18/06/2004 – S. CUORE – ANNO C – venDopoCorDom – 2004
Venerdì dopo 2ª domenica dopo Pentecoste – SACRATISSIMO CUORE DI GESU’.
Anno C – 18 Giugno 2004
Un cuore grandissimo.
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del vers. al vang.:
Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Rallegratevi con me, perché la mia pecora perduta è stata ritrovata.
(Cogliamo il senso delle parole di Gesù alla Comunione confrontandole con il vang., I e II lettura).
Un cuore grandissimo è il mio: rallegratevi! “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta” (vangelo). “Io pascerò le mie pecore e le farò riposare!”. (prima lettura). È Dio che ha parlato, e ora con i fatti “dimostra il suo amore verso di noi” (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di donarvi il mio amore, nel simbolo del “cuore” che palpita per ciascuno e per tutti. – Le pecore – i fedeli celebranti – acclamano la loro esperienza, dicendo: Abbiamo un grande pastore; ci fa riposare, ci conduce, ci rinfranca, ci guida: ha un immenso amore; è per noi appoggio e luce, mensa e servo, cibo e vita, felicità e grazia: abiteremo nella sua casa per sempre!
Un cuore grandissimo è il mio: gioisca chiunque accoglie il mio amore! L’amore immenso di Dio in un cuore umano usa il linguaggio accessibile agli uomini. Dio parla e sorride a ciascuno come una mamma, un papà si abbassa e sorride a un neonato. Gesù si rifa all’esperienza di dolore e di gioia umana nel pastore che perde e ritrova una sua pecora, qualcosa che gli è caro, e dice: “Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta”. Gesù è un cuore immenso “tutto contento” di te perché gli sei cara/o: è venuto a incontrarti, ti attende, ti ritrova; annunzia la sua contentezza a tutta la casa: gli amici e i vicini partecipano alla festa in famiglia di Dio, contenti e felici per te. – Nell’assemblea degli amati, cercati e trovati allora acclamiamo: Signore Gesù, «davanti a me tu prepari una mensa» e mi doni te stesso. Noi ti rendiamo grazie!
Un cuore grandissimo è il mio: abbraccia l’universo celeste e terrestre. Tutto il cielo fa festa per «un peccatore convertito»: “Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione”. Il confronto non è a livello di uomini «giusti» e «peccatori». La distinzione è fatta tra «uomini» e «angeli». L’amore di Dio per il peccatore è assai più ricco di significato: tutta la corte celeste partecipa all’amore di Dio per una persona umana. Chi si perde è l’uomo, non un angelo. Dio cerca l’uomo, non gli angeli. Questi già lo adorano; e proprio gli angeli sono gli invitati alla festa di Dio quando un uomo si converte e torna a godere del suo amore. Non esiste un uomo «giusto»; tutti gli uomini sono peccatori. Ma tutti sono cercati singolarmente, uno per uno: cercata/o, portata/o in spalla dal tuo Signore. Dio è mosso dall’immensa sua bontà per te. Una persona umana è amata dallo Sposo divino. – Il tuo amore, «o Dio, pastore buono che manifesti la tua onnipotenza nel perdono e nella compassione», ti muove sulla via della Passione. L’uomo si perde: non trova più la via di casa; e tu, Signore, attendi come il padre della parabola; e se non lo vedi tornare, perché nessuno può crescere nel bene da solo, con immensa bontà tu ti metti sulle sue tracce. Cadi «tre volte» secondo la tradizione della «via crucis»: cioè sei pronto a cadere «sempre» finché non ci trovi. – È commovente questo particolare, patrimonio della tradizione cristiana! L’universo è costruito sull’amore di Dio; tutte le creature sono mosse dall’immensa sua bontà. Tutto il creato parla di un grande amore. – Nella tua bontà, o Dio, è tutta la mia gioia; il tuo cuore abbraccia l’universo celeste e terrestre. «Insieme a tutti gli angeli del cielo innalziamo a te il nostro canto e proclamiamo insieme la tua gloria».
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Un cuore grandissimo è il mio: si estende in tutta la storia degli uomini. Nel cuore di Gesù, o Dio, tu mostri come compi le tue promesse. Avevi detto: “Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse. Le ricondurrò nella loro terra. Le condurrò in ottime pasture; là riposeranno e avranno rigogliosi pascoli. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte”. Tutto questo si è realizzato in Gesù. Il simbolo più eloquente di quell’amore, curante di ogni persona, è proprio quel «sacratissimo cuore di Gesù» che la lancia del soldato trafigge e spalanca rivelando al mondo il segreto di Dio, che dona se stesso agli uomini, come cantiamo nel prefazio: “Innalzato sulla croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi e dalla ferita del suo fianco effuse sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, perché tutti gli uomini, attirati al Cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della salvezza”.
