o Padre, la forza e la pazienza del tuo amore; la tua parola, seme e lievito della tua Chiesa, fruttifichi in noi, ravvivi la speranza, cresca l’umanità nuova. In questa Eucaristia e al suo ritorno il Signore Gesù ci faccia splendere come il sole nel tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

2. LITURGIA DELLA PAROLA:
Oggi si attua in voi questa Scrittura che avete udita con i vostri orecchi, dice Gesù. Richiamiamo allora «questa scrittura», per riconoscere e accogliere ciò che si attua in noi.

– Canto al Vangelo e Vangelo: Gesù, uomo perfetto, è compimento di ogni promessa. L’assemblea di persone riunite benedice Dio Padre con le parole stesse di Gesù: “Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli”.
Vangelo. Matteo (13,24-43). Si hanno altre parabole e un’altra versione della semina, cioè della Parola: i piccoli, come Gesù, non hanno niente in proprio. Tutto ricevono in dono dal Padre. Il Grano buono riceve in dono anche di crescere con la zizzania. È Grano piccolissimo ma poi grande da alloggiare uccelli o la stessa zizzania. È capace di fermentare tutta l’umanità, come un pizzico di lievito tutta la pasta. Ecco la storia del regno di Dio nel mondo. Il «Seme buono» cresce con la zizzania, il «regno dei cieli» cioè l’intervento salvifico di Dio a favore dell’umanità è campo buono, ma invaso dal male. Alla fine la bontà vince. Gesù è il regno di Dio apparso sulla terra. Insignificante: uomo umile, mite, povero, incompreso, contestato, ostacolato, inchiodato alla croce. Affida il suo regno a un gruppo di ritardati nel cuore, che si dileguano di fronte al pericolo. Ma spirando Gesù effonde lo Spirito Santo, si sprigiona in pienezza la forza del regno. Chi l’avrebbe sospettato? Piccolissimo seme caduto in terra, morto, rinasce albero gigantesco che invade l’universo. Esempio concreto: Scribi e farisei si siedono sulla cattedra di Mosè. Fate quel che dicono, non fate quel che fanno, dispone Gesù, anziché prendere altri provvedimenti. E i discepoli lo seguono. Criterio che vale per ogni situazione. Dio è il padrone. A lui solo il giudizio finale.
I piccoli, i servi fedeli, hanno i sentimenti che Dio stesso ha posto in loro, facendoli passare in antecedenza da zizzania a grano buono, dalla decadenza del peccato alla vita nuova, e ora in questa Eucaristia ci fa crescere. Alla fine siamo il raccolto per i granai del Regno, i «figli del Regno» che splenderanno come il sole nel regno del Padre. Questi piccoli allora, senza niente in proprio, non sono fallimentari; custodiscono gelosamente il grano buono ricevuto dallo Spirito alla Comunione: l’amore, la pazienza, la gioia di Dio. Sono segni grandissimi questi, ma appaiono piccoli agli occhi del mondo che vuole tutto e subito a scapito degli altri, senza la pazienza dell’amore per la crescita degli altri. Questi piccoli sono come un granello di senapa che diventa un grande albero: È Gesù, il grande Re con il corpo di tutti i suoi, dimora sicura degli uccelli, cioè di tutti gli uomini. Ancora: Gesù con l’umanità che si è preso su di sé, è come il lievito, pasta andata a male, trasformata in bene con la sua pasqua, resa capace di fermentare una grande massa di farina, tutta l’umanità, per il regno. Queste sono realtà divine disposte da sempre per noi. È il senso della storia.

– Prima lettura (Sapienza 12,13.16-19). Riconosciamo quindi dall’esperienza della storia il Signore unico Dio, provvidente e buono, paziente e giusto, indulgente verso tutti. Sovrano mite, longanime, Dio non abusa mai della sua onnipotenza, ma si manifesta forte a chi non lo riconosce perché gli resiste o a chi lo riconosce ma non accoglie il suo stile di vita. Da questo sappiamo come il Signore vuole comportarsi in noi e tramite ciascuno di noi verso gli altri: con mitezza e forza come lui. E, se abbiamo mancato, sappiamo che lo Spirito di Dio è qui per aiutarci nel nostro cammino verso la pienezza della vita nuova.

– Salmo responsoriale (Salmo 85,5-6.9-10.15-16). In persona di Gesù l’assemblea acclama il Padre:
Tu sei buono, Signore, sei clemente, sempre perdoni chiunque ti invoca con sincerità. Tutte le nazioni verranno ad adorarti come loro Creatore, e ti riconosceranno come unico Dio, grande e paziente nell’amore, operatore di prodigi. A te, unico Signore, misericordioso e longanime, Dio di verità, si rivolge ora la nostra supplica, fatti voce di Gesù per noi e per tutti.

