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16/05/2004 – T. PASQUALE – ANNO C – 6 DOMENICA – 2004

6ª DOMENICA DI PASQUA
Anno C – 16 Maggio 2004

Io e il Padre mio facciamo vita insieme a te.

RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).

LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE

MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del vers. al vang.:
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

(Cogliamo il senso delle parole di Gesù alla Comunione confrontandole con il vang., I e II lettura).
Io e il Padre mio facciamo vita insieme a te. Io ti faccio mia dimora con il Padre e il nostro Spirito di Amore (vangelo). La Legge dell’Amore, del rispetto verso tutte le persone, sintesi di tutte le norme e i comandi, sta così in te, ti compenetra, ti imprime il dinamismo perché tu possa agire come Dio vuole (prima lettura). Di queste «pietre vive» è fatta la città di Dio sulla terra. Sua luce è la gloria di Dio, sua lampada è l’Agnello (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di trasformarvi in modo che agiate mossi dal di dentro: dall’amore di Dio per gli uomini; trasformazione simboleggiata in un «cambiamento di casa». – Ti rende lode ogni «trasformazione in bene» presso tutti i popoli, Signore: fa’ splendere il tuo volto, si conosca sulla terra la tua via, fra tutte le genti la tua salvezza. «Ti lodino i popoli, Dio, ti lodino i popoli tutti. Ci benedica Dio, e lo temano tutti i confini della terra».
Io e il Padre facciamo vita insieme a voi: è il progetto del Padre da sempre. «Chi mi ama compirà il mio messaggio, e il Padre mio gli mostrerà il suo amore; verremo da lui e faremo vita insieme con lui. Il messaggio che voi ascoltate non è mio, ma del Padre che mi ha mandato». La trasformazione dell’umanità, secondo Dio, non avviene con la forza: non è imposta, ma proposta. La mia comunità, dice Gesù, è la nuova umanità, formata da coloro che accolgono il dono della mia vita. Chi accoglie il mio dono, il mio messaggio, rivela con un amore di risposta, la forza creatrice del mio amore creativo: cioè accoglie me con entusiasmo, come chi ha trovato il tesoro nel campo e vende tutto per avere il tesoro trovato e vivere di esso. Amare Gesù è avvicinarsi a lui per identificarsi con lui, come risposta a Gesù che per primo si è avvicinato a noi. Il mio dono e la tua accoglienza che si esprime nell’amore per gli altri, dice Gesù, formano una nuova esistenza in «condizione di figli», una nuova «dimora»: accogliendo il mio messaggio di amore, diventi «simile» (figlio) a Dio. È la «dimora», o «somiglianza con Dio» (figliolanza), che vi ottengo venendo dal Padre e tornando al Padre, secondo il suo progetto, come vi ho detto: Presso il Padre mio «vi sono posti per tutti; se no, ve l’avrei detto!» (Gv 14,2s). Il Padre vi ama, per questo mi manda: io sono testimone del suo amore, e voi del nostro. Vi ho parlato della venuta dello Spirito, poi della mia venuta; ora, insieme alla mia venuta, vi parlo di quella del Padre. La mia venuta è una proposta globale e concreta di vita: tu mi ami, accogli la mia vita nella tua esistenza; e il Padre ti ama con nuovo amore perché ami il suo amore che io ti mostro con il dono di me stesso. Io e il Padre mio rispondiamo alla tua fedeltà facendoti fare l’esperienza della nostra compagnia, espressa con l’immagine del «venire e far vita insieme». Con me il Padre viene da te, e facciamo vita insieme a te: è un’esperienza comunitaria, un contatto personale tra il Padre, me e te, cioè ogni discepolo, perché «io sono nel Padre mio, voi in me e io in voi» (Gv 14,20). È stabile in te il nostro amore, come progettato fin dall’inizio; per questo sei fatto, tu e ogni persona. Siete costituiti popolo di Dio, perché Dio stesso vuole «far vita insieme a voi», e voi siete un nuova Sion che «gioisce ed esulta» (Zc 2,14), divenendo, giorno dopo giorno, tabernacolo dell’Altissimo (cfr Zc 14,2). Questo progetto del Padre, questo messaggio di amore per l’uomo, è presente nell’antico testamento: infatti tutta la storia d’Israele presenta Dio dalla parte dell’oppresso e del bisognoso, fin dalla liberazione dall’Egitto. Tutti i comandamenti, che ne derivano, riguardano l’amore che l’israelita deve apprendere, offrendo all’oppresso la via per uscire dalla sua oppressione. Questa è l’opera dello Spirito di Dio che viene e tu accogli in te. – Manda il tuo Spirito che ci consacra e ci istruisce, Signore.
