07-11-2004-Ordinario-C-dom32

07/11/2004 – T. ORDINARIO – ANNO C – 32 DOMENICA – 2004

Dieci minuti di preghiera con la chiesa.

32ª DOMENICA TEMPO ORDINARIO
Anno C – 7 Novembre 2004
TUTTI RICEVONO DA DIO LA VITA PER IL MONDO SENZA FINE.

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Padre, fa’ che nulla ci sia più caro del tuo Figlio Gesù! Donaci di accogliere la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu ci dici quanto stai attuando nella nostra esistenza, continuazione della tua storia (Vedi testo in LETTURE).

MEDITAZIONE o RILETTURA
Padre, fa’ che accogliamo il tuo Figlio Gesù! Egli ci parla di se stesso: “Bella Notizia” nel vangelo, “Compimento” delle promesse della prima lettura, “Fondamento” della chiesa nella seconda lettura. Rileggiamo vangelo, prima e seconda lettura alla luce del versetto al vangelo, che oggi dice:
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore; chi crede in me non morirà in eterno.
Gesù Cristo è il primogenito dei morti: a lui gloria e potenza dei secoli.

Padre, nell’Eucaristia il tuo figlio Gesù si rende presente! Con lo Spirito e la sposa (cioè con quanti danno voce al tuo Spirito, Padre) aderiamo a Gesù e acclamiamo: “Vieni, Signore Gesù!”, perché attui in noi ciò che ha compiuto in se stesso. Padre, fa’ che in lui noi ti lodiamo, ti benediciamo e ti rendiamo grazie per i tuoi benefici (prefazio). Come Gesù ci ha comandato, noi ti preghiamo: Padre, manda lo Spirito Santo perché Gesù sia qui presente fra noi (consacrazione). In noi, che partecipiamo al corpo e al sangue del tuo Figlio, riuniti dallo stesso Spirito Santo in un solo corpo, Gesù si offra a tutti, dono a te gradito (offertorio); e interceda per tutti, vivi e defunti (intercessione). Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria (lode o dossologia finale). – Per attuare tutto questo in noi, Gesù risponde: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); e oggi aggiunge (Antifona alla Comunione):
Dio non è il Dio dei morti, ma dei vivi, perché tutti vivono in lui.

Sono il Dio dei vivi; tutti vivono in me: per la mia attenzione verso tutti.
“Si avvicinarono alcuni Sadducei che negano la risurrezione e domandarono a Gesù: Maestro, Mosé ha prescritto: il fratello sposi la moglie del fratello morto senza figli; gli dia una discendenza. C’erano sette fratelli. Tutti la sposarono; morirono senza lasciare figli. Da ultimo anche la donna morì. Nella risurrezione di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie”.
Oggi mi rendo presente come «chi ha cura» di te. Ho cura di tutti, e assicuro «l’eredità» della terra, per una degna vita umana (levirato). «Il Dio dei vivi ha cura e fa vivere» coloro che muoiono in Lui; ho cura per le donne come per gli uomini: logica divina di amore e non di possesso; quindi, non vale la domanda: «Di chi è il possesso della donna», o di ogni persona; ma vale la scoperta: «Di chi è la cura, la tenerezza, la compassione» per la donna o per chiunque altra persona, grande o piccola, in ogni situazione (Rut 3,9; 4,12)? Anche se questa cura mi costa la vita fino a morire: è morte per «amore» che vince la morte del «possesso» e porta alla «vita di Dio». – Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Sono il Dio dei vivi; tutti vivono in me: per attenzione come per Abramo Isacco Giacobbe.
“Gesù rispose: In questo mondo si sposano; ma nella vita futura di risurrezione non si sposano, non possono morire, sono come gli angeli, sono figli di Dio. Anche Mosè dichiara che i morti risorgono, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi: tutti vivono per lui”.-
Il modo di vivere nella risurrezione è in rapporto a Dio, capace di far vivere tutti coloro di cui ha cura perché fatti per amore, come gli «angeli» e tutti gli uomini, «figli di Dio», a mia immagine di Figlio amato. Il Padre «ha cura di te», d’ognuno, come di me, ti fa risorgere dai morti con me; partecipi della mia vita piena e definitiva. A chi conosce Mosè (vedi Esodo, secondo libro della bibbia), riguardo al fatto della risurrezione, aggiungo che in Dio vivono i defunti, come Abramo, Isacco, Giacobbe e Mosè: di loro, infatti, Dio ha tanta cura da fare con loro un patto di Alleanza eterna. Dio vive per sempre, comunica la sua vita alle persone umane e queste vivono con lui per sempre, fa un’alleanza eterna con loro, e possiamo acclamare:

Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Sono il Dio dei vivi; tutti vivono in me: per la mia attenzione accolta come dai maccabei.
“Sette fratelli furono costretti dal re a trasgredire la legge di Dio. Nei tormenti essi dichiaravano: Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire la legge.- Tu, o re, ci elimini; ma il re del mondo ci risusciterà a vita nuova ed eterna.- Da Dio ho queste membra; per le sue leggi le disprezzo; da Lui spero di riaverle.- E’ bello morire attendendo da Dio la risurrezione per la vita. Ma tu, re trasgressore, risorgerai per la morte”.-
In questo contesto liturgico, in rapporto al vangelo, la prima lettura, tratta dal libro secondo dei Maccabei, richiama l’aspetto della risurrezione. Quelli che conoscono l’amore di Dio che ama, cura e protegge i suoi fedeli, come te ora, dicono per bocca dei sette fratelli Maccabei: “Il Signore ha cura di noi: Egli ci dona la forza di fare la sua volontà”. – Il re del mondo vi fa superare ogni difficoltà, anche la morte con la risurrezione. Dio accende nel tuo cuore il suo fuoco di amore immortale, e giura per se stesso: «Io sono fedele», il mio fuoco di amore immortale in te «deve giungere alla perfezione».- Unione con me, abbondanza di grazie, come questa comunione nella tua vita presente, fondano certezza che tu risorgi nell’ultimo giorno. Da me hai questo tuo corpo; a me lo offri: sei certo/a di riaverlo glorioso. E’ bello per te vivere per chi ha cura di te, e muore per te: ti risuscito a vita nuova con me; ma se non accogli la mia opera e non vivi per il Signore, risorgi per una vita di tormenti.
Come profezia, la prima lettura vede il compimento della risurrezione in Cristo Gesù che dichiara: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno” (Gv 11,25-26). «lo stesso Cristo è, con il Padre, il Dio dei viventi che ha parlato a Mosè e si è manifestato ai padri (Ireneo, Contro le eresie, IV, 5). Paolo precisa: “Il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo, Cristo, divenne spirito datore di vita (1Cor 15.13-14.45); e aggiunge: voi, fedeli battezzati, “Con lui siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti” (Col 2,12); “per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova (Rom 6,4); “e se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rom 8,11); “Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza” (1Cor 6,14); «ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro» (2Cor 5,15). “Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui” (1Tess 4,14). Risorto, presente fra voi, dice Gesù, infondo nuove energie; e tu respiri fin d’ora la comunione definitiva che ti fa acclamare con tutti i miei discepoli:

Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Sono il Dio dei vivi; tutti vivono in me: per la mia attenzione che suscita conforto.
“Lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio Padre nostro, che ci ha amati e consolati, conforti e confermi i vostri cuori in ogni opera e parola di bene”.
Quelli che conoscono l’amore di Dio che ama, cura e protegge i suoi fedeli, come te ora, pregano per bocca di Paolo a favore dei fratelli che sono in tempo di «operare il bene», e dicono: “Carissimi, lo stesso Signore nostro Gesù Cristo, morto e risorto, Primogenito dei morti, e il Dio Padre della vita, autore della risurrezione, ci ama, ha cura di noi e ci da una consolazione eterna: rinnova in noi la speranza. Egli conforta e conferma anche i vostri cuori in ogni opera e parola nella prova. Noi possiamo darne testimonianza, acclamando con gioia: Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto”.

Sono il Dio dei vivi; tutti vivono in me: per attenzione costante che conferma e custodisce.
“Pregate per noi: la Parola del Signore si diffonda e veniamo liberati dai malvagi. Non di tutti è la fede; ma il Signore è fedele: Egli vi confermerà e custodirà dal maligno”.
Quelli che conoscono l’amore di Dio che ama, cura e protegge i suoi fedeli, come te ora, desiderano invitare i fratelli alla preghiera per la fede in tutti, dicendo: “Carissimi, preghiamo perché cresca e fruttifichi la Parola viva ed efficace del Figlio seminata nei nostri cuori; diventeremo segno della sua premurosa attenzione verso di noi. In un mondo di possesso egoistico e di morte vive il Signore risorto che ci custodisce dal maligno”.- Dio assicura: “Non lascerò che il mio santo veda la corruzione” (Salmo 15).- Tu doni la vita per me (martirio), esperimenti come cresce in te la fede nella risurrezione dei morti. Ti associ a coloro che acclamano: Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Sono il Dio dei vivi; tutti vivono in me: per l’attenzione che conserva tutti nel mio amore.
“Riguardo a voi: abbiamo fiducia che già facciate e continuerete a fare quanto vi ordiniamo; il Signore diriga i vostri cuori nell’amore di Dio e nella pazienza di Cristo”.
Quelli che conoscono l’amore di Dio che ama, cura e protegge i suoi fedeli, come te ora, invitano alla perseveranza i fratelli nella fede, per bocca di Paolo, dicendo: “Fratelli, continuiamo a cogliere il Signore che ha cura di noi: egli ci rende partecipi della sua amorosa attenzione, e dirige i nostri cuori nell’Amore del Padre fino alla risurrezione con Gesù. Sotto la sua cura ognuno nella sua patria è come straniero, adempie i suoi doveri di cittadino ed è disprezzato; ogni terra è sua patria e ogni patria è per lui terra straniera: sa di essere prezioso agli occhi del suo Dio. Può dire davvero”:

Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Versetto Responsoriale:
Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
Egli è la Risurrezione e la Vita, il Primogenito dei morti, in lui noi tutti viviamo;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
il tuo Figlio, Primogenito dei morti in mezzo a noi, ci fa degni della sua vita nuova;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
parola seminata nei nostri cuori, germoglia e fruttifica in ogni opera buona del nostro vivere quotidiano;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
egli è la dimora della nostra consolazione eterna;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
in vita e in morte dei tuoi fedeli in Cristo.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per esempio, L’attenzione che fa vivere:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione:
attenzione di Dio che fa vivere uomini liberi nella propria terra (Levirato);
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza:
attenzione di Dio che fa vivere in lui uomini defunti come Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi:
attenzione del Padre che risuscita Gesù da morte, come Primogenito dei morti;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso:
attenzione del Padre che fa vivere in Cristo i giusti che si affidano alla sua clemenza;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità:
attenzione del Padre che ci fa vivere tutti partecipi del suo amore e della pazienza di Cristo.

Preghiamo:
O Padre, che ci hai donato il Figlio Gesù, Risurrezione e Vita, Primogenito dei morti, perché chi crede in lui non muoia; fa’ che il tuo popolo si sazi contemplando il tuo volto. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera della chiesa (colori).