29-06-2004-SSPietro-e-Paolo

29/06/2004 – SS PIETRO E PAOLO – VIGILIA E GIORNO – 2004

SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI.
29 Giugno 2004

Ti faccio stare bene.

MESSA NELLA VIGILIA.

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del vers. al vang.:
Signore, tu sai tutto ; tu sai che ti amo.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Simone di Giovanni, mi ami tu più di tutte queste cose? Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo.

Ti faccio stare bene: con i miei beni più cari, le persone, che io ti affido. Tu mi ami più di ogni cosa: e pasci le mie pecore, i miei agnelli, le mie pecore madri (vangelo). Tu mi ami più di ogni cosa e incontri ogni persona, dicendo: “Quello che ho te lo do: nel nome di Gesù, alzati e cammina! Cioè, entra nella comunione di Gesù, cammina con noi nella conoscenza di Gesù, salta e loda Dio!” (prima lettura). Tu mi ami più di ogni cosa, e stupito riconosci di essere scelto dal seno di tua madre (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farvi stare bene con il mio amore, che vi fa cantare e saltare di gioia, nel simbolo di un «vecchio che si lascia guidare: tende la mano, e si lascia cingere la veste dell’amore e portare dove l’amore vuole. La tua volontà di farci star bene, Signore, «si è diffusa per tutta la terra». – «Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia. Non è linguaggio e non sono parole, di cui non si oda il suono. Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola».
Ti faccio stare bene con il mio amore, Simone di Giovanni, figura di ogni persona. Il tuo lavoro quotidiano, dopo l’esperienza della mia morte e risurrezione, è tutto improntato nel mio amore: pensando a me, tu esperto in pesca, accetti di gettare la rete sotto consiglio di altri; sei stupito alla vista di tanta pesca; all’udire che sono io ti getti in mare per venire verso di me; sali sulla barca e prendi dei pesci pescati per grazia e partecipi al pranzo preparato da me sulla spiaggia. Sì, mi ami più di tutte le tue cose di sempre. Ti posso affidare ciò che è mio ed è a me carissimo, comprato al caro prezzo di tutto il mio amore. Conosco l’amore mio che ti ho affidato per questo; so che tu lo accogli tutto: Pasci allora ogni mia persona. Ti affido tutti solennemente davanti agli altri. Come me darai la vita per i fratelli, lasciando che in te continui ad operare il mio amore fino all’estremo. Sei figura di ogni mio fedele. – Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo.
La testimonianza dei tuoi fedeli, Signore, si è diffusa per tutta la terra.

Ti faccio stare bene, Simone, con ogni persona raffigurata in Giovanni: unico è l’intento. Pietro e Giovanni incontrano un mendicante. Ma il pensiero dell’amore di Gesù li fa pensare e agire in un dato modo preciso, diverso da tutti gli altri, e anche da loro stessi prima d’incontrare e di accogliere l’amore di Gesù. Subito pensano: anche costui è fatto per essere destinatario e poi missionario come noi dell’amore di Gesù. E lasciano che Gesù operi in loro. «Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: “Guarda verso di noi” . Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!” . E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto». Ecco, anche quella persona mendicava inconsciamente amore. Guardando fisso su Pietro e Giovanni l’ha scoperto, l’ha accolto e lo ha a sua volta testimoniato. Non è guarita quella persona per andarsene altrove, bensì per unirsi a Pietro e Giovanni come fedeli di Gesù. Ha scoperto come si sta bene con il Signore. – Beati i poveri in Spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
La testimonianza dei tuoi fedeli, Signore, si è diffusa per tutta la terra.

