09/05/2004 – T. PASQUALE – ANNO C – 5 DOMENICA – 2004
5ª DOMENICA DI PASQUA
Anno C – 9 Maggio 2004
Vi faccio amare come Dio.
RACCOGLIMENTO
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.
Ascolta, Israele: io sono il Signore Dio tuo…! Ascolta, Chiesa che sei in..; ascolta N [tuo nome]
Eccomi, Signore: aiutaci tutti ad ascoltarti (Dt. 6,4; Lc 8,21; Is 6,8; Ebr 10,1s; Rm 12,1s).
LETTURA
Signore Gesù, nulla mi è più caro di te! Ascolto la tua parola nella messa del giorno (PCFP, 13); tu mi metti in bocca anche la risposta: fa’ che ascolto e risposta crescano con l’orante che ti cerca, o Dio (Gregorio, Cassiano, Benedetto). Vedi LETTURE
MEDITAZIONE o RILETTURA
Signore Gesù, tu mi parli di te stesso “Buona Notizia” nel vangelo, “compimento” delle promesse della prima lettura, “fondamento” della chiesa nella seconda lettura: rileggo vangelo, I e II lett. alla luce del vers. al vang.:
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: che vi amiate a vicenda, con io ho amato voi.
Signore Gesù, tu ti rendi presente! Con lo Spirito e la Sposa io grido: “Vieni, Signore Gesù!”. E tu rispondi: “Sì, ecco: io vengo” (Apc. 22,17s); così nel dialogo, alla comunione, mi dici chi sei e cosa fai oggi in noi (Antifona alla Comunione): Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi, dice il Signore.
(Cogliamo il senso delle parole di Gesù alla Comunione confrontandole con il vang., I e II lettura).
Vi faccio amare come Dio. I discepoli si riconoscono per l’amore come quello di Dio l’un verso l’altro (vangelo). Tutti gli uomini sono chiamati ad amarsi l’un l’altro come Dio ama (prima lettura). «Amore reciproco» è accoglierci e volerci bene «per primi» come Gesù ha fatto verso di noi, e ci dà la forza di fare lo stesso gli uni verso gli altri, superando ogni ostacolo. È l’instaurazione del nuovo mondo di Dio fin da questa vita (seconda lettura). Venendo in noi Gesù dice: Oggi mi rendo presente in atto di farvi amare come Dio; nel simbolo del cenacolo. – Buono tu sei, Signore, verso tutti!
Vi faccio amare come Dio: nella prova del tradimento rendo visibile l’amore del Padre. «Quando Giuda fu uscito, il Figlio dell’uomo è stato glorificato». Giuda è uscito, il Figlio dell’uomo è glorificato; non è un contrasto, ma segno del mio amore infinito: Giuda esce, ma portandosi il boccone, il pane, la mia carne, la mia vita; il boccone intinto nella salsa, simbolo del vino, del mio sangue. Esce per consegnarmi, e io vado con lui: consegnandomi a lui. Così raggiungo tutti, perché lui consegna me e io consegno me stesso: ai sommi sacerdoti, ai capi, ai giudei, a Pilato, ai romani, a tutto il popolo. – È appena avvenuto un fatto: la lavanda dei piedi. Gesù ne ha dato il senso, dicendo: “Se io, il Signore e il Maestro, ho lavato a voi i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”. Ora segue un altro fatto: Giuda esce dal cenacolo; e Gesù ne dà ancora il senso. Il fatto della lavanda dei piedi con la spiegazione che ne segue è simbolo della realtà compiutasi nel fatto di Giuda che esce, e nelle parole di Gesù in questo vangelo. Veramente Gesù lava Giuda e ciascuno di noi da ogni peccato! La spiegazione di Gesù va in due direzioni: una, in rapporto all’amore di Gesù e del Padre verso Giuda che raffigura ogni uomo; l’altra, in rapporto all’amore di una persona verso un’altra. Primo, in rapporto a Gesù e al Padre, Gesù dice: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito». Il fatto che Giuda esca per andare a consegnare Gesù non richiama a Gesù il tradimento, ma l’amore del Maestro verso il suo discepolo: la sua pecorella fino all’estremo. Questa è la prima novità in assoluto: mentre ogni persona si risentirebbe per essere tradita, Gesù è tutto intento ad amare il traditore sino all’estremo, e dichiara: «Ora» sono realizzato, ora si realizza sino in fondo il mio intento, tutto il mio essere: ora sono «glorificato». Cioè: Giuda, come ti ho lavato i piedi, così ora io ti offro il boccone dell’amicizia, dell’ospitalità. Tu sei ben accolto qui ora, io ti amo così come sei, a te io dono tutto me stesso, non temere; satana ti tenta come tenta me, ma io