20/03/2005 – QUARESIMA – ANNO A – 6 DomPalme – 2005
20 marzo 2005 – DOMENICA DELLE PALME o DI PASSIONE – Anno A.
Preparazione alla celebrazione della messa – TESTI e MEDITAZIONI.
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù!
Donaci di ascoltare la sua parola nell’assemblea dei fedeli (cfr PCFP, 13); tu ci metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto).
T E S T I della DOMENCA DELLE PALME o DELLA PASSIONE – Anno A
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Antifona d’Ingresso Sal 23,9-10
Sei giorni prima della solenne celebrazione della Pasqua, quando il Signore entrò in Gerusalemme, gli andarono incontro i fanciulli: portavano in mano rami di palma, e acclamavano a gran voce:
Osanna nell’alto dei cieli:
Gloria a te che vieni,
pieno di bontà e di misericordia.
Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.
Chi è questo re della gloria?
Osanna nell’alto dei cieli:
Gloria a te che vieni,
pieno di bontà e di misericordia.
Colletta
O Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fà che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione. Egli è Dio.. .
Prima Lettura Is 50,4-7
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare deluso (terzo canto del Servo del Signore).
Dal libro del profeta Isaia
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da iniziati,
perché io sappia indirizzare allo sfiduciato una parola.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come gli iniziati.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il dorso ai flagellatori,
la guancia a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto confuso,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare deluso.
SALMO RESPONSORIALE Dal Salmo 21
Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?
Mi scherniscono quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si è affidato al Signore, lui lo scampi;
lo liberi, se è suo amico» .
Un branco di cani mi circonda,
mi assedia una banda di malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei piedi,
posso contare tutte le mie ossa.
Si dividono le mie vesti,
sul mio vestito gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, accorri in mio aiuto.
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi che lo temete,
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,
lo tema tutta la stirpe di Israele.
Seconda Lettura Fil 2,6-11
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio l’ha esaltato.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Cristo Gesù, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore,
a gloria di Dio Padre.
Canto al Vangelo Fil 2,8-9
Gloria e lode a te, o Cristo!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,
e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.
Gloria e lode a te, 0 Cristo!
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo.
Vangelo Mt 26,14-27,66
La passione del Signore
Indicazioni per la lettura dialogata: = Gesù; C = Cronista; P =Popolo
Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?
C In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: P «Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?» . C E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.
Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?
Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: P «Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?» . C Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli» . C I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Uno di voi mi tradirà.
Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: † «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà» . C Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: P «Sono forse io, Signore?» . C Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!» . C Giuda, il traditore, disse: P «Rabbì, sono forse io?» . C Gli rispose: «Tu l’hai detto».
Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue.
C Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: † «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo» . C Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio» .
C E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi
Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge.
Allora Gesù disse loro: «Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”, ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea» .
C E Pietro gli disse: P «Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai» . C Gli disse Gesù: «In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte» . C E Pietro gli rispose: P «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò» . C Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli.
Cominciò a provare tristezza e angoscia.
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare» . C E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me» . C E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!» .
C Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole» . C E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà» . C E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina».
Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono.
C Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: P «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!» . C E subito si avvicinò a Gesù e disse: P «Salve, Rabbì!» . C E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!» . C Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?» . C In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Siete usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti» . C Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.
Vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio.
Or quelli che avevano arrestato Gesù, lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale già si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la conclusione.
I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte; ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: P «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni» . C Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: P «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?» . C Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: P «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio» . «Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo» .
C Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: P «Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?» . C E quelli risposero: P «E’ reo di morte!» . C Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano, dicendo: P «Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?».
Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte.
C Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: P «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!» . C Ed egli negò davanti a tutti: P «Non capisco che cosa tu voglia dire» . C Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: P «Costui era con Gesù, il Nazareno» . C Ma egli negò di nuovo giurando: P «Non conosco quell’uomo» . C Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: P «Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!» . C Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: P «Non conosco quell’uomo!» . C E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte» . E uscito all’aperto, pianse amaramente.
Consegnarono Gesù al governatore Pilato.
Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire. Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: P «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente» . C Ma quelli dissero: P «Che ci riguarda? Veditela tu!» . C Ed egli, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: P «Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue» . C E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri.