Ti faccio stare bene, chiunque tu sia, che accogli il mio amore, come Pietro e Paolo. Il mio amore modella le persone in modo divino. Non come protagoniste del proprio agire, ma come serve dell’amore verso gli altri fino all’estremo. Anche se una persona dà tutto, compreso il proprio corpo, senza il mio amore è nulla, non ha alcun valore. Anzi, uccide persone credendo di dare gloria a Dio. Paolo lo attesta di se stesso: «Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo, come io perseguitassi fieramente la Chiesa di Dio e la devastassi, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri». L’amore di Gesù parla fortissimamente sottovoce nell’intimo di ciascuna persona e la rende una personalità, che si muove, cioè, dal di dentro, senza riferimenti esterni all’infuori della voce dello Spirito di Gesù. Lo Spirito si serve di tutto e di tutti, ma per parlare chiaro a ciascuno. Paolo può così aggiungere: «Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. In seguito, dopo tre anni andai a Gerusalemme per consultare Cefa, e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore. In ciò che vi scrivo, io attesto davanti a Dio che non mentisco» (seconda lettura). E scrivendo a Timoteo, Paolo precisa: «Io che per l’innanzi ero stato un bestemmiatore, un persecutore e un violento… Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo senza saperlo, lontano dalla fede; così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù» (1Tim 1,13s). – Signore Dio nostro, che nella predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana, per loro intercessione vieni in nostro aiuto e guidaci nel cammino della salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.
La testimonianza dei tuoi fedeli, Signore, si è diffusa per tutta la terra.

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MESSA DEL GIORNO.

Pietro disse a Gesù: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. –
Gesù rispose: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

Vi faccio stare bene: edifico la mia chiesa sulla roccia di questa tua confessione. La chiesa è vita beata nello Spirito Santo per rivelazione del Padre e del Figlio (vangelo); le porte della prigione non hanno potere su di lei (prima lettura); l’isolamento di una condanna non ha potere su di lei, anzi è piena realizzazione dell’uomo (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di rivelare l’azione del Padre che è sopra di tutti e agisce in tutti; nel simbolo della roccia che dà sicurezza d’incrollabilità. – “Io mi glorio nel Signore”.
Vi faccio stare bene: non edifico la mia chiesa su ciò che pensa e dice o fa la gente. “Essendo giunti nella regione di Cesarea di Filippo, Gesù” domanda ai discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”. – Cesarea di Filippo, città in costruzione, era un cantiere aperto; gli uomini intenti a costruire la città degli uomini, parlano di tutto, anche di religione, dicono, senza impegno, ciò che sanno dell’antico testamento: “Elia, Geremia o qualcuno dei profeti”, come i discepoli riferiscono a Gesù. All’occorrenza, questa gente, occupata con opere materiali, è disposta a fare anche qualche pratica religiosa, come un pellegrinaggio al tempio, perché le loro cose vadano bene. Non immaginano, queste persone, che è giunto fra loro Gesù a chiamare proprio persone come loro, come ha chiamato i discepoli lungo il mare di Galilea, cioè li ha liberati come Israele dal mare della schiavitù d’Egitto e ora sono lì con lui: Gesù, mentre lega a sé, scioglie da schiavitù. – “Benedirò il Signore in ogni tempo”: egli mi ha legato a sé sciogliendomi dai legami della morte: di una vita limitata.
Vi faccio stare bene: edifico la mia chiesa sulla confessione di Pietro rivelata dal Padre. Ancora in Cesarea di Filippo, punto geografico più lontano da Gerusalemme, Gesù, tutt’intento a realizzare il piano del Padre, cioè la città che Dio costruisce in Gesù, lui stesso disse ai suoi discepoli: “Voi chi dite che io sia? Rispose Simon Pietro”. – Simone “figlio di Giona”, cioè “simile a Giona” che non ha mai voluto obbedire a Dio finché non è stato costretto; soprannominato “Pietro”, uomo “duro” come una pietra e “tardo” a convincersi di qualcosa; simbolo dell’uomo che non solo non può salvarsi, ma che è anche “restio” ad accettare di non essere in grado di salvarsi. A lui, come a dire a ogni uomo per quanto “duro” come Pietro, Dio il Padre, rivela il suo progetto che intende realizzare in Gesù di Nazaret. E Simon Pietro, uomo duro, confessa Gesù, dice veramente chi egli è, proclamando: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio Vivente”. – “Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato”.
Vi faccio stare bene: edifico la mia chiesa rivelando la rivelazione del Padre. Gesù disse a Pietro: “Né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli”. Gesù stesso riconosce la rivelazione del Padre: come infatti “solo il Padre conosce il Figlio” e suggerisce a Pietro la confessione in risposta alla domando di Gesù: “Voi chi dite che io sia?”; così “solo il Figlio conosce il Padre e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare”: Gesù ha voluto rivelare a Simone che il Padre gli ha rivelato la sua identità di Cristo-Messia, Salvatore e la sua unità con il Padre stesso. E’ dono del Padre la chiesa: l’uomo non dona a Dio qualcosa, ma riceve da Dio Padre la rivelazione su Gesù Nazareno, “il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E’ dono del Figlio l’edificazione della chiesa, cioè rivelare che è destinatario della rivelazione del Padre. E’ beatitudine dell’uomo essere destinatario di questa rivelazione del Padre e del Figlio, cioè dello Spirito che trasforma l’uomo Simon Pietro: gradualmente lo fa crescere, lo fa capace di accettare che Gesù, “il Cristo, il Figlio del Dio vivente”, viva in lui: condivida con lui la capacità di riconosce chi lo accetta e lo lascia vivere in sé: “Beato sei tu, Simone”. Così Pietro continua il compito di Gesù sulla terra; riconosce chi è beato, cioè è mosso dallo Spirito a donare se stesso come Gesù a servizio degli altri, e condividere i suoi beni, come il Servo di Dio Gesù, a possedere la vita che supera la morte, lo scheol, gli inferi che la fonte del Giordano in Cesarea di Filippo richiama. – Guardiamo a te, Signore, e siamo raggianti: non sono confusi i nostri volti.
Benedetto il Signore che libera i suoi amici.