ti offro la mia amicizia prima che egli ti tenti. Il mio amore illumina la tua notte, ti dà forza di superare il diavolo come io lo supero; puoi esperimentare la presenza del mio amore che ti rassicura nella difficoltà, come il pastore rassicura l’agnello impigliato fra le spine; e se mi accogli, ti senti amato, mentre non sei amabile ai tuoi occhi. “Adesso”, questa tua notte diventa segno che io ti amo, e anche Dio ti ama in me: «Dio è glorificato nel Figlio»; Dio, il Padre mio, in me ti ama. In questa notte io sono glorificato e il Padre mio è glorificato in me: mentre ti accolgo e ti amo, il Padre in me ama te con me. Notte e glorificazione sono unite, perché nella tua notte, Giuda, si rende visibile nella mia umanità il volto del Padre invisibile che ti ama incondizionatamente: il Padre mio è glorificato adesso mentre io ti accolgo con questo gesto di amicizia e di ospitalità, ora mentre ti parlo e mi dono per te sino all’estremo; e tu ti senti libero di accogliere o rifiutare il mio dono. «Se Dio è stato glorificato in lui (cioè in me, Figlio suo, mentre amo te, Giuda), anche Dio lo glorificherà da parte sua»; glorificherà me, Figlio suo, e te, Giuda, rappresentante tutta questa comunità che ora mi accoglie e mi celebra. «E lo glorificherà subito»: glorifica subito me, nella mia passione, morte e risurrezione; e glorifica questa comunità che celebra = rende presente la mia pasqua. La mia umanità è glorificata mentre è totalmente a servizio dell’amore di Dio per te; e Dio è glorificato mentre tramite me il suo amore è conosciuto. Nel mio vivere e morire per amore, il volto amoroso del Padre risplende, rinnova chi l’accoglie, si trasmette tramite voi che aderite a me, e acclamate: «Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature».
Vi faccio amare come Dio: ereditate il mio rapporto di amore con il Padre «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri». Gesù ha rivelato il rapporto di amore suo e del Padre verso Giuda e verso ogni uomo; ora rivela il suo rapporto di amore in una persona verso un’altra, dicendo: «Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati». L’amore è il significato della lavanda dei piedi che in Giovanni sta al posto del racconto dell’eucaristia. È un «comandamento nuovo» perché la norma dei comandamenti non è più l’uomo (“Amerai il tuo prossimo come te stesso… Lv 19,18), ma Gesù stesso. Solo Gesù infatti può amare gli altri «come se stesso», cioè come Gesù è amato dal Padre; e Gesù può continuare ad amare gli altri in chi lo accoglie, avverando la sua parola: «Amatevi come io vi ho amati». Solo Gesù ci può «amare come se stesso». Solo il suo amore non è deformato da egoismo, e quindi non può rischiare di deformare l’amore di quanti lo imitano. Così in voi, miei discepoli, continua la mia gloria e la gloria del Padre mio, nella misura che rimane in voi questo amore che vi identifica; è un comandamento nuovo, non solo perché «mio», ma anche «perché io» rendo possibile in voi il mio amore: io vi amo come amo Giuda; e amandovi vi rinnovo, vi do il mio amore e voi vi amate l’un l’altro come io ho amato voi: io in ciascuno amo l’altro come ho amato Giuda. Non è imitazione, ma «fondazione»: trasformazione, comunicazione della mia vita che vi rinnova. Ed è «attuazione», perché io mi rendo attuale, vostro contemporaneo, e attuo in voi ciò che ho compiuto in me stesso. Ora voi non imitate me come vostro esempio passato; ma io, Risorto, rendo possibile in voi «adesso» il mio amore verso quel fratello che per questo io vi ho messo vicino: perché voglio arrivare a lui, come a Giuda, tramite ciascuno di voi; come del resto sono già arrivato così a ciascuna/o di voi tramite altri. «Ama come io amo te», quindi, non è tanto un ordine, quanto «un’informazione» di ciò che io faccio di te che mi accogli. Tu dài spazio al mio amore, lasciandomi amare l’altro. Il tuo è amore verticale verso di me, ed è amore orizzontale verso l’altro: il tuo amore verso di me è risposta, non iniziativa; ma quando tu ami l’altro con la forza del mio amore, tu prendi l’iniziativa, come Dio, di lasciare fluire l’amore attivo di