19/12/2004 – AVVENTO – ANNO A – 4 DOMENICA – 2004
A V V E N T O – N A T A L E
2004-2005
DIECI MINUTI DI PREGHIERA CON LA CHIESA.
Mediante «letture, riti e preghiere» si attua il mistero di Cristo, e noi comprendiamo ciò che una celebrazione ci vuole comunicare: entriamo nel nucleo del mistero cristiano che è la persona di Gesù. I testi, sia biblici che eucologici (tutti quelli non biblici), non hanno vita propria: sono nati per la celebrazione liturgica, e s’impregnano di senso all’interno della celebrazione stessa.
Le meditazioni del 2001-2004 rileggono i testi biblici alla luce del versetto al vangelo e dell’antifona alla comunione: Gesù si rivela Buona Notizia (vangelo), Compimento delle promesse (prima lettura, salmo responsoriale); Fondamento della chiesa (seconda lettura).
Dall’Avvento 2004 rileggiamo i testi alla luce delle «preghiere della chiesa» o Eucologia.
4ª DOMENICA DI AVVENTO
Anno A
PORTERA’ CORAGGIO !
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Padre, fa’ che nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù! Donaci di accogliere la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu ci dici quanto stai attuando nella nostra esistenza, continuazione della tua storia (Vedi testo in LETTURE).
MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù!
Le meditazioni del 2001-4 rileggono i testi biblici alla luce del Vers. al Vang. e Antif. alla Comun.
Dall’Avvento 2004 rileggiamo i testi alla luce delle ‘preghiere della chiesa’ o Eucologia.
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Segue rilettura dei testi alla luce delle «preghiere della chiesa»:
Gesù Cristo nasce sulla terra. (Antifona d’Ingresso Is 45,8).
«Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore».
Viene il Signore Gesù. L’assemblea accetta di riunirsi: compie qualcosa di diverso dall’attività ordinaria. Entra il sacerdote che impersona Cristo e presiede l’assemblea: la assicura di quanto essa sta a cuore a Gesù che viene; il sacerdote ne è la garanzia da parte di Gesù stesso. Allora l’assemblea aderisce a Gesù acclamando (io ho in mente il centro del vangelo, richiamato dalla I lett., cioè la nascita di Gesù: «Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo», e scrivo brevemente il senso che il testo dell’ingresso esprime poeticamente): Venga, o Padre, il Figlio che tu mandi; egli è l’unico Giusto davanti a te; venendo fra noi egli ci salva: ci rende tutti a te graditi. – Il contrasto fra alto e dentro, basso e fuori è sanato in Cristo Gesù, che viene a noi dall’alto, agisce in noi dal di dentro, supera il male che viene dal basso e agisce dal di fuori intorno a noi. Il basso, la terra ora, per grazia e favore divini, può aprirsi, e il Salvatore può germogliare: Gesù può nascere (vangelo), come in questa celebrazione continua ad agire in noi che gli aderiamo: «Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo» (Salmo 85,11s). In Gesù e in quanti gli aderiscono è abolita ogni contrapposizione, è realizzata l’unità fra cielo e terra, fra divino e umano per iniziativa di Dio, come dice Isaia nella prima lettura: «Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele: “Dio-con-noi”». Questo segno è straordinario. Si riferisce direttamente al figlio di Akaz, ma in realtà si compie in Gesù. È quanto di più bello l’uomo possa immaginare. È il caso di dire che in questo la realtà è superiore ad ogni immaginazione: tutti i desideri più profondi della persona umana sono realizzati. Certo all’uomo non sarebbe stato possibile neanche intuire un segno del genere, e tanto meno poteva pensare che fosse possibile. Di fatto la sua realizzazione avviene in un altro uomo, Gesù di Nazaret, che non è solo uomo: in Gesù il Verbo di Dio si è fatto uomo! Lui solo può compiere tutto questo. L’assemblea lo riconosce e acclama attuato in se stessa, come terra di Dio, questa realtà con il salmo responsoriale.
Gesù Cristo nasce sulla terra per tutti gli uomini. (Salmo respnsoriale).