– Seconda lettura (Romani 8,26-27): l’Apostolo descrive la situazione dei nuovi cristiani. Lo Spirito intercede per noi. Nemmeno sappiamo che cosa e come pregare; ma è lo stesso Spirito che prega nel cuore del credente (cf. Gal 4,6; Rom 8,15; 8,26-27), venendo incontro alla nostra debolezza, senza tuttavia annullare la nostra volontà. Lo Spirito prega «gemendo in modo indicibile» e intercede presso il Padre «per i santi», ossia i battezzati. Il gemito dello Spirito però è di chi si fa solidale, non di chi è schiavo. Lo Spirito si fa interprete del gemito dell’uomo e presenta tutto a Dio. Se ne fa carico, e intercede sapendo esprimere a Dio la situazione dell’uomo con parole adeguate a Dio. Lo Spirito è soffio di vita che abita nell’uomo, ne conosce il cuore e riconosce i bisogni più intimi e veri. Come Spirito di Dio poi conosce ciò che Dio vuole, e può chiedere ciò che l’uomo non può. Così lo Spirito viene incontro alle aspirazioni profonde dell’uomo, al suo bisogno di salvezza, si fa suo intercessore, lo porta con sé davanti al Dio della vita.

3. RITI DI PRESENTAZIONE DEI DONI:
– Abbiamo sentito dalle letture e dall’omelia ciò che Gesù, unico seme buono, ha compiuto in se stesso e gli abbiamo aderito con il credo. Ora lo attua in noi con somma pazienza di amore.
– Preghiera dei fedeli. Preghiamo perché il suo progetto si attui in tutti: come popolo di Dio esercitiamo il nostro ministero sacerdotale.
– Presentazione dei doni. Alle parole uniamo i gesti: presentiamo pane, vino, acqua, con canto e incensazione, a offerte, croce, altare, ministro, assemblea. I Doni per il sacrificio esprimono la nostra disponibilità ad accogliere il Signore mite e paziente che vuole continuare a operare in noi. Gesù li prenderà per il dono di se stesso come alla sua ultima cena. Anche i fedeli rappresentati da questi doni si trasformano sempre più in Cristo paziente nell’amore. Questo comporta attenzione verso gli altri con aiuti concreti, materiali, accompagnati dalla preghiera di Gesù stesso al Padre per bocca del sacerdote:
– Orazione sulle offerte, e AMEN, con cui tutto il popolo oggi esprime il suo profondo intento di servire il Signore Gesù, buono e misericordioso verso tutti: O Dio, che nell’unico e perfetto sacrificio del Cristo hai dato valore e compimento alle tante vittime della legge antica, accogli e santifica questa nostra offerta come un giorno benedicesti i doni di Abele, e ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore, giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

4°. LITURGIA EUCARISTICA:.
Ringraziamo e benediciamo il Padre in Gesù.
All’invito: “In alto i vostri cuori”, rispondiamo: “Sono rivolti al Signore”, e balziamo in piedi per lasciarci unire da Cristo che magnifica le opere di Dio e offre l’unico ed eterno suo sacrificio. Inizia la Preghiera Eucaristica, culmine di tutta la celebrazione.
– Prefazio – ringraziamento (= eucaristia): per la storia salvifica di Gesù richiamata al centro del prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: egli è la tua parola vivente, il seme e il lievito della chiesa, dell’umanità. Tu hai fatto ogni cosa con sapienza e amore. Tu non hai abbandonato l’uomo in potere della morte. Molte volte tu hai offerto agli uomini la tua alleanza. Hai tanto amato il mondo da mandare a noi il tuo unico Figlio. Egli si consegnò volontariamente alla morte.
– Santo. Con timor di Dio come Isaia cantiamo: “Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo”, e con palme come i bambini di Sion osanniamo: “Benedetto Colui che viene nel nome del Signore”.
Gesù, buon grano seminato o mandato dal Padre sulla terra, viene perché abbiamo la vita senza fine: ci ama quando siamo ancora nemici. Sei davvero paziente nell’amore: ci lasci crescere insieme a te.