Dio. In altre parole: io ti amo per primo; e quando tu accogli il mio amore, ti faccio amare gli altri per primo, come Dio. Non è tuo l’amore, ma mio; ecco, io ora sono vivo e amo te come amo Giuda: suscito in te gioia di vita nuova, creo in te l’evidenza che adesso stai meglio di prima, che con me sei libero e tutto puoi. Se accogli la mia novità, io in te amo l’altro, il tuo vicino, con le tue facoltà; tramite te suscito nell’altro vita nuova e attendo risposta. Così si dilata il mio amore a immagine del mio rapporto con il Padre; così tu ti rinnovi, così tu sei amato e diventi amante nel mio amore con il Padre; continua e risplende, si manifesta e si dilata in te la gloria del Padre e del Figlio suo prediletto: ecco la comunità dove abita la gloria di Dio, dove sono due o tre uniti nel mio nome: io sono in mezzo a voi come colui che vi ama per primo, come il Padre ama per primo, e come voi vi amate per primo l’un l’altro! Questo è lo specifico dell’Amore di Dio: diffusivo di se stesso. Ciascuno di voi ama come Dio quando ama l’altro per primo. Tu non puoi amare Dio per primo, perché solo Dio ti può amare per primo; ma tu puoi amare l’altro come Dio quando accogliendo me lo ami per primo. E io ti faccio amare come Dio, cioè per primo, quando tu avvicini l’altra persona, chiunque essa sia, cosciente che io sono in te e mi lasci operare in te con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutte le tue forze. Senza la tua iniziativa, io che ti amo per primo, non potrei fare altro. Con la tua iniziativa, invece, io in te continuo ad amare; e tu puoi tutto, perché ti appropri della mia onnipotenza che si manifesta soprattutto nell’amore. Questo è l’amore reciproco e verso tutti; da questo sapranno che siete miei discepoli, parte del mio Corpo e del mio Spirito: perché amando per primi, con tutto il vostro essere, vi rivelate tutt’uno con me, vostro Signore e Maestro. Questo è divenire «gloria» o «segno della presenza» di Dio. Questa è esperienza di «vita nuova», definitiva, che non muore con la morte, o i cambiamenti dell’esistenza umana fino alla morte. Anche voi, come me, siete un essere «umano – divino = «teandrico: theos, andros»
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
Vi faccio amare come Dio: in chi mi accoglie, continuo a manifestare l’amore del Padre. «Paolo e Barnaba ritornarono». La parola di Dio, Gesù Risorto, è viva, efficace e fa ciò che dice: fa vivere comunità come esempi concreti di amore fraterno di Gesù. Paolo e Barnaba tornano dal viaggio missionario, visitano le chiese appena sorte. Lì vedono i segni dell’amore di Gesù verso Giuda e verso loro stessi: l’amore che ha l’iniziativa, anche nelle tribolazioni. Li esortano a stare saldi nella fede, cioè nell’accogliere questo amore, come stanno facendo: il cristiano è come seme vivo che cresce “rafforzato” dalla parola di testimoni e dalla pratica quotidiana. – Fa’ che manifestiamo agli uomini i tuoi prodigi, Signore, e la splendida gloria del tuo regno.
Vi faccio amare come Dio: e voi glorificate l’amore del Cristo risorto. «In ogni comunità costituirono alcuni anziani» (non tanto per l’età, quanto per l’esperienza dell’amore di Dio che ama per primo). Il regno di Dio, la piena comunione di amore con Dio in cielo, è già presente nella comunità di amore fraterno; non è dominio umano, ma dono dall’alto. Solo il Risorto l’assicura nei fedeli: Paolo e Barnaba lasciano posto ad altri «anziani» nella vita di amore. È il costitutivo della comunità. – «Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza.
Vi faccio amare come Dio: proclamate in tutto il mondo l’amore del Padre. «Scesero là dove erano stati affidati alla grazia del Signore». Esortano, rafforzano, affidano a Dio i fedeli a Listra, Iconio, Pisidia, Panfilia, Perge, Attalia; ma non come padroni: loro stessi tornano alla fonte, ad Antiochia, dove sono stati affidati alla grazia del Signore operante in loro. Sono coscienti che Dio opera con loro, mentre prendono l’iniziativa di amare gli altri per primi, cioè con l’amore di Dio. – Tramite noi, «Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature».