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. – Su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
Vi faccio stare bene: edifico la mia chiesa immergendola nella rivelazione di Dio ogni momento. Nel pericolo e nelle necessità, per esempio nella prigionia, Pietro “dorme” pur nella paura della morte, perché vive nella presenza di Dio che porta a compimento l’opera sua di bene per tutti gli uomini; lui sa che Gesù gli ha detto: “Io edifico”. Uscendo dal carcere quindi Pietro è illuminato dal Padre e da Gesù, e mosso dallo Spirito esclama con tutta la comunità unita a lui nella preghiera: “Ora sono veramente certo che il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode”. – E anche la comunità che ora celebra esclama: “Gustate e vedete quanto è buono il Signore, beato l’uomo che in lui si rifugia”.
Benedetto il Signore che libera i suoi amici.

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. – Su questa pietra edificherò la mia Chiesa.
Vi faccio stare bene: edifico la mia chiesa sino in fondo. Paolo è l’esempio del cristiano che si lascia guidare dallo Spirito di Gesù in tutte le peripezie della vita sino alla fine; fatto a immagine di Gesù, diviene simile al Figlio di Dio, che sa vedere il senso divino dei fatti: nel tribunale, sicuro della sentenza di morte, abbandonato da tutti gli amici, non inveisce contro nessuno per difendere se stesso, ma coglie che questa è l’occasione di confessare il messaggio di Gesù ai pagani; e intuisce che questo varale sempre, dichiarando: “Il Signore mi libererà da ogni male e mi salverà per il suo regno eterno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen”. – Questa è l’esperienza di vita nuova, vita di Dio che gli inferi non possono mai soffocano.
Benedetto il Signore che libera i suoi amici.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica, per esempio del Vers. Resp., Benedetto il Signore che libera i suoi amici. E: La testimonianza dei tuoi fedeli, Signore, si è diffusa per tutta la terra,.
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
egli riconosce e rivela la tua azione nella chiesa;

attualizzazione: consacrazione Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù presente è la roccia della tua chiesa;

offerta: nostra in Cristo al Padre In noi, Padre, si offre a te Gesù:
egli agisce in ogni membro nella vita dei suoi fedeli;

intercessione: per tutti vivi defunti Tutti, Padre, accogli in Cristo:
egli vive e agisce in ciascuno a favore di tutti;

lode finale: esplosione dei sentimenti A te, Padre, ogni onore e gloria:
da ciascun uomo fatto pietra viva della tua chiesa.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Rivelazione:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: la rivelazione, del senso dei fatti;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza la rivelazione, dell’agire di Dio nell’uomo;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: la rivelazione, di Gesù, il Figlio che conosce il Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: la rivelazione, del Padre garantita da Gesù a Pietro, a tutti;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. la rivelazione, della vita di tutti con Cristo in Dio.

Preghiamo:
O Padre, che riveli a Pietro l’identità di Gesù tuo Figlio, vita eterna; fa’ che la comunità di tutti gli uomini ti benedica come liberatore dei suoi amici. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).