Riconosciamo la fedeltà di Dio alle sue promessa cantando fin dall’inizio della celebrazione eucaristica: “Di generazione in generazione durano i pensieri del suo Cuore, per salvare dalla morte i suoi figli e nutrirli in tempo di fame”, e ripetendo nel salmo responsoriale (32): “Il Signore annulla i disegni delle nazioni, rende vani i progetti dei popoli. Ma il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni”.
Il piano del Signore è la determinazione all’amore per l’uomo senza lasciarsi vincere dalla sua diffidenza e dalla sua cattiveria. Il Cuore di Gesù svela questo «progetto», lo rende noto a tutti i cuori. Veniamo a sapere che è da sempre, già prima della fondazione del mondo; anzi, è il motivo della stessa fondazione del mondo. È un progetto definitivo, perenne, sempre nuovo, in conformità al piacere e alla gioia di Dio, al desiderio e al riposo dell’uomo, che affoga le radici del suo cuore risanato nella tenerezza di Dio, e acclama appagato:
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Un cuore grandissimo è il mio: amo gli uomini quando ancora mi sono nemici. «Lo Spirito Santo è effuso nei nostri cuori», così siamo resi capaci di rispondere con amore all’amore di Dio. «Mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito». «Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati per il suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione».
Si comprendono allora le espressioni di certi santi come Isacco Siro che così descrivono l’amore di Dio: “Un grano di sabbia non è molto valutata in confronto a una grande quantità di oro. Così la giustizia di Dio per sé non avrebbe importanza anche per lui, se non fosse giusto in rapporto alla sua misericordia. I peccati della carne sono come un pugno di sabbia gettato nell’oceano dello Spirito di Dio. Una sorgente che sgorga impetuosa non può essere ostacolata da una manciata di polvere, così la misericordia del Creatore non è arrestata dai vizi delle sue creature” (Passim).
La speranza è alimentata dall’esperienza di amore divino che evidenzia il senso di ogni cosa. Rende evidente anzitutto quanto è meraviglioso; ma, nello stesso tempo, possibile in noi solo dallo Spirito Santo. Allora diciamo a lui di attuare quanto ci dice. E così che la nostra preghiera è efficace, proprio come la chiesa ci fa pregare in questa eucaristia: «O Dio, pastore buono che manifesti la tua onnipotenza nel perdono e nella compassione, raduna i popoli dispersi nella notte che avvolge il mondo, e ristorali al torrente della grazia che sgorga dal Cuore del tuo Figlio perché sia festa grande nell’assemblea dei santi sulla terra e nel cielo. Per Cristo nostro Signore». Ed è così che l’immensa bontà di Dio nel cuore di Gesù diventa esperienza di vita nel nostro cuore.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.:
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio: Gesù, pastore buono, che ci rivela il tuo cuore;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
e Gesù, pastore buono, è fra noi onnipotente nel perdono e nella compassione;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ristorati al torrente di grazia che scaturisce dal suo cuore;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
radunati dal suo cuore nell’assemblea dei santi;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’assemblea festosa dei santi sulla terra e nel cielo.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., Il Cuore:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: il cuore buono, delle persone che cercano il bene;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza: il cuore buono, di Dio che cerca, raduna, pasce, conduce, fa riposare Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: il cuore buono, di Gesù che ama i nemici, e i redenti dal suo sangue;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: il cuore buono, di Gesù comunicato agli uomini che condividono tutto;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità: il cuore buono, dell’umanità riconciliata con il Padre nel cuore di Gesù.
Preghiamo:
O Padre, che ci doni il Figlio buon pastore che c’insegna ad essere miti e umili di cuore; fa’ che il tuo popolo sperimenti la tua guida di Padre buono. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).
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Vedi il testo nel messalino: tempo ordinario,
Venerdì dopo 2ª domenica dopo Pentecoste – SACRO CUORE
Anno C – 18 Giugno 2004.
LA PAROLA A PAROLE MIE
Parola-chiave delle letture:
UN CUORE GRANDISSIMO.
Vangelo (Lc 15,3-7)
Gesù accoglie tutti e tutti si sentono accolti da lui: prostitute, peccatori d’ogni livello, trasformati proprio in questo modo dal suo amore. Per i ben pensanti come i teologi, i preti e i religiosi del tempo, cioè scribi e farisei, questo non può andare! E Gesù si rivolge proprio a loro, che sono i veri peccatori senza immaginarlo, con una parabola che descrive il suo atteggiamento benevolo. Dice: Siete fatti per la gioia! Lasciativi attirare anche voi dalla benevolenza. La smania del potere sugli altri, magari in nome di Dio, non porta a buon esito. Chi ve lo fa fare essere sempre tristi, preoccupati di leggi che Dio non ha mai dato, giudici spietati di fratelli e sorelle che cercano vera gioia di vivere! Ecco, voi mi condannate, e io vi parlo da amico con UN CUORE GRANDISSIMO che cerca solo il vostro bene: accettate che tutti gli angeli del cielo e tutti i giusti sulla terra gioiscano per voi. Lasciativi riconciliare con Dio, sorridete a tutti. Attirerete più con la vostra bontà che con la vostra severità.