Vi faccio amare come Dio: in chi mi accoglie, il mio amore si fa diffusivo di se tesso. «Riferirono tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro». La comunità che è in Antiochia, evangelizzatrice, è evangelizzata, cioè ascolta «tutto quello che Dio ha compiuto»: verifica che Dio «aveva aperto ai pagani la porta della fede», come l’aveva aperta a loro. Gesù l’aveva detto: «Il Padre mio opera sempre, e anch’io opero», continuo a operare in voi, che ora celebrate decedendo nell’intimo di amare gli altri, e trovandovi ad amarli per primi con me nella vostra esistenza quotidiana. – «Il tuo regno è regno di tutti i secoli, il tuo dominio si estende ad ogni generazione».
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
Vi faccio amare come Dio: creo un mondo nuovo. «Vidi un nuovo cielo e una nuova terra». Dalla novità del comandamento alla novità di Chiese dell’amore, alla speranza di un completo rinnovamento di tutte le cose: il male scompare. È un’esperienza tutta nuova. È la cosa più bella che l’uomo può immaginare. Fatto a immagine di Dio nell’amore, l’uomo non trova altra soddisfazione che nell’assomigliare a Dio amando per primo gli altri in Cristo Gesù realmente presente in lui. Come l’uomo che prima zoppicava e poi viene guarito e segue gli apostoli lodando e ringraziando Dio, così ciascuno di noi è malato finché non ama per primo, come per primo è stato amato; ma quando riceve il Signore, e pensa agli altri con l’amore di Dio, allora vive per lui, lo loda continuamente con tutto il cuore ed esclama: «Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli».
Vi faccio amare come Dio: per chi dimora in me, le cose di prima son passate; tutto è nuovo. «Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi». Tutto è ricreato da Dio: la novità non è opera dell’uomo, la «vedi scendere dal cielo», dal suo amore accolto in te, manifesto agli altri. Questo è il fondamento della vita umana. Dio ti ha fatto/a per lui «come una sposa adorna per il suo sposo»; una reciproca inabitazione: «Essi suo-popolo, egli Dio-con-loro». Scompare la morte: lutto, lamento, affanno regnano dove manca l’amore. Il Papà stesso «terge ogni lacrima dai loro occhi!», in tutta la creazione, con il suo intervento primario. Dove giunge il mio amore di Risorto, dice il Signore, tutto si rinnova; la nuova Gerusalemme è città con rinnovate relazioni, è sposa che tutto riceve da me suo Creatore e Redentore, in particolare la capacità di amore come sei amata. Beati i «poveri» che sono accolti da una comunità di Cristo Gesù: essi sperimentano una nuova esistenza di stima, onore e «capacità di amare come sono amati».
Vi faccio amare come Dio: in voi il mio amore trasforma il mondo. «Ecco io faccio nuove tutte le cose». La «città santa» del fedeli è priva del mare, simbolo del caos e del male. Essere fatti capaci di amare per primi come Dio, significa «vivere in comunione faccia a faccia con Dio». Questo significa rapportarsi agi altri, coscienti di tutte le debolezze; ma più coscienti di Gesù Risorto in noi, Signore di tutte le debolezze, Primo Amante che ci spinge ad amare per primi. Si ha così la realizzazione del progetto che Dio Creatore ha tracciato fin dagli inizi dell’essere (Gen 1-2). Con lo sguardo fisso su Gesù che ci ama per primo e ci fa amare per primi, passiamo per l’acqua e il fuoco in cammino verso la città che è nostra madre. – «Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto prodigi; a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia».
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
PREGHIERA EUCARISTICA
La risposta di lode e di supplica riassunta nel Vers. Resp.:
Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi, dice il Signore,
si sviluppa in preghiera eucaristica fatta di:
ringraziamento: prefazio. Grazie, Padre, per il tuo Figlio:
nel suo amore rinnovi gli uomini e le cose;
attualizzazione: consacrazione. Ora, Padre, manda lo Spirito:
Gesù in mezzo a noi è fondamento della Chiesa con il suo amore;
offerta: nostra in Cristo al Padre. In noi, Padre, si offre a te Gesù:
amore verso di te e verso i fratelli;
intercessione: per tutti vivi defunti. Tutti, Padre, accogli in Cristo:
partecipi della tua comunione, testimoni della tua verità;
lode finale: esplosione dei sentimenti. A te, Padre, ogni onore e gloria.
nella Comunità del tuo amore per Cristo, nello Spirito Santo.