Io e il Padre facciamo vita insieme a voi: per opera dello Spirito Santo che vi mando dal Padre. «Lo Spirito Santo, che il Padre manderà per causa mia, egli v’insegnerà, e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». Lo Spirito Santo vi farà dimora del Padre e del Figlio. Egli è in stretta unione con me, è mio intermediario; continua presso di voi il mio insegnamento, il mio operato: ve lo fa ricordare, comprendere e realizzare. Cercavate la mia dimora, mi chiedevate: «Signore, dove abiti?». Come i discepoli di Giovanni Battista, ritenevate una cosa grande «far vita insieme a me»; ora siamo noi che cerchiamo di stare con voi: io e il Padre mio veniamo a voi, e facciamo vita insieme a voi tutti. Questo è il piano di Dio sull’umanità. L’ho promesso. Io ora parto. Voi dovete comprenderlo e approfondirlo sempre di più. Non è una semplice riflessione umana. Lo Spirito vi farà penetrare dentro tutto ciò che vi ho detto, collaborando nella costruzione della comunità. È Spirito «Santo», cioè «Separato» perché appartiene alla sfera divina; e la sua azione è «Separare» l’uomo dal male, collocandolo nella luce e nella vita di Dio (Gv 5,24): farlo rinascere (Gv 1,33; 3,5s). – Ogni persona umana diviene, per opera dello Spirito Santo, «luogo separato, consacrato, riservato» all’azione di Dio, «simile» a Gesù, il Consacrato (Gv 6,69): con una infusione di amore simile a quella di Gesù (Gv 1,16): non parla di sé ma fa ricordare e comprendere quanto Gesù ha insegnato. E per una attività missionaria simile a quella di Gesù (Gv 17,17ss): testimonia in favore di Gesù (Gv15,26), accusa il mondo (Gv 16,8), orienta l’impegno dei discepoli interpretando per loro la storia (Gv 16,13). Il Padre ha mandato Gesù, Soccorritore esterno; ora, per la preghiera di Gesù (per causa mia), il Padre manda un Soccorritore interiore che sta sempre con i discepoli. Gesù è presente e agisce attraverso lo Spirito, sua Forza. Gesù non può rendersi presente al mondo che rifiuta il suo Spirito. – Fa’ splendere su di noi, Signore, la luce del tuo volto: il tuo Spirito Santo ci faccia “luogo riservato” a te.
Io e il Padre facciamo vita insieme a voi: e voi possedete la Pace. «Vi do la mia pace, non come la dà il mondo». La mia pace non è assenza di guerra; è compimento di tutti i beni promessi da Dio, di tutte le esigenze più profonde del tuo cuore; è il dono di Dio in te, non è conquista sanguinosa di potere: è gratuito potere di Dio in te, in tutti. «Avrete tribolazioni nel mondo (Gv 16,33); ma io ho vinto il mondo: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore»: potrete sperimentare la mia pace anche in mezzo alle tribolazioni, perché «non come la dà il mondo io la do a voi»; il mondo al massimo ti può dare comodità, appagare istinti, desideri di ricchezza, di potere, di benessere: tante cose belle che io ho fatto; ma non ti basta; la tua pace sono io con il Padre: non le creature, ma il Creatore è la pace; io ti dono me stesso e con me il Padre e lo Spirito Santo; se distratto, irrequieto, nervoso, fuggi da te stesso, t’immergi in rumore, evasione, confusione; non hai pace; ti do d’incontrarmi e tu hai la Pace. – Con voce di giubilo date il grande annunzio: il Signore ci ha liberato.
Io e il Padre facciamo vita insieme a voi: e voi siete nella gioia. «Vado e tornerò a voi: vi rallegrerete. Ve l’ho detto prima che avvenga perché, quando avverrà, voi crediate». Il Padre mi ha mandato, per questo è più grande di me; mi ha mandato per fare di te, di voi tutti la nostra dimora: perché dimori in voi la nostra comunione di vita; quando tu accogli con simpatia le ispirazioni dello Spirito e ti raccogli per pregare, io prego in te, prego per te; puoi vedere dei segni: ti accorgi che sei rilassata/o/a, la giornata ti è meno pesante, perché “il mio giogo è soave, il mio peso è leggero”, riesci a fare di più e meglio. Con forza affronti difficoltà, sofferenze, contraddizioni: sei ferito/a ma nel profondo hai ancora serenità; come l’aria, l’acqua, il cibo sono necessari per la vita fisica; così il mio incontro con te, la mia comunione in te con il Padre, la preghiera, è necessaria per la vita dello Spirito; non ti esaurisci pregando, ma ti ricarichi e superi lo stesso esaurimento; non ti pesa l’incontro con me che ti amo, ma provi gioia, allegria, riposo, come i discepoli nel cenacolo e ovunque, e tu hai la Gioia.
Popoli tutti lodate il Signore.