Prima lettura (Ezechiele 34,11-16)
Ogni atteggiamento severo è in qualche modo interessato: non convince nessuno, anzi nasconde un segreto desiderio di superiorità e ostentazione, se non di uso indebito di cose e persone! E’ l’atteggiamento che Dio rimprovera in particolare ai pastori suoi rappresentanti presso Israele. D’altra parte, nessun uomo può incarnare Dio! Ma gli uomini devono sperimentarlo per capirlo. Sia chi fa da pastore, sia chi fa da pecora. E’ così che alla fine, dopo di tanti guai, si chiede aiuto e si prega: Mandaci, o Dio, un giusto; fa’ piovere dall’alto il Salvatore. – Era quello che Dio si aspettava con pazienza per poter agire; e subito risponde: “Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura, io le passerò in rassegna, io le radunerò e le farò pascolare, io le condurrò una per una”, tutte le persone, individualmente, secondo le necessità di ciascuna, con UN CUORE GRANDISSIMO.
Seconda lettura (Romani 5,5-11)
A nome di tutti Paolo lo riconosce e dichiara: Dio ha promesso e ha mantenuto la sua promessa: Gesù è il Signore, con UN CUORE GRANDISSIMO che accoglie tutti, prostitute, peccatori e capi, scribi e farisei. Non è detto che in particolare questi ultimi lo abbiano accolto e seguito. Del resto, questo è stato scritto non per conoscere una storia passata, ma per noi, invitati qui ora a lasciarci affascinare dal cuore bellissimo di Gesù, fondamento della nostra esistenza: tutti siamo manchevoli. Alzi la mano chi non lo è. Superiori o meno. Tutti ci ergiamo in qualche modo a superiori degli altri. Se non altro, per nascondere i propri complessi d’inferiorità. Pensiamo che se abbiamo un qualche titolo ufficiale, possiamo essere visti diversi da quelli che effettivamente ci sentiamo dentro. Poveri noi e poveri quelli che ci stanno intorno! Anche perché Dio è partito proprio da un’esigenza di essere migliori, tra virgolette, di questo tipo, per far fare un cammino a Israele, magari in mezzo a tanti guai ed esìli. E poi perché Dio ha fiducia di noi: spera di poterci correggere con il minor dolore possibile. Insomma, dobbiamo crescere fino a divenire simili a Dio, cioè figli di Dio. Ecco, allora, in tutti noi una situazione di peccato e, nello stesso tempo, di speranza. Non siamo stati delusi! Dio ci ama così come siamo, a costo di morire in croce per noi. Sì, perché noi, vedi quei capi scribi e farisei e sacerdoti, lo riteniamo un rivale e lo eliminiamo, mentre Gesù ci viene incontro con UN CUORE GRANDISSIMO e ci parla, desiderando di attuare in noi l’amore che ha compiuto in se stesso. Non è venuto dal Padre, e non è tornato al Padre per se stesso, ma per noi: per riconciliarci con lui. Ti puoi immaginare se ora non ama quelli che gli costano caro prezzo! Questo CUORE GRANDISSIMO di Gesù è il nostro orgoglio, perché non solo non siamo stati delusi da Dio, ma ci ha dato addirittura lo stesso suo CUORE GRANDISSIMO, versando anche in noi tutto il suo Spirito Santo. Finalmente possiamo fare anche noi i “pastori belli” in sua persona; o meglio, Gesù può continuare ad amare tutti, in noi che gli aderiamo. Tutti ora abbiamo un debito: quello di amare gli altri da “superiori nell’amore”, e tutti aspiriamo a questo superiorato che si attua nel servizio agli altri fino a morire. Che CUORE GRANDISSIMO ci è stato dato!
Salmo Responsoriale (Dal Salmo 22)
Mio Signore, sei GRANDISSIMO! E godi di farci grandissimi come te. Ecco il “pascolo erboso”, ecco il nostro “riposo2: diventare Dio come te. E lo siamo perché tu ci fai diventare così. Non perché noi lo possiamo, ma perché ti chiediamo di realizzarlo tu in noi, dicendo: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla”. E tu ci fai camminare “sicuri” nella via della benevolenza, anche in mezzo a difficoltà. Hai UN CUORE GRANDISSIMO, Signore Gesù: non sei geloso della tua divinità! Anzi, godi di farne partecipi tutte le persone, tutti gli uomini, che non disdegni di chiamare “fratelli”, quando siamo ancora tuoi avversari. Questa è la “mensa” divina che ci “prepari”. Che grande “grazia”! Abitiamo “felici” nella tua “casa di amore definitivo” fin d’ora.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).