CONTEMPLAZIONE
Nella chiesa il Padre convoca i credenti in Cristo, in cinque tappe (v. LG 2); contempliamo oggi nei suoi cinque momenti, per es., L’Amore:
prefigurata, sin dall’inizio, nella Creazione: l’amore, fra persone che si accolgono reciprocamente;
figurata, nella storia d’Israele, antica alleanza l’amore, in Dio che forma il suo popolo Israele;
compiuta, in Cristo Gesù, negli ultimi tempi: l’amore, in Gesù che rivela il volto amoroso del Padre;
manifesta, nella chiesa, per lo Spirito effuso: l’amore, nelle comunità cristiane;
completa, alla fine, nella gloria della Trinità. l’amore, nella creazione rinnovata dal Risorto.
Preghiamo: –
O Padre, che in Cristo ci dài il comandamento nuovo: di amarci come egli ci ha amato; donaci di benedire il tuo nome per sempre. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condividiamo la nostra preghiera (neretto) nello schema della preghiera ecclesiale (colori).
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Vedi il testo nel messalino: LETTURE, tempo pasquale, 5ª domenica di pasqua – anno C.
LA PAROLA A PAROLE MIE
La frase-chiave delle letture è:
VI FACCIO AMARE COME DIO!
VANGELO (Giovanni 13,31-35)
Gesù vuol dare un esempio concreto che anche nella peggiore delle situazioni, in noi egli è il Signore, che CI FA AMARE COME DIO. Giuda esce dal cenacolo dell’amicizia di Gesù, ma questo non impedisce a Gesù di esclamare: Io ti ho sempre amato, Giuda, e sempre ti amerò. Anche se tu non accettassi il mio amore, non puoi impedire che io ti ami fino all’estremo, come sempre per primo ti ho amato. Così il Padre rivela in me il suo amore per te. Questa è la mia gloria. Questa è la vostra gioia.
Poi Gesù dice: Questo è il mio testamento: «che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amato», fino a lavarvi i piedi, così vi do la capacità di amarvi gli uni gli altri: VI FACCIO AMARE COME DIO AMA. Questo è diventare grandi come Dio; solo così si rivela Dio Amore nel mondo.
RIMA LETTURA (dagli Atti degli Apostoli 14,21-27)
Paolo e Barnaba sono testimoni che Gesù rende tutti CAPACI DI AMARE COME DIO AMA, anche nelle tribolazioni della vita. Paolo e Bàrnaba si misero a girare le città della zona, per portare a tutti l’AMORE di Cristo. Le loro parole riempivano i cuori di gioia e coraggio. Dicevano sempre: «Non perdete mai la fede. Dio AMA TUTTI: tenete duro ed entrerete nel Suo regno di felicità!»: diventate CAPACI DI AMARE COME DIO AMA. In ogni comunità poi, dopo aver pregato per loro, lasciavano dei testimoni di questa DIVINA CAPACITÀ DI AMARE. Quando tornarono ad Antiòchia, raccontarono con gioia e stupore quello che era successo: anche molti pagani avevano scelto il Signore. Avevano capito che Dio non fa preferenze di religione o razza: Dio ama davvero tutti, e FA TUTTI CAPACI DI AMARE COME DIO!
SECONDA LETTURA (Apocalisse 21,1-5)
Io Giovanni, ho visto in cielo un mondo nuovo, dove regna solo l’AMORE. Lì le persone sono sempre raggianti come sposi, felici e sorridenti. Allora una voce forte mi ha detto: «Questo è il popolo del Signore: Dio è sempre accanto a loro e li riempie della Sua felicità. Qui non esiste il dolore, ma solo la gioia. Qui non esiste l’odio, ma solo l’AMORE, fonte di vita: ognuno si sente amato da Dio, e con gratitudine scopre di essere FATTO CAPACE DI AMARE GLI ALTRI COME DIO AMA».
SALMO RESPONSORIALE (Salmo 144/145 )
Il Signore è buono e paziente con TUTTI. TUTTE le creature lo lodano e lo ringraziano, perché TUTTE sono nate dal Suo AMORE, e SONO RESE CAPACI DI AMARE COME DIO.