Io e il Padre facciamo vita insieme a voi: e voi siete salvi. «Alcuni insegnavano: Se non vi fate circoncidere, non potete essere salvi. Paolo e Barnaba si opponevano. Si stabilì che andassero a Gerusalemme». Che cos’è davvero essenziale per vivere il mio vangelo, salvarsi, amare i fratelli, vivere quotidianamente? Viene radunato il primo concilio della mia Chiesa, risponde: La tua salvezza non dipende dalle tue opere di pietà, ma da Dio che ti ha creato per “fare vita insieme a te”; te lo mostra lo Spirito che parla animatamente in Paolo, in Barnaba, come in te. – Il tuo Spirito, Signore, ci da’ forza.
Io e il Padre facciamo vita insieme a voi: e vi è garantita la via della Vita. «Gli Apostoli, gli anziani e tutta la Chiesa ai fratelli di Antiochia, Siria, Cilicia provenienti dai pagani, salute: Abbiamo saputo che alcuni sono venuti a turbarvi sconvolgendo i vostri animi. Tutti d’accordo vi inviamo uomini tenuti in grande considerazione, che hanno votato la loro vita al nome del nostro Signore Gesù Cristo». Lo Spirito ti garantisce chi mi rappresenta: chi è in comunione con me, e ti assicura la via della vita in mio nome. – Il tuo Spirito Santo ci garantisce nell’intimo, Signore. Grazie.
Io e il Padre facciamo vita insieme a voi: e siete attenti al bene delle persone. «Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi, di non imporvi nessun altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenervi da carni offerte agli idoli, al sangue, agli animali soffocati, all’impudicizia». Vita votata a me suscita grande stima e accordo tra i fratelli, rispetto reciproco e rinuncia personale a favore degli altri. – Ci fai città aperta in tutte le direzioni, Signore.
Popoli tutti lodate il Signore.

Io e il Padre facciamo vita insieme a voi: e tutta l’umanità risplende della gloria di Dio. «L’Angelo mi mostrò la città santa che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio». La “città”: tutti insieme formiamo la dimora divina; “Da Dio”: non opera dell’uomo. – “Il Signore ha liberato il suo popolo!”.
Io e il Padre facciamo vita insieme a voi: famiglia ospitale, sicura e accogliente. «La città è cinta da un grande e alto muro, con dodici porte, su dodici basamenti: gli apostoli dell’Agnello». Tre aspetti costitutivi: mura possenti, sicure, incrollabili; non chiuse, ma aperte in ogni direzione sempre; sulle basi della mia risurrezione. – Con voce di giubilo diamo gloria al nostro Dio.
Io e il Padre facciamo vita insieme a voi: e voi divenite tempio vivente di Dio. «Il Signore Dio, l’Onnipotente e l’Agnello sono il suo tempio. La gloria di Dio illumina la città, e la sua lampada è l’Agnello». Dio “dimora” nel tempio di Gerusalemme, “dimora” nel tempio che è il suo popolo, “dimora” nell’umanità di Gesù, continua a “dimorare” nei battezzati Gesù con il “pietre vive” del tempio dello Spirito, in fine l’umanità trasfigurata “dimora”in Dio come in un tempio. – Tu, Gesù, con il Papà, fate vita insieme a noi per sempre! E noi vivremo.
Popoli tutti lodate il Signore.

PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.: Popoli tutti lodate il Signore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:

ringraziamento: prefazio. font color=red>Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
con lui vieni e prendi dimora in chi lo ama e lo ascolta;

attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
che ricorda, insegna, trasforma, rende presente il Cristo;

offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
ci rende capaci di testimoniarlo con parole e opere;

intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
rinnovati nello Spirito, rispondiamo sempre più all’opera di salvezza;

lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
dall’umanità riportata alla speranza per il Cristo risorto e la forza dello Spirito.

CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., La Dimora:

prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: dimora, di uomini presso chi li ospita;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza dimora, di Dio presso Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: dimora, di Dio in Gesù di Nazaret;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: Dimora, di Dio Padre e Figlio presso gli uomini;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. dimora, di Dio – tempio dell’umanità trasfigurata.

Preghiamo:
Padre, che vieni e fai dimora con Gesù tuo Figlio presso chi lo ama e osserva la sua parola; fa’ che tutti i popoli ti accolgano e ti lodino. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).

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Vedi il testo nel messalino: LETTURE, tempo pasquale, 6ª domenica di pasqua – C.

LA PAROLA A PAROLE MIE

La frase-chiave delle letture è:

IO E IL PADRE MIO FACCIAMO VITA INSIEME A TE.

VANGELO (Giovanni 14,23-29)
Gesù prima di morire, disse ai suoi discepoli: “Chi davvero mi vuole bene, segue il mio esempio. E allora io e il Padre mio facciamo vita insieme a lui. Io vado via ma vi manderò il mio Spirito, che vi batterà dentro e vi ricorderà tutto quello che vi ho insegnato. Vi darà la mia forza, il mio coraggio e la mia serenità. E la serenità che vi dò io, non è come quella che vi dà il mondo. Quindi, state allegri: non abbiate mai paura. Non preoccupatevi per me, perché io torno a riabbracciare il Padre mio. E soprattutto non dimenticatelo mai: io e il Padre mio facciamo vita insieme a voi!”.

RIMA LETTURA (dagli Atti degli Apostoli 15,1-2.22-29)
La comunità cristiana della città di Antiòchia, era formata essenzialmente da pagani convertiti al cristianesimo. Un giorno arrivarono alcuni cristiani di origine ebraica, e cominciarono a dire: “Cristo era ebreo, quindi dovete osservare tutte le leggi religiose di noi ebrei. Altrimenti non siete veri cristiani!”. La questione stava spaccando la comunità. Paolo e Bàrnaba allora decisero di andare a Gerusalemme, per chiedere consiglio agli apostoli.
I dodici esaminarono il problema e rimandarono questa risposta scritta: “Lo Spirito di Gesù ci ha insegnato che bisogna seguire Cristo, non mille leggi religiose. Voi pagani quindi, non sarete obbligati a seguire le leggi ebraiche. Vi raccomandiamo solo di evitare queste due cattive abitudini del paganesimo: il disordine sessuale e l’adorazione degli dèi. Per il resto non avete nessun altro obbligo, se non quello di amare. Gesù infatti ha sostituito la “religione delle leggi” con “la religione dell’amore’. Lui stesso ha detto: -Se amate Dio ed il prossimo, io e il Padre mio facciamo vita insieme a voi!”.

SECONDA LETTURA (Apocalisse 21,10-14.22-23)
Io Giovanni, ho visto in cielo un mondo nuovo, in cui regna solo l’AMORE: Gesù e il Padre fare vita insieme a tutti gli uomini. Lì le persone sono sempre raggianti come sposi, felici e sorridenti. Poi una voce forte mi ha detto: “Questo è il popolo del Signore: Dio è sempre accanto a loro e li riempie della Sua felicità. Qui non esiste il dolore, ma solo la gioia. Qui non esiste l’odio, ma solo comunione nell’AMORE reciproco!”.

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 66/67)
Dio ama tutti gli uomini, senza distinzioni. Sulla terra viviamo tutti sotto il suo sguardo paterno. State sempre allegri dunque, perché Dio guida il mondo con giustizia. Non abbandona nessuno: Gesù e il Padre mediante lo Spirito Santo fanno sempre vita insieme a tutti noi!