«Del Signore è la terra e quanto contiene, l’universo e i suoi abitanti. E’ lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita. Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna. Questi otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza. Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. Alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re della gloria? Il Signore degli eserciti è il re della gloria».
L’assemblea celebrante, che aderisce a Gesù, si dichiara terra dalla quale germoglia il Salvatore, venuto come “Dio con noi” per farci “Dio come lui”: simili a lui nel dono di sé. Tutti sono designati ad essere «terra buona», a celebrare l’Eucaristia che ci trasforma in terra buona. Unico titolo: riconoscere la nostra dipendenza da Dio, che ricompensa l’uomo secondo i suoi bisogni, le sue necessità; non secondo meriti che non ha. Unica condizione: la disponibilità ad accogliere il Creatore con tutti i suoi doni. Nella Messa tutti siamo fratelli: nella stessa condizione di dipendenza da Dio.
Con il segno della croce rinnoviamo per questo il nostro battesimo in Cristo che viene. Da notare che si celebra e si prende coscienza in un dato periodo dell’anno, per esempio ora a natale, di una realtà sempre in atto in ogni celebrazione; accogliamo e scambiamo gioiosi il saluto cristiano con il sacerdote. Poi il sacerdote richiama il senso della festa corrente, cioè, che: È un fatto, Gesù è venuto. Per questo ora può venire in noi, e così ciascuno si prepara alla venuta finale, cioè all’incontro faccia a faccia con lui alla fine della propria vita.
Il sacerdote dispone l’assemblea all’azione in noi di Gesù Cristo che nasce venendo in noi: Gesù stesso quindi in persona del sacerdote ci prepara ad accoglierlo. Ci fa chiedere il suo aiuto e la riconciliazione con il Padre: Gesù che sei nato nella nostra storia, donaci di rinascere accogliendoti; Gesù che non hai guardato la nostra piccolezza, concedici di andare oltre noi stessi; Gesù che sei venuto per opera dello Spirito Santo, porta a compimento in noi l’opera tua. – E con il Gloria cantiamo l’amore di Dio per tutti.
Gesù Cristo nasce in tutti, quanti ascoltano la sua parola, e aderiscono a lui. (colletta).
Alla salvezza gratuita e universale la colletta aggiunge la grazia «di accoglierlo e generarlo nello spirito con l’ascolto della parola, nell’obbedienza della fede». È il Natale di Gesù in ogni persona. La terra buona del nostro cuore trova misericordia, ospita il Salvatore che porta giustizia sul terreno dell’intimo di ogni persona che incontriamo: Egli reca la pace. Tutto questo attua in noi il Salvatore con la nostra obbedienza della fede, come l’ha attuato in Giuseppe. Nel contrasto fra la storia e la fiducia in Dio, Giuseppe è messo in grado dallo Spirito, che egli accoglie, di scegliere per Dio e fidarsi di Dio. Giuseppe quindi lascia spazio a Dio, mostra di confidare in Dio, dà a Dio tutto il tempo per agire. Non precipita nella sua decisione Giuseppe, anzi non decide nulla, si ferma a considerare il pro e contro di ogni possibilità, finché non sente interiormente unità fra le esigenze di Dio Sovrano e la stima della sposa. E intanto Dio interviene a dirimere la questione; gli dice: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo». Dio chiama Giuseppe, come chiama ciascuna persona, ad accogliere una missione: obbedire, favorendo il progetto dell’amore di Dio per tutti gli uomini, a cominciare dai più vicini, come per Giuseppe, dalla sua sposa, che Dio stesso gli rivela: «Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Dentro una storia che non lascia trapelare nulla di straordinario, Giuseppe è strumento di un disegno immensamente più grande di lui. Giuseppe non è mai in primo piano, e proprio così Dio può agire liberamente in lui, e tuta la vita non basterà a Giuseppe per intuire l’opera grande che Dio attua su di lui e mediante lui a favore di tutti gli uomini. Giuseppe è tanto più grande quanto più spazio lascia a Dio di agire.
Gesù Cristo nasce in tutti, come in Giuseppe e nell’Apostolo. (seconda lettura).
«Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, … Gesù Cristo, nostro Signore. Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell’apostolato per ottenere l’obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo».
«Paolo, … prescelto per annunziare il vangelo. Abbiamo ricevuto la grazia dell’apostolato per ottenere l’obbedienza alla fede da parte di tutte le genti»: Paolo chiamato per chiamare; e come Paolo, tutti, al plurale: Abbiamo. Siamo graziati annunziando la Grazia, come un rubinetto che si bagna lasciando scorrere l’acqua. Il vangelo è promesso da Dio a tutte le genti, quindi appartiene già a tutti. Non è un vanto ma una necessità, un dovere, come il respirare, per Paolo e per ogni fedele, annunziare il vangelo; si proietta su tutti ciò che si è, si desidera che godano anche gli altri la possibilità che si è scoperto, e si gioisce quando si sa che già tutti ne sono destinatari: tutti concepiscano, portino in grembo e generino al mondo il Verbo della Vita. La grandezza e la buona riuscita di ogni persona è sempre in rapporto al progetto di Dio: favorire l’esperienza dell’Amore di Dio per noi e per tutti. Ogni persona infatti è determinata dal Signore a partecipare al suo amore; prima a lasciarci raggiungere dall’amore di Dio, poi a lasciare che in noi egli continui a manifestarsi e raggiungere agli altri, divenendo segni nell’unico Segno dell’amore perfetto di Dio sulla terra, Gesù Cristo, nostro Signore.
Gesù nasce in noi, facendo sua la nostra esistenza. (prefazio, sulle offerte, dopo comunione).
Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all’altare, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, che santificò il grembo della Vergine Maria.
Guarda, Padre santo, questa offerta: è Cristo che si dona con il suo corpo e il suo sangue, e con il suo sacrificio apre a noi il cammino verso di te.
Egli fu annunziato da tutti i profeti, la Vergine Madre l’attese e lo portò in grembo con ineffabile amore, Giovanni proclamò la sua venuta e lo indicò presente nel mondo. Lo stesso Signore, che ci invita a preparare il suo Natale, ci trovi vigilanti nella preghiera, esultanti nella lode.
Quanto più si avvicina il gran giorno della nostra salvezza, tanto più cresca il nostro fervore, per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio.
E alla fine della celebrazione il sacerdote con le mani stese sull’assemblea, invoca la benedizione di Dio e la congeda nel nome di Dio, dicendo: «Dio che vi dà la grazia di celebrare la prima venuta del suo Figlio e di attendere il suo avvento glorioso, vi santifichi con la luce della sua visita. – Amen. – Nel cammino di questa vita, Dio vi renda saldi nella fede, gioiosi nella speranza, operosi nella carità. – Amen. – Voi che vi rallegrate per la venuta del nostro Redentore, possiate godere della gioia eterna, quando egli verrà nella gloria. Amen. – E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre. – Amen. – La gioia del Signore sia la vostra Forza. Andate in pace. – Rendiamo grazie a Dio».
Con questo saluto siamo in grado di fare il Natale di Cristo in noi. Con l’augurio reciproco dei partecipanti. Auguri a tutti!
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Ecco, viene il Signore, re della gloria,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
nato dalla Vergine Maria per opera dello Spirito Santo;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù in mezzo a noi, è compimento delle promesse e della santificazione nello Spirito Santo;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
che si è fatto uomo per salvarci da ogni male;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
tu li hai amati e chiamati alla santità in Cristo Gesù;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità che in Cristo ti riconosce Padre.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, Prendere con sé la sposa:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: Giuseppe prende con sé la sposa Maria;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: Dio prende con se Israele nella persona di Acaz;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: Gesù prende con sé l’umanità in Maria-Giuseppe;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: Gesù continua a prendere con sé ogni persona;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: Il Padre prende con sé l’umanità in Cristo Gesù.
Preghiamo:
O Padre, che ci hai mandato Gesù, il tuo Figlio amatissimo pieno di Spirito Santo, a portare il lieto annunzio ai poveri; suscita in noi la fede che lo invoca con gioia: Vieni, Signore, re della gloria. – Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).