Perciò quel campo fu denominato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d’argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.
Sei tu il re dei Giudei?
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l’interrogò dicendo: P «Sei tu il re dei Giudei?» . C Gesù rispose «Tu lo dici» . C E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva nulla.
Allora Pilato gli disse: P «Non senti quante cose attestano contro di te?» . C Ma Gesù non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia del governatore.
Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta. Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba. Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: P «Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?» . C Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: P «Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua» . C Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò: P «Chi dei due volete che vi rilasci?» . C Quelli risposero: P «Barabba!» . C Disse loro Pilato: P «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?» . Tutti gli risposero: P «Sia crocifisso!» . C Ed egli aggiunse: P «Ma che male ha fatto?» . C Essi allora urlarono: P «Sia crocifisso!» .
C Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: P «Non sono responsabile (disse) di questo sangue; vedetevela voi!» . C E tutto il popolo rispose: P «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli» . C Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.
Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: P «Salve, re dei Giudei!» . C E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.
Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.
Insieme con lui furono crocifissi due ladroni.
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui. Giunti a un luogo detto Golgota, che significa luogo del cranio, gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: «Questi è Gesù, il re dei Giudei» . Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: P «Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!» . C Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: P «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. E’ il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!» . C Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo.
Elì, Elì, lemà sabactàni?
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?» , C che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» . C Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: P «Costui chiama Elia» . C E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: P «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!» . C E Gesù, emesso un alto grido, spirò.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: P «Davvero costui era Figlio di Dio!» .
C C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.
Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo depose nella sua tomba nuova.
Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria.
Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete.
Il giorno dopo, che era quello successivo alla Parascève, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell’impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: E’ risuscitato dai morti. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!» . C Pilato disse loro: P «Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete» . C Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia.
Sulle Offerte
Dio onnipotente, la passione del tuo unico Figlio affretti il giorno del tuo perdono; non lo meritiamo per le nostre opere, ma l’ottenga dalla tua misericordia questo unico mirabile sacrificio. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Egli, che era senza peccato,
accettò la passione per noi peccatori
e, consegnandosi a un’ingiusta condanna,
portò il peso dei nostri peccati.
Con la sua morte lavò le nostre colpe
e con la sua risurrezione
ci acquistò la salvezza.
E noi, con tutti gli angeli del cielo,
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua lode: Santo, Santo, Santo il Signore .. .
Antifona alla Comunione Mt 26,42; cf Mc 14,36; Lc 22,42
«Padre, se questo calice non può passare
senza che io lo beva,
sia fatta la tua volontà».
Dopo la Comunione
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi santi doni, e con la morte del tuo Figlio ci fai sperare nei beni in cui crediamo, fà che per la sua risurrezione possiamo giungere alla meta della nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.
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LA PAROLA A PAROLE MIE
Rielaborazione sulle letture della Messa di Domenica 20 Marzo 2005.
E’ la Domenica delle Palme. E la parola-chiave delle letture è:
LA PALMA DEL CAMPIONE !
COMMEMORAZIONE DELL’INGRESSO DI GESÙ A GERUSALEMME.
VANGELO (Mattèo 21,1-11)
Gesù era ormai arrivato alle porte di Gerusalemme, dove lo stavano aspettando i sommi sacerdoti, carichi di cattiveria. Decise allora di entrare in città su di un asinello, in segno di umiltà. Così disse ai suoi discepoli di cercarne uno in prestito: e quelli lo trovarono subito. La gente di Gerusalemme infatti non era come i suoi sacerdoti: gli fecero una grande festa. Vedendolo passare molti distesero a terra i loro mantelli, in segno di sottomissione. Tutti gridavano felici: “Viva Gesù! Viva il nostro re!”. E lo osannavano, agitando PALME. Insomma, Gerusalemme lo accolse come un re, un liberatore, un CAMPIONE!
ANTIFONA I (Salmo 23)
Il Signore, che ha creato tutte le cose, ora entra nella nostra città: viene a liberarci. Aprite le porte delle vostre chiese: fatelo entrare. Osannatelo e fategli una grande festa. E’ venuto a salvare chi ha il cuore sincero, ad aiutare chi è buono. Alzate le vostre porte e fatelo entrare. E’ Lui il nostro re: il nostro CAMPIONE!
ANTIFONA II (Salmo 46)
Tutti i popoli saranno pieni di gioia e batteranno le mani al Signore. Lui è il re di tutte le nazioni: le governa con giustizia e saggezza. Ringraziatelo ed amatelo sempre. E’ Lui il nostro CAMPIONE: il nostro liberatore!
MESSA DELLA PASSIONE
PRIMA LETTURA (Isaia 50,4-7)
Dice il profeta Isaia: “Il Signore mi ha dato coraggio: non mi sono tirato indietro. Tutti mi aggredivano, ma io non sono scappato. Mi prendevano in giro, ma la mia faccia non ha fatto una piega. Ho affrontato la situazione, con la forza di un CAMPIONE. Ho stretto i denti: ho tenuto duro!”.
SALMO RESPONSORIALE (Salmo 21,8-9.17-24)
Tutti erano contro di me: mi prendevano in giro. Come cani, erano pronti a sbranarmi. Già mi avevano spogliato, legato, e si erano divisi i miei vestiti. Ero come un CAMPIONE messo alle corde. E dicevo: “Dio mio, Dio mio!”. Allora tu, Signore, mi hai strappato dalle loro grinfie. Non smetterò mai di ringraziarti: sei Tu la mia salvezza!
SECONDA LETTURA (dalla lettera di Paolo ai Filippesi 2,6-11)
Pur essendo Figlio di Dio, Gesù accettò di diventare uomo. E per salvarci accettò la morte: una morte terribile. Per questo Dio l’ha osannato: è stato proprio un CAMPIONE di umiltà e coraggio!
VANGELO FORMA BREVE (Mattèo 27,11-54)
I sommi sacerdoti, non potevano emanare sentenze di morte: allora decisero di consegnare Gesù alle autorità civili, per farlo giustiziare da loro. Lo trasferirono quindi, di prima mattina, in casa di Ponzio Pilato, il governatore romano.
Glielo portarono, dicendo: “Merita la morte: è un rivoluzionario. Afferma di essere il re degli ebrei. Quello che ci libererà da voi romani!”. Allora Pilato chiese a Gesù: “E’ vero quello che dicono? Che sei il re degli ebrei?”. Gesù rispose: “Sì, lo sono”. Non si tirò indietro: non ebbe paura di dire la verità. Era davvero un CAMPIONE di coraggio!
Pilato comunque sapeva che Gesù non era un re di questo mondo: e quindi non rappresentava un pericolo per Roma. Ma i sommi sacerdoti insistevano, inventando ogni genere di accusa contro di Lui. Gesù però non rispondeva. Allora Pilato gli disse: “Perchè non ti difendi?”. Ma Gesù continuava a stare zitto. Che senso ha rispondere a chi non vuol sentire? Quel silenzio era molto più eloquente di mille parole. Gesù era davvero un CAMPIONE di eloquenxa!
Pilato sapeva che i sacerdoti lo avevano arrestato per invidia, ma non voleva mettersi contro di loro. Allora pensò: “Facciamo decidere il popolo!”. Ogni anno il governatore romano faceva un piccolo regalo di Pasqua alla popolazione, liberando un prigioniero politico. Quell’anno la scelta sembrava orientata verso un certo Barabba, un delinquente che aveva commesso una strage di romani. Non era certo un CAMPIONE di onestà!
Pilato sapeva che Gesù era molto amato dalla gente. Allora disse: “Quest’anno vi libererò Gesù. Quello che pochi giorni fa avete osannato con le PALME, acclamandolo vostro re!”. Ma si sa, che la folla cambia subito idea. E, plagiati dai sacerdoti, risposero: “No. Libera Barabba!”. Pilato rimase sorpreso e disse: “Ma insomma, di questo Gesù, che cosa ne devo fare?”. E loro, assatanati di sangue, risposero in coro: “A morte! A morte!”. Non erano certo CAMPIONI di coerenza!
La moglie di Pilato allora, si avvicinò al marito e gli disse: “Ti prego, non fare uccidere quest’uomo. Questa notte ho dormito molto male, pensando a quanto sarebbe ingiusta la sua morte!”. Così Pilato, rivolgendosi alla gente, disse ancora: “Ma insomma, quest’uomo che ha fatto di male?”. E loro, di nuovo: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”. Le loro grida diventavano sempre più forti, come in un crescendo di furia omicida. Erano davvero CAMPIONI di crudeltà!
Allora Pilato, non se la sentì di prendere una decisione così impopolare. Ed esclamò: “Bene, io non sono responsabile della morte di quest’uomo. Lo sarete voi!”. Tutti risposero: “Va bene, la responsabilità è nostra!”. Così Pilato non ascoltò la sua coscienza: condannò Gesù e liberò Barabba. Non fu certo un CAMPIONE di giustizia!
Così i soldati lo presero e lo portarono dentro. Poi chiamarono un intero plotone e lo circondarono. Vedendolo sporco e mal vestito, lo prendevano in giro dicendo: “Ma chi sei? Il re degli ebrei o degli straccioni?”. Poi gli misero addosso una veste di porpora, in mano un bastone ed in testa una corona di spine. Ed inginocchiandosi, sghignazzando gli dicevano: “Come state bene, maestà. Questo vestito vi dona molto, Signore!”. Non erano certo CAMPIONI di simpatia!
Allora gli presero il bastone e cominciarono a picchiarlo in testa, con calci e sputi. Poi gli rimisero i suoi vestiti, la una croce sulle spalle: e lo portarono via. Un certo Simone, detto “il Cireneo”, prese la Sua croce e gliela portò sulle se spalle. Fu davvero un CAMPIONE di solidarietà!
Arrivarono sul monte Calvario, dove avvenivano le crocifissioni. I soldati si fermarono e, deridendolo, cominciarono a spruzzargli aceto in faccia. Poi lo spogliarono e si divisero i suoi vestiti. E cominciarono ad inchiodargli mani e piedi: il dolore doveva essere tremendo. Ma lui stringeva i denti: teneva duro. Era davvero un CAMPIONE di resistenza!
Lo crocifissero in mezzo a due ladri, come un delinquente. E sulla Sua croce misero un cartello con scritto: “Il re degli ebrei”, per umiliarlo. Loro non lo sapevano, ma lì c’era scritto proprio la verità. Proprio quella che loro stavano offendendo!
Intanto la gente si era seduta tutt’intorno, per godersi il macabro spettacolo. Erano come cani pronti a sbranarlo. E sarcastici gli dicevano: “Ma tu non eri il Figlio di Dio? Scendi dalla croce!”. Anche i due ladri, crocifissi insieme a Lui, lo disprezzavano. E pure i sacerdoti, prendendolo in giro, esclamavano: “Guardatelo il Messia, quello che ci dovevava salvare. Non è nemmeno capace di salvare se stesso!”. Non erano certo CAMPIONI di umanità!
Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio, su tutta la regione. Ad un tratto Gesù esclamò: “Elì, Elì!”, che significa: “Dio mio, Dio mio!”. Alcuni dei presenti allora, spaventati, pensarono: “Forse sta chiamando il profeta Elìa. Vuoi vedere che viene proprio Elìa a salvarlo?”. Allora un uomo, pentitosi, intinse una spugna nell’aceto e con una canna gliela porse per bere. Fu davvero un CAMPIONE di misericordia!
Gesù morì alle tre del pomeriggio, dopo mezza giornata di agonia. Quando diede l’ultimo respiro si sentì una scossa di terremoto. Il tempio di Gerusalemme quasi si spaccò in due. Alcune tombe si aprirono: e molti uomini resuscitarono. I soldati, sentendo la forte scossa, ebbero paura. E persino il loro capitano, esclamò: “Quest’uomo era davvero il Figlio di Dio!”.
E dire che appena qualche giorno prima, la città di Gerusalemme aveva osannato Gesù con le PALME. Lo aveva accolto come un re, un liberatore, un CAMPIONE!