Gesù diviene il vero Pane.
– Prima «Epiclesi» o «invocazione» dello Spirito Santo: sui doni, offerti perché vengano consacrati. Ora, Padre, manda lo Spirito a perfezionare la sua opera nel mondo e compiere ogni santificazione: a rendere presente Gesù per la forza potente del tuo amore. Tutto è tuo, tutto tu governi, e tutto ami.
– Racconto dell’Istituzione e Consacrazione: con parole e gesti di Gesù nell’ultima Cena. La messa ricalca parole e gesti di Gesù, 1) nella Presentazione dei doni, 2) nella preghiera eucaristica con ringraziamento e consacrazione, 3)nella frazione del pane per la comunione. Ci presentiamo piccoli poveri, limitati alla messa, e celebriamo ciò che Dio ha fatto: “Fate questo in memoria di me”.

Gesù offre se stesso.
– Ricordo (Anamnesis): della passione, morte, risurrezione, ascensione e missione dello Spirito Santo. Opera completa di Dio in Gesù che dichiara all’inizio della Passione: “Ho tanto desiderato magiare questa pasqua con voi!”; e alla fine spirando effonde su di noi lo stesso suo Spirito. Sono i motivi di ringraziamento da parte della chiesa che fin dal prefazio riconosce i suoi limiti: Noi ti offriamo pane e vino, canta, e tu in cambio ci doni te stesso. – Nella messa confrontiamo il nostro modo di fare con quello di Dio. Constatiamo che Dio vede in grande, oltre l’immediato. Ci fa entrare nel suo regno, con le dimensioni immense della sua storia. Sempre paziente! Fa anche noi.
– Offerta: gradito al Padre nello Spirito Santo, Gesù è vittima immacolata che si associa l’umanità. Possiamo dire: In noi, Padre, si offre a te Gesù, e ravviva in noi la speranza del tuo regno. Alla fine fa splendere come il sole nel regno del Padre nostro noi che lo consegniamo, mentre lui si consegna.
– Seconda «Epiclesi» o «invocazione» dello Spirito Santo, sull’assemblea: Per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito santo ci riunisca in un solo corpo. Gesù qui per l’unità fra noi.
Gesù, strumento: in funzione della comunione fra noi. Manda dal Padre lo Spirito per l’unità nostra.

Gesù intercede.
– «Intercessioni»: per i vivi, per i defunti, per i celebranti. Nella persona del sacerdote che presiede l’assemblea, Gesù intercede per tutta l’umanità. Tutti, Padre, accogli in Cristo, quanti siamo trasformati da lui, fatti passare dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova, dal peccato alla possibilità di pentirsi, alla ricchezza del tuo perdono, ricevuto e partecipato.

Gesù loda.
– Dossologia finale. È l’esplosione di tutti i sentimenti. In persona di Gesù il sacerdote con il popolo da’ «piena glorificazione» al Padre.
– AMEN. Alla fine l’assemblea interviene aderendo pienamente alla lode, e amore e sacrificio di Gesù che la fa sua sposa tutta splendente. A te, Padre, ogni onore e gloria, dall’umanità splendente per Cristo nel tuo regno.

5. RITI DI COMUNIONE:
– Padre nostro. Nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi; in lui possiamo dire: Padre nostro, liberaci da ogni male, in particolare dal non riconoscerti Signore.
– Dono della pace: preghiera, annuncio, scambio. Frazione del pane. Litania: “Agnello di Dio…”.
Rendi attenti i nostri cuori alla tua parola. Aiutaci a comprendere ciò che è buono e giusto, perché diventiamo coeredi della città eterna, dove tu infinitamente grande attendi noi e ci fai tuoi familiari.
– Processione, canto, Silenzio di ringraziamento: alla comunione la Parola si realizza pienamente! Il corpo di Gesù è il seme che produce in noi i frutti di vita divina, anzi ne è viatico, caparra, anticipo gratuito.
– Orazione dopo la comunione. La nostra mente e il nostro cuore sono rivolti dallo Spirito ai fratelli e alla casa del Padre: “Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fà che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore. Amen.
– Saluto e Benedizione, con la risposta dell’assemblea: “Rendiamo grazie a Dio”. La forza dell’Eucaristia aumenta la nostra comunione con Dio, aumenta la grazia, la vita nuova, la comunione con tutti: la zizzania è trasformata in grano dallo stesso Dio che dalla terra ha formato l’uomo, determinato a divenire un solo corpo in Cristo.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, La crescita:
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque momenti (v. LG 2):

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
la crescita, per la potenza del seme;

figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza
la crescita, per la potenza del Dio d’Israele;

compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
la crescita, per la potenza del Verbo nell’uomo Gesù.

manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
la crescita, per la potenza dello Spirito nella chiesa.

completa, alla fine, nella gloria della Trinità.
la crescita, per la potenza dello Spirito in ogni uomo.

Preghiamo:
Padre, che hai rivelato ai piccoli i misteri del regno dei cieli; fa’ che il tuo popolo ti benedica